Reflusso e problemi ad assumer il latte a quattro mesi e mezzo

 

Gentilissima dottoressa,

sono la mamma di un bimbo di 4 mesi e mezzo. Alla nascita pesava Kg 3,66 per 54 cm di altezza. In questi mesi ha preso latte artificiale e ora pesa 6,10 Kg per 65,5 cm.

Le avevo già scritto per un problema di inappetenza che si era poi rivelato esofagite da reflusso. Da allora (circa due mesi) prende il Ranidil. Dopo un’iniziale miglioramento ora siamo al punto di partenza o peggio.

Il bimbo beve circa 70/80 ml di latte in un’ora con una fatica incredibile e molti pianti (devo fare di tutto per tenerlo calmo, accarezzarlo cantandogli canzoncine mentre mangia). Per giunta non vuole saperne di fare più di 5/6 pasti e non da mai segno di aver fame,nemmeno dopo molte ore (la notte dorme).

Prende il latte artificiale con un po’ di farina di mais e tapioca o di riso e da pochi giorni abbiamo cominciato a dargli un po’ di frutta che gli piace, ma mangia in modestissime quantità per ora.

Già da una decina di giorni gli stanno anche spuntando i due dentini incisivi inferiori (in concomitanza ha avuto qualche linea di febbre scomparsa dopo un giorno).

Francamente siamo molto stanchi (ormai passiamo la giornata a tentare di farlo mangiare) e preoccupati perché spesso il bimbo ha dei colpi di tosse stizzosa, urla disperato dopo pochi ml di latte (se fosse per lui si fermerebbe a 20 ml) e la crescita è rallentata (il quarto mese è cresciuto solo di 570 gr e negli ultimi 10 giorni è calato di 100 gr).

Mi chiedo se non sia possibile fare qualcos’altro, noi cerchiamo di mantenerci calmi e sereni, ma certe volte, quando lo vediamo stremato e con gli occhi rossi, ci piange davvero il cuore! Mi chiedo se non sia il caso di cambiare farmaco visto che mi sembra assurdo continuare dopo due mesi, vista l’inefficacia del trattamento.

Abbiamo davvero bisogno di un consiglio. Vorremmo evitare al bimbo il trauma di esami vari visto che ci sembra già abbastanza traumatizzato così (se mi consente la battuta di spirito speriamo che non mi odi da grande, ricordandosi che ero quella che lo costringeva alla tortura).

La ringrazio anticipatamente per qualsiasi suggerimento. Cordiali Saluti

Primo punto: il Ranidil è somministrato al dosaggio giusto? Il tuo bimbo, pesando 6 kg, dovrebbe assumere, qualora si trattasse di Ranidil sciroppo, 1,5 ml circa di sciroppo per dose e il Ranidil può essere dato anche due volte al giorno, mattina e sera.

Secondo punto: il rifiuto del latte, visto che si tratta di latte artificiale, può dipendere dal fatto che il bimbo non ama il latte artificiale o non lo ama più, dal fatto che il cibo liquido favorisce il reflusso e, perché no, anche da una inappetenza dovuta a possibile intolleranza al latte o ad un possibile svuotamento molto lento dello stomaco.

Pertanto io penso che, dopo avere escluso tutte le altre cause possibili di inappetenza, come per esempio una infezione alle vie urinarie, una otite catarrale cronica o altro, il bimbo, con prudenza e gradualità, potrebbe anche essere svezzato con le prime pappe a cucchiaio.

In tal caso si potrebbe preparare un brodo vegetale con carota e patata mettendone 140-150 gr nel piatto, aggiungendo a pioggia tre cucchiai rasi di farina di riso o mais e tapioca, olio di oliva e, volendo, un cucchiaino di parmigiano e vedere come se la cava con il cucchiaio e con il sapore diverso dal latte.

Dopo due settimane, potrebbe anche essere sostituito un secondo pasto, magari con una farina lattea e, verso il sesto mese, con una seconda pappa come a mezzogiorno. In questo caso i pasti diventerebbero solo 4 e sarebbero più distanziati, come preferisce il bimbo.

Qualora la relativa inappetenza del bimbo dipendesse da uno svuotamento gastrico particolarmente lento, al Ranidil mattina e sera o soltanto la mattina, si potrebbe aggiungere un procinetico prima dei pasti principali per velocizzare lo svuotamento gastrico.

Ma, ovviamente, sono soltanto suggerimenti, perché non mi è possibile valutare il problema senza conoscere il bimbo e non posso permettermi di sostituirmi al tuo medico.

Un caro saluto, Daniela