Può una pregressa immaturità dell’anca ritardare la deambulazione?

 

Gentile dottoressa,

ho cercato tra le sue precedenti risposte qualcosa che potesse chiarire un mio dubbio,ma non ho trovato nulla.

Le spiego: la mia bambina, che adesso ha quasi tredici mesi, quando ne aveva tre, all’eco-anche aveva avuto una diagnosi di "immaturità dell’anca sinistra; anca sinistra di tipo A1" e per questo ha indossato per quasi due mesi il doppio pannolino. All’eco di controllo, dopo circa un mese, la situazione si era perfettamente normalizzata.

Ora,il mio dubbio è:questa immaturità potrebbe ritardare la deambulazione autonoma? Lo chiedo perché la mia bambina sta appena iniziando a muovere i primi passi appoggiata ad un gioco tipo carriola, ma vedo che ha la gambette molto rigide. Non sembra avere dolore, forse è più una questione di paura…

Non ha mai gattonato e si sposta strisciando sul sederino. Non si alza in piedi da sola: ci prova ma non riesce a sollevarsi oltre pochi centimetri e chiede aiuto.

Siccome ho visto altri bambini della sua età che si alzano da soli già da molti mesi, questo mi ha fatto riflettere.

Io la lascio a terra molto tempo a giocare, con ai piedini i calzini antiscivolo ,ma non riuscendo ad alzarsi, nemmeno appoggiandosi a sedie o divani, rimane li se non sono io a metterla dietro la carriola, dove comunque fa alcuni passetti.

Potrebbe esserci un collegamento con l’immaturità dell’anca?

Come posso aiutarla?

Grazie infinite,

Mariasole

L’immaturità dell’anca, a questo punto, si sarà senz’altro già risolta, altrimenti i medici avrebbero provveduto prolungando il periodo del tutore o con altri sistemi. Pertanto non mi sembra il caso di preoccuparsi ulteriormente di questo problema che è ormai acqua passata. Continua a stimolare la bimba a fare movimenti e non aiutarla troppo quando ti chiede aiuto.

Se fosse in sovrappeso modifica la sua alimentazione in modo che possa risolvere questo problema nel giro di pochi mesi e fai anche mente locale chiedendo ai tuoi genitori e ai suoceri a che età avete iniziato a camminare voi. Il non avere mai gattonato presuppone una tendenza alla pigrizia della bimba e una propensione relativamente scarsa a prendere iniziative e a staccarsi dalle sue certezze acquisite.

Forse la bimba ha ricevuto una educazione un po’ troppo protettiva. Ora devi lasciarla libera di sbrigarsela da sola sia quando vuole raggiungere un obiettivo sia quando trova difficoltà. Non tenerla troppo in braccio e quando ti accorgi che vuole camminare non lasciarla troppo tempo scalza ma mettile delle scarpine giuste in modo che non scivoli e che il suo tallone sia leggermente rialzato rispetto alla punta: la bimba avvertirà maggiore stabilità e minore tendenza a cadere all’indietro.

Per i suoi primi passi aiutala tenendola per mano o per il braccio ma non metterti davanti a lei: rimani di lato o di dietro e limitati ad offrirle un appoggio senza mai suggerirle la direzione o la velocità. Quando ti cerca o ti chiama non correre subito verso di lei ma fai in modo che sia lei a venire verso di te, qualsiasi modalità vorrà scegliere per raggiungerti.

Ricordati, infine, che se in questo periodo la bimba sta arricchendo molto il suo linguaggio, i bambini non fanno mai due progressi alla volta, cioè prima parlano poi camminano, come succede spesso alle femmine, o viceversa, come succede di più ai maschi.

Un caro saluto, Daniela