Preparazione latte artificiale e bollitura


Gentile Dottoressa,

da una decina di giorni ho cominciato a dare alla mia bimba (9 mesi e mezzo) il latte artificiale in polvere al mattino con due biscotti (finora allattavo esclusivamente al seno ma ormai non è più sufficiente).

Ho preparato il biberon seguendo le dosi indicate (metto 180 g d’acqua e 6 misurini) scaldando un po’ di acqua oligominerale in un pentolino e versandola poi nel biberon. La pediatra non mi ha dato una quantità precisa da dare, provando così la bimba ne lascia sempre una ventina di grammi, quindi penso vada bene…o no?

Leggo sulle istruzioni di tutti i latte in polvere in commercio che l’acqua e il biberon vanno fatti prima bollire: ma è davvero necessario per un bimbo sopra i tre mesi (mi ricordo che la pediatra mi disse che oltre questo limite non era più necessario sterilizzare tettarelle e biberon ma si poteva semplicemente lavarle con acqua e sapone) che bene tisane anche a temperatura ambiente?

Se sotto i tre mesi l’acqua oligominerale viene scaldata con lo scaldabiberon e non bollita, come mai sulle confezioni del latte di proseguimento in polvere viene riportata tale istruzione? Cosa si rischia non bollendola?

E per la formulazione liquida del latte di proseguimento c’è qualche accorgimento da adottare nella preparazione?

La ringrazio infinitamente dei suoi preziosi consigli e delle sue spiegazioni sempre così chiare e accurate.

 


La bollitura di biberon e tettarelle è una abitudine consigliata per i primi tre mesi, meglio sarebbe per i primi sei mesi e, per quanto riguarda l’acqua, solo quando si usa acqua di rubinetto di cui non si può essere certi al 100% della non contaminazione batterica. Ma l’acqua oligominerale o comunque l’acqua imbottigliata è sicura e sottoposta a controlli, quindi non serve bollirla ma basta scaldarla prima di introdurvi la polvere di latte.

Il latte liquido è sterilizzato e va solo scaldato, ma mai direttamente sulla fiamma perché non deve bollire con il rischio che vi sia la caramellazione degli zuccheri e la denaturazione delle proteine in esso contenuti. Pertanto bastano lo scaldabiberon o il bagnomaria senza che l’acqua nella quale è immerso il biberon bolla.

In certe regioni, come il Lazio, per esempio, l’acqua di rubinetto, pur sicura dal punto di vista batteriologico, è molto ricca di calcio e di altri sali minerali ed è per questo che se ne consiglia la bollitura anche dopo il sesto mese anche se, dopo tale età, non sarebbe piuù necessario utilizzare acqua oligominerale perché la presenza di sali minerali e di calcio è utile per la formazione della struttura ossea del bimbo e, si suppone, anche ben tollerata a livello renale perché la funzionalità dei reni, dopo il sesto mese, è già matura.

Però, per prudenza, si dice che un lattante, dai sei, otto mesi in poi, può bere tranquillamente acqua di rubinetto anziché acqua oligominerale ma il suo latte andrebbe preparato con acqua bollita se l’acqua del rubinetto fosse troppo carica di sali minerali.

Per quanto riguarda il problema igienico: dopo il sesto mese i bimbi mettono tutto in bocca e sarebbe assurdo continuare a sterilizzare tutto. Un buon lavaggio di biberon, ciucci e tettarelle con acqua corrente calda e detersivo, avendo cura di eliminare tutti i residui di latte o di polvere raggrumata dal fondo del biberon con uno spazzolino apposito e una permanenza, ogni tanto, di tutti questi oggetti in una soluzione tipo milton, sono accorgimenti più che sufficienti per un bambino di nove mesi.

Per quanto riguarda la quantità di latte da dare alla bimba: dipende dal peso, dal numero delle poppate giornalieree da cos’altro mangia oltre al latte. Nulla deve essere dato a temperatra di frigorifero, ma sia latte che tisane, se la bimba le preferisce così, possono essere dati anche a temperatura ambiente.

Un caro saluto,

Daniela

 

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