Preparazione del brodo vegetale e conservazione del latte materno

Buongiorno,

sto svezzando mio figlio di 6 mesi.

Mi chiedevo se per fare il brodo vegetale è meglio bollire le verdure in pentola normale o a pressione. Io preferisco la pentola normale ma alcune mie amiche sostengono che con la pentola a pressione si perdono meno nutrienti. Mi può inoltre indicare i tempi di cottura? Una volta fatto il brodo per quanto posso mantenerlo in frigorifero? Se faccio una scorta nel congelatore, il brodo perde proprietà o rimane inalterato?

Fra poco inizierò con l’omogeneizzato di carne, come lo si fa in casa? Mi consiglia di farlo o comprarlo? È vero che troppa carne può essere nociva? Qual è la quantità corretta per un bimbo di 6/7 mesi?

Infine le pongo l’ultima domanda: io ho sempre dovuto tirarmi il latte perché ne avevo troppo e ora ne ho una montagna in congelatore (il più vecchio ha 5 mesi), ha senso che lo tenga, posso darlo anche fra qulache mese quando smetterò di allattare (per ora ho latte in abbondanza), oppure fra qualche mese avrà più senso dargli altri tipi di latte? Inoltre mi chiedevo se mantiene le proprietà da congelato.

La ringrazio moltissimo

Maria


Allora, cerco di andare per ordine: il brodo vegetale si può preparare indifferentemente sia nella pentola normale che in quella a pressione. I vegetali cotti nella pentola a pressione possono, certo, mantenere più proprietà nutritive perché la cottura più veloce riduce un po’ la possibilità che le sostanze che contengono vadano disciolte nel brodo, però al bimbo si da sia il brodo che le verdure, sicché decidere se usare o meno la pentola a pressione è sostanzialmente un problema di riduzione dei tempi di cottura.

Con la pentola tradizionale, infatti, il brodo vegetale si prepara mettendo mezzo litro di acqua in un tegame e aggiungendo una bella carota fresca (o due se sono piccole), comprata con il suo ciuffetto verde, un po’ grattata in superficie ma non troppo perché nella pellicola è contenuta la maggior quantità di vitamina A e, all’inizio, per i primi 15 gg, una bella patata pelata (in seguito aggiungerai una alla volta, settimana dopo settimana, tutte le verdure di stagione).

Sia carota che patata vanno tagliate a pezzi di medie dimensioni e nel brodo non va aggiunto sale. Il tutto deve cuocere per un’oretta o anche più, fino a completa cottura dei pezzi di verdura e fino al dimezzamento a 200, 250 gr del liquido di cottura.

Con la pentola a pressione si riempie la pentola fino quasi al segno indicato all’interno sul bordo e se il liquido che contiene supera i 500 gr ed è, per esempio, un litro, si deve raddoppiare la quantità delle verdure che si mettono dentro, sempre a pezzi grossi. I tempi di cottura saranno di circa venti, trenta minuti, cioè più che dimezzati.

A cottura ultimata, si separa il brodo vegetale dai pezzi di verdura, si filtra il brodo facendolo passare attraverso un colino a maglie fitte e si versano circa 160 180 gr nella scodellina se il bimbo è appena svezzato oppure 200 gr se ha più di sei mesi. Due buoni cucchiai delle verdure cotte e a pezzi si possono mettere nell’omogeneizzatore assieme a 30, 40 gr di carne tagliata a pezzettini e fatta preventivamente cuocere a vapore su un piattino sullo stesso pentolino che è servito per cuocere il brodo, coperta dal coperchio.

La carne cuoce in poco più di dieci minuti. Due cucchiai abbondanti di verdure a pezzi più la carne cotta a vapore a pezzettini si mettono poi, assieme a un pochino di brodo vegetale, nell’omogeneizzatore e si raccoglie la crema che si produce.Questa cremina si mette nella scodella che contiene il brodo vegetale e vi si aggiungono due (o tre) cucchiai di farina di cereali precotti, un cucchiaino o due di olio, secondo l’età del bimbo e un cucchiaino di parmigiano.

Se si usa la pastina da cuocere, essa si farà cuocere da sola nel brodo vegetale che, dopo essere stato filtrato, invece di essere messo nella scodella, andrà rimesso nel tegamino e si farà cuocere (un cucchiaio e mezzo circa e comunque la metà dei cucchiai di farine precotte) per pochi minuti. Poi si mette tutto nella scodella e si unisce la solita cremina di passato di verdure e carne omogeneizzati.

Gli omogeneizzati del commercio costano un occhio della testa e se, forse, essendo preparati in modo industriale con omogeneizzatura più fine, sono più indicati della carne omogeneizzata in casa per i primissimi mesi dello svezzamento, certamente non è più necessario darli verso l’ottavo mese, quando il bimbo prende già la pappa da almeno un mese.

Tutti questi ingredienti, nella scodella, dovrebbero arrivare circa a 200, 220 gr o giù di lì, ma se la pappa risultasse troppo liquida o troppo densa, ferme restando le quantità dei vari ingredienti, si può aggiungere o ridurre il brodo vegetale la volta successiva. Ogni mamma fa la sua esperienza.

La carne è un alimento indispensabile come tutti gli altri alimenti (carboidrati, vitamine, zuccheri, sali minerali, grassi, ecc. ecc.) però vanno assolutamente rispettate le quantità consigliate per le varie età e il differente peso che può avere ogni bambino a parità di età, ma questo discorso vale per tutti gli alimenti e non solo per la carne. Un eccesso di proteine affatica il rene del bimbo, ancora immaturo e le scorie azotate che da esse derivano non riescono ad essere eliminate come si deve.

Il brodo vegetale, assieme al passato delle verdure e alla carne cotta a vapore e omogeneizzata, può tranquillamente essere conservato in frigo purché in recipienti di vetro con chiusura ermetica come i vasetti bormioli con tappo a vite. La durata della conservazione in frigo è di massimo tre giorni se non vi è la patata nel passato oppure solo due giorni se vi è la patata. Conservato così, basterà versarlo in un pentolino e scaldarlo appena oppure scaldarlo a bagno maria e quando è caldo sciogliervi le farine precotte.

La minestrina, invece, ha bisogno di cottura e se si usa la minestrina bisogna avere l’accortezza di mantenere il brodo vegetale con verdure e carne piuttosto liquido perché la pastina gonfia in cottura e gli amidi addensano molto il tutto. Il brodo vegetale con passato e carne omogeneizzata può anche essere congelato appena tiepido e in tal caso si conserva per alcuni mesi in freeezer anche se c’è la patata.

Per prepararne una grossa quantità, l’ho già spiegato in un’altra risposta e lo dico ora per l’ultima volta, si deve calcolare la quantità di brodo vegetale (180 gr circa), di carne (30,40 gr circa), di passato di verdure miste (due cucchiai) utilizzata per una porzione e moltiplicare il tutto per il numero di porzioni che si vuole congelare (devi trovare dei contenitori monoporzione e se non vuoi spendere troppi soldi, quelli degli yogurt grandi andranno bene se ne fai uso anche se non saranno pieni fino all’orlo).

In questo caso avrai cura, ovviamente, di moltiplicare la quantità di carne per il numero di porzioni che vuoi congelare – diciamo sette per una settimana – variando, però, i tipi di carne per dare un po’ tutti i nutrienti, cioè circa un etto di pollo, un etto di coniglio o poco più (due etti di carne sono circa sei, sette porzioni). Se, invece, decidi di usare gli omogeneizzati confezionati, dovrai congelare soltanto brodo vegetale e passato. La porzione congelata si dovrà poi scongelare possibilmente lentamente, soprattutto se contiene anche la carne.

Vuol dire che la mattina ti ricorderai di tirarla fuori dal freezer per mezzogiorno oppure, se hai fretta o se non contiene la carne, puoi usare la funzione scongelamento del microonde o il riscaldamento lento a bagno maria.

Il latte materno, se ben prelevato e ben conservato in contenitori di vetro o di plastica ben puliti, si conserva in freezer per 3-6 mesi, non di più e prima di darlo al bimbo si deve scongelare nella maniera più lenta possibile, preferibilmente facendolo sostare per alcune ore nel frigo (4-6 ore), poi scaldandolo piano piano a bagno maria o nello scalda biberon affinché non bolla e non raggiunga temperature superiori, possibilmente, ai 40, 50 gradi, onde evitare la distruzione degli enzimi e delle sostanze antinfettive che la corretta conservazione in un freezer ben funzionante e con uno sportello che non viene aperto troppo frequentemente non altera affatto.

Quindi, se hai latte, per ora continua ad attaccare il bimbo al seno in modo che prenda sempre latte fresco e, mano a mano che passano le settimane, se hai datato i contenitori del latte, dal sesto mese in poi di conservazione, li butterai via.

Vedrai che, inevitabilmente, svezzando il bimbo e attaccandolo al seno meno spesso di prima, il latte diminuirà lentamente e non avrai più bisogno di tirare via l’eccesso. Mi sembra di avere risposto a tutto.

Un caro saluto,

Daniela

1 commento

  1. Un cordiale saluto.
    Vorrei ricordare che la cottura a pressione è una tecnica di cottura che supera i 110-115°C e che produce Glicotossine che hanno effetti allergenici e infiammatori. Specie se si cuoce carne. Le verdure ne producono meno.
    La cottura a pressione andrebbe ridotta al minimo o bandita come la frittura, il forno, l’arrosto, le microonde. Specie se è per un bambino piccolo e non lo si vuole predisporre a malattie infiammatorie ed auto-immunitarie.
    Anche il soffritto va fatto con un fondo di acqua, e tenendo sempre un bicchiere con acqua aggiungendone man mano che questa evapora tutta. Perché finché c’è acqua si impedisce al soffritto di superare i 100°C e all’olio di fumare producendo glicotossine e idrocarburi policiclici aromatici che sono cancerogeni.
    Consiglio un libro ricco di riferimenti scientifici che parla di questi argomenti: Dr.ssa Jacqueline Lagacé – “L’alimentazione antidolore”.