Poppate notturne a 3 mesi

Mi chiamo Chiara,
sono la mamma di Matteo che fra 3 giorni compie tre mesi. Quando è nato pesava 3,8 kg e ora 6,4 kg.
Il piccolo fa 6 poppate, di giorno abbastanza regolari, circa 4, ma la notte no. Crolla
addormentato verso le 9.30, dopo la poppata delle 7.30/8 per poi risvegliarsi verso le 00.30, ma a volte anche alle 2; quindi fa un intervallo lungo la sera, ma poi la notte si sveglia tra le 4.30 e le 6 al massimo, sembra per fame perché non riesco a calmarlo, ma se lo attacco fa una poppata strana, si stacca e si riattacca, lamentandosi sembra per sonno, insomma continua ad attaccarsi finché non si addormenta, ma poi nel giro di un paio d’ore si risveglia un po’ insofferente e con rigurgito di cui soffre fin dalla nascita.
Credo insomma che questa poppata in mezzo alla notte potrei evitarla con qualche espediente, lei cosa mi consiglia?
Vorrei inoltre posticipare il più lungo intervallo che fa tra le 8 e l’1 più verso le 10/4, come
posso fare?
Grazie
Chiara


Cara Chiara,
non sempre si riesce a convincere un lattantino che la mamma, in quanto adulta, ha ormai da tempo acquisito un bioritmo tale che alcune poppate notturne proprio sono…difficili da digerire! (per la mamma intendo).
Ma quello che posso dirti è che a 3 mesi fare solo 4 poppate durante le ore diurne è poco, troppo poco per pretendere una lunga notte tranquilla. So che i lattanti di pochi mesi non sono ancora influenzati dai ritmi giorno-notte o cominciano solo ora ad esserlo e tendono a mantenere il bioritmo intrauterino che è, appunto assolutamente complementare a quello materno, cioè sonno di giorno e veglia di notte. Questo dipende dalle secrezioni ormonali, in particolare dalle secrezioni del cortisolo, che è l’ormone della veglia: la bassa concentrazione di cortisolo nel sangue materno e, di conseguenza, nel cordone ombelicale, della tarda serata, al momento in cui la mamma comincia ad avere sonno, sono uno stimolo a produrre cortisolo autonomamente per i surreni del feto pur di mantenere la concentrazione di questo ormone sempre a livelli costanti.
Il feto, quindi, con abbondante cortisolo in circolo da lui stesso prodotto (insufficente, però, a modificare il bioritmo materno) si sente vispo e ringalluzzito in piena notte e per lui è più che naturale svegliarsi, com’è normale dormire di giorno, soprattutto nelle ore mattutine, quando, appunto, la mamma, carica del suo personale cortisolo, si sveglia e si alza piena di energie e i surreni del feto, che hanno funzionato a pieno ritmo durante la notte, finalmente si riposano procurando sonnolenza.
Per di più, solitamente, vuoi per il sonno, vuoi per le ore di riposo, vuoi per la posizione sdraiata assunta dalla mamma di notte, il latte delle poppate notturne solitamente è più abbondante e più nutriente e il piccolo, quando può, non se lo lascia scappare.
Allora che fare? Io proverei a far fare al bimbo almeno 5 poppate tra le 6 di mattina fino alle 22, cioè ogni 4 ore, nella speranza che non resti altro che una sola poppata notturna o nessuna, visto che a 3 mesi non è obbligatorio poppare anche di notte.
Per saziare il piccolo anche di notte io fare di tutto per avere poppate abbondanti e nutrienti anche di pomeriggio e per fare ciò cercherei di riposare tra le 13 e le 17 e possibilmente di dormire come se fosse notte, andando proprio a letto.
Poi frazionerei i pasti di modo che ogni 4 ore, con lo stesso ritmo del piccolo, ci possa essere un minipasto che contenga un po’ tutti i nutrienti (proteine, carboidrati, grassi, frutta e tanti liquidi), così anche le poppate pomeridiane e serali saranno nutrienti e abbondanti come le prime della giornata e soprattutto sazianti a lungo.
Gli orari delle poppate potrebbero essere grosso modo: 6-10-14-18-22 (gli orari sono ovviamente indicativi) con una sesta, solo se si sveglia il piccolo, verso le tre di notte.
Il problema delle sei ore continuative da farsi di preferenza tra le 23-24 e le 6 di mattina, purtroppo non è programmabile perché non si può influire sui ritmi di sonno spontanei di un bimbo senza alterarne la psiche e innervosirlo e spesso le sei ore continuative sono in momenti decisamente diversi da quelli desiderati dall’adulto, ammesso che ci siano.
Però anche riuscire ad ottenere un unico risveglio notturno, anche se scomodo perché a metà notte, è già un passo avanti per un piccino di soli 3 mesi e il consiglio che si può dare alla mamma è solo quello di cercare di recuperare il sonno il più posibile dormendo nelle stesse ore del bambino. Così facendo, il sonno complessivo delle 24 ore sarà sufficiente anche se si dovrà fare il sacrificio di cambiare un po’ le abitudini. Credimi, a 3 mesi non si può pretendere di più.
Quanto al pianto inconsolabile delle prime ore del mattino, ti consiglio di cercare di non farlo svegliare del tutto fino a stranirlo e di attaccarlo al seno se sono già passate circa tre ore dal risveglio precedente oppure di provare con il ciuccio: il bimbo dovrebbe dormire nel suo lettino a fianco al tuo così da poterlo consolare possibilmente senza prenderlo in braccio ad ogni vagito appena inizia a piangere.
Il problema del rigurgito, o forse del reflusso gastroesofageo, se presente, può essere risolto con la terapia adeguata da somministrare regolarmente e protrarre per alcune settimane continuative con periodiche sospensioni. Da come mi racconti non credo che si svegli verso le 4 solo ed esclusivamente per fame. Cerca, inoltre, di capire se bevi abbastanza nelle ore pomeridiane e serali e soprattutto se, magari, per stanchezza, non ti alimenti a sufficienza a cena.
Un caro saluto,
Daniela