Poppate diurne e notturne dopo lo svezzamento

Gentile Dottoressa,

Le scrivo per un consiglio: sono mamma di una bimba di sette mesi allattata al seno a richiesta e in svezzamento (2 merende e 2 pasti), la bimba è sana e cresce bene (90 percentili altezza e peso), il mio quesito riguarda le poppate, in particolare dopo il pranzo e la cena vuole il seno. Per cui la giornata è scandita da una merenda al mattino, pappa alle 11.30, seno verso le 14.00 , merenda alle 16.30 circa, cena alle 18.30, seno alle 19.30 e poi di nuovo alle 22.00 circa rigorosamente nel lettone altrimenti non si addormenta.

Abbiamo provato di tutto, ma senza successo e anche se dorme nel lettone si sveglia 4-5 volte cercando il seno. Di giorno dorme 1 ora o poco più in casa solo se ciuccia e nel lettino oppure in passeggino. La bambina nel complesso èbrava, ma la sera non vuole staccarsi dalla mamma. È normale che voglia il seno dopo la pappa e la sera come possiamo fare per farla dormire nel lettino?

La informo inoltre che non abbiamo la cameretta per cui dormirebbe comunque in stanza con noi.

Grazie per la Sua risposta,

Saluti

Eva De Bei

Finché la bimba trova latte al seno lo chiederà, anche per un motivo affettivo e non solo nutritivo e con questo tipo di alimentazione le richieste continueranno ad essere frequenti e senza orario, sia di giorno che di notte se continuerà a dormire nel lettone.

Il problema è tuo più che della piccola. Ma se senti la necessità di abituarla ad orari meno pressanti, dopo averle concesso l’ultima poppata dopo cena, dovresti metterla nel suo lettino affiancandolo al tuo letto e, continuando a concederle carezze, coccole e attenzioni, dovresti essere inflessibile in caso di pianto e non prenderla nel lettone. Sei mesi sono l’età migliore, dicono, per abituare un bambino a dormire da solo: più avanti potrebbe addirittura diventare più difficile.

Però ogni bambino ha i suoi tempi e anche ogni mamma ha le proprie esigenze, pertanto questo tipo di decisione spetta unicamente a te e all’equilibrio e alla complicità che si crea tra mamma e figlio: regole dall’esterno è meglio non darne e tantomeno giudizi sul da farsi. Il latte materno male non fa mai e il problema, ammesso che di problema si tratti, è squisitamente psicologico e pedagogico, non clinico.

Un caro saluto, Daniela