Pipì addosso a 4 anni

Salve sono Azalea ho un bimbo di 4 anni e da settembre ha iniziato a fare la pipi addosso. Anche parlandogli non ho risolto niente, dice che non se ne accorge: lo devo cambiare almeno 5 volte al giorno minimo, la cosa strana è che di notte non la fa. Per favore mi aiuti, non so più cosa fare.

Grazie mille cordiali saluti

 

Prima di tutto è bene rendersi conto che fino a 5 anni sono talmente tanti i bambini che presentano alcune difficoltà nella regolazione della funzione vescicale che non è necessario allarmarsi nemmeno qualora si trattasse di enuresi secondaria, cioè perdita involontaria di urina in un bambino che aveva già imparato a trattenere volntariamente le urine da almeno sei mesi. Questa funzione, infatti, matura lentamente col tempo e se è vero che il bambino può iniziare il controllo della minzione sin dal secondo anno di vita, è anche vero che il completamento di questa funzione avviene definitivamente solo dopo alcuni anni. Se un bimbo è stato educato troppo precocemente ad urinare nel vasino o nel wc, per esempio, può ritornare ad essere enuretico negli anni successivi, anche dopo il sesto anno di vita. Egualmente, se un bambino presenta disturbi dell’alvo ed è tendenzialmente stitico, se soffre di allergie, soprattutto alimentari, se ha un fratello o anche un genitore che ha avuto da bambino lo stesso problema – vi è una componente genetica ormai dimostrata per questo disturbo – ha maggiori probabilità di essere o ridiventare enuretico negli anni della sua infanzia. Vi sono poi altri motivi medici da valutare in caso di enuresi, specie se secondaria e non primaria, cioè infezione delle vie urinarie, diabete (mellito o insipido) fino ad altre patologie neurologiche e neoformative a livello vescicale o spinale che, però, nel caso del tuo bimbo, tenderei ad escludere proprio perché l’enuresi diurna non è accompagnata da enuresi notturna. Anche problemi psicologici ed ambientali potrebbero essere responsabili del ripresentarsi dell’enuresi diurna, come tensioni famigliari, nascita o gelosia nei confronti di un fratello minore, inserimento problematico alla scuola materna, disarmonia tra i genitori, cambio di casa o di scuola, rapporto difficile con le persone che accudiscono il bimbo o con le maestre, cambiamento impotante nelle abitudini di vita, problemi caratteriali, gestione ambivalente o poco corretta dello “spannolinamento” a suo tempo e così via… Mi risulta, quindi, difficile darti una risposta molto precisa senza poterti fare una serie di domande per avere elementi in più di valutazione rispetto al poco che mi riferisci. Posso solo ripetere di non preoccuparti eccessivamente, di non colpevolizzare il piccolo, di fare, eventualmente, d’accordo con il tuo pediatra, un esame delle urine e di riprendere con pazienza e regolarità una educazione alla minzione sollecitando il bimbo ad andare in bagno con regolarità ogni tre ore, anche se non sente lo stimolo ad urinare e in quella occasione, se fosse sufficientemente collaborativo, insegnargli una ginnastica vescicale esortandolo ad iniziare la minzione poi a trattenere le urine anche se la vescica non è ancora svuotata del tutto per poi riprendere il getto dopo alcuni secondi e questo almeno per due volte ad ogni minzione. Quattro anni sono pochi per pretendere una buona collaborazione ma si può tentare. Se il bimbo va a scuola, la o le maestre devono essere sensibilizzate a non sgridarlo od umiliarlo specie davanti ai compagni e devono avere sempre uno o due cambi asciutti perché il bimbo non deve mai sentirsi bagnato a lungo provando disagio e imbarazzo. Una volta tolto, il pannolino non va più rimesso, quindi sarà opportuno prepararsi a sopportare il disagio di cambi frequenti fino alla soluzione del problema che, ripeto, esclusi problemi fisici, ambientali, psicologici, relazionali, caratteriali, potrebbe consistere semplicemente in una transitoria immaturità di quella funzione neurologica complessa e di natura in gran parte riflessa e in parte minore volontaria che coordina chiusura ed apertura dello sfintere uretrale in funzione dello stato di riempimento della vescica, cioè contrazione involontaria costante dello sfintere uretrale durante la fase di riempimento della vescica e suo rilassamento solo quando la vescica, ormai colma, inizia a contrarsi inviando segnali neurologici che producono la sensazione di urgenza minzionale innescando il meccanismo volontario di trattenere o svuotare la vescica. A volte la fase di passaggio tra il meccanismo riflesso di chiusura costante dello sfintere uretrale e suo rilassamento solo volontario durante l’atto della minzione non è sufficientemente coordinata e lo sfintere uretrale si rilassa invece di contrarsi, ad ogni segnale di contrazione della vescica dando luogo a perdita di urine periodica, frequente e soprattutto involontaria. Non si tratta di incontinenza vescicale – la qual cosa sarebbe patologica e da approfondire – ma di semplice incoordinazione della funzione della minzione laddove i muscoli della parete vescicale e quelli degli sfinteri sono funzionanti ma incoordinati fra loro.

1 commento