Perdita peso a 11 mesi e astigmatismo

Salve,

vorrei la sua opinione in merito a questo problema.
La mia bambina, che avrà un anno il 24 febbraio, a 10 mesi e 23 giorni con visita pediatrica presentava queste misure: cc 44, peso 9 kg, altessa 73cm.
A distanza di 2 settimane, può essere normale un calo nel peso di oltre 300 grammi?
La bambina non presenta problemi con appetito, né di salute. Non avendo altre motivazioni si può collegare il calo alla dentizione, avendo più di 8 dentini?
In seguito alla visita, abbiamo constatato poi un leggero strabismo; dove l’oculista ha poi diagnosticato astigmatismo. Adesso con pazienza copriamo l’occhio destro per mezz’ora  al giorno e tra un mese una nuova visita. Secondo lei può essere un problema risolvibile evitando gli occhiali? Oppure sarebbe opportuno praticare altro?

Grazie

Superato il sesto mese di vita l’accrescimento ponderale di un bambino va valutato bimestralmente e non settimanalmente o quindicinalmente: per i motivi più disparati, infatti, tale accrescimento non è più lineare e regolare come nei primi mesi di vita ma può subire battute di arresto seguite o precedute da scatti di crescita improvvisi per i più svariati motivi: cambio di alimentazione, minore appetito, malattie intercorrenti e così via. Nello stesso tempo, un calo di 300 gr, importante nei primi mesi quando un bambino pesa ancora pochi chili, può diventare trascurabile quando si avvicina ai 10 chili. Basta, infatti, una scarica in più o in meno, il fatto che il bimbo indossi un pannolino bagnato di pipì anziché asciutto al momento di essere pesato se non lo si spoglia del tutto e altre motivazioni di poco conto per modificare un peso che, in questo periodo della vita, di solito, aumenta attorno ai 300 gr al mese o anche meno e per di più, come ho detto, non in modo continuo e regolare. Io non darei troppo peso a questo particolare ma valuterei l’accrescimento globale considerandolo lungo un periodo non inferiore, come ho detto, ai due mesi.

Per quanto riguarda l’astigmatismo la messa a riposo di un occhio in caso di astigmatismo serve ad evitare che l’occhio meno compromesso, cioè quello bendato, con l’aiuto che darebbe all’altro più debole per ottimizzare la visione binoculare, renda quest’ultimo definitivamente meno capace di mettere a fuoco con conseguente necessità di portare le lenti correttive perennemente, serve, cioè, ad evitare che l’occhio più debole si impigrisca troppo.

Però questo accorgimento non cura l’astigmatismo che dipende da un difetto di curvatura del cristallino, una anomalia anatomica non curabile se non, forse, con attuali tecniche chirurgiche del tutto innovative che utilizzano il laser. La messa a riposo dell’occhio meno debole non durerà a lungo ma servirà a fare esercitare l’occhio maggiormente compromesso fintanto che si sarà "fatto sufficientemente i muscoli". Per quanto riguarda l’eventuale uso futuro di lenti correttive, non posso pronunciarmi non essendo oculista e non conoscendo il bimbo: è una domanda che devi porre a lui.

Un caro saluto, Daniela

Un caro saluto, Daniela