Perdita di urine

 

Gentile dottoressa,

Mia figlia ha 3 anni, le ho tolto il pannolino e sto cercando di farle fare la pipì nel water. Lei mi dice quasi sempre quando deve fare la pipì a meno che non stia giocando e quindi le scappa,

Il problema è che continua a perdere le urine anche dopo che l’ha fatta in continuazione, infatti se è senza mutandine sta sempre con la pipì che gli cola lungo le gambe. Il suo pediatra ha fatto fare gli esami delle urine e risulta tutto regolare. Da cosa può dipendere?

La ringrazio.

 

 

Potrebbe dipendere dal fatto che la bimba non ha ancora capito e messo in atto in modo corretto la corretta sequenza di contrazione e rilassamento dei muscoli del perineo che è necessaria affinché a vescica sia correttamente svuotata.

La bimba potrebbe, infatti, avere imparato bene a trattenere l’urina volontariamente contraendo i muscoli del perineo ma non avere ancora imparato a lasciarla andare rilassando adeguatamente il perineo fino alla fine della minzione e allo svuotamento totale della vescica.

La bimba potrebbe, cioè, essere ancora nella prima fase di questa delicata funzione sfinteriale, quella del trattenimento volontario, che precede la seconda ed ultima fase, quella del rilassamento volontario. Per fare diventare cosciente e volontaria anche questa seconda fase devi accompagnare con pazienza questa funzione lasciando la bimba un po’ più a lungo sul vasino o sul wc, comunque sul luogo dove si sente maggiormente a suo agio, controllando che la sua posizione non sia eccessivamente accovacciata in avanti perché in tal caso la vescica, che è un organo fisiologicamente posizionato inclinato in avanti, potrebbe essere parzialmente schiacciata dai muscoli addominali e non svuotarsi completamente al momento della minzione per poi ultimare il suo svuotamento, magari in forma ancora involontaria, quando la bimba si mette in posizione verticale.

Una posizione molto accovacciata con tronco inclinato in avanti, infatti, è ideale per la defecazione ma non per la minzione. Altra cosa sarebbe, però, se la bimba avesse una qualche malformazione vescicale o alle vie urinarie che le impedisse il completo svuotamento in una volta sola oppure una atonia vescicale ecc. Insegnando alla bimba una corretta ginnastica vescicale, comunque, cioè insegnando alla bimba a lasciare andare e successivamente trattenere le urine volontariamente per alcune volte di seguito contraendo i muscoli del perineo e rilassandoli alternativamente, cioè facendo urinare la piccola in tre o quattro riprese con interruzione volontaria del getto ogni due secondi di minzione, la corretta funzionalità dello sfintere vescicale può essere ripristinata o imparata.

Non è semplice, però, spiegare questo ad una bimba piccola, allora bisogna avere pazienza e fare in modo che la bimba si alzi dal vasino quando a svuotato bene tutta la vescica oppure, facendola sedere sul wc anziché sul vasino.

Facendola bere molto, lo stimolo ad urinare sarà più impellente e meglio percepito e la funzione vescicale potrebbe migliorare. Potresti, anzi, dovresti, poi, osservare la bimba quando urina: controllare i caratteri del getti di urina, se abbondante o filiforme, se emesso con forza o a gocciolamento, se vi è contrazione dei muscoli dell’addome a fine minzione oppure no, controllare, come ho detto, la posizione della bimba quando urina, con mutandine sempre ben tirate giù e non lasciate a livello delle cosce o delle gambe, con piedi appoggiati su qualcosa e non gambe penzolanti nel vuoto e con natiche ben posizionate e non soltanto sedute sul bordo del wc.

Il tono vescicale è anche importante per capire i problemi di incontinenza perché, per esempio, una vescica sempre perennemente tesa con muscoli contratti perché il bambino si oppone alla minzione e trattiene le urine per non smettere di giocare, per esempio, a lungo andare può provocare uno sfiancamento della parete della vescica che diventa atonica come reazione alla troppo prolungata distensione e questo impedirebbe un completo svuotamento al momento della minzione.

Si ritorna, quindi, alla raccomandazione di abituare il bambino a sedute regolari e periodiche, almeno 4, 6 al giorno, sul wc o sul vasino, a volte senza aspettare che sia il bambino stesso a chiedere di essere accompagnato in bagno.

Se il problema della incontinenza, anche parziale delle urine e della minzione incompleta si dovesse prolungare anche oltre il quinto anno di vita, sarebbe bene parlarne con un urologo per escludere eventuali malformazioni vescicali o problematiche neurologiche.

Da questo momento in poi, potresti tenere per un mesetto una specie di diario minzionale dove annotare il numero di volte che la bimba fa pipì sul vasino, quanta ne fa ogni volta, quanto beve quel giorno, quante volte si bagna dopo averla fatta e così via e solo dopo avere raccolto queste informazioni, se il problema non si dovesse risolvere in un annetto, potresti consultare un urologo perché vi sono alcuni accertamenti possibili e assolutamente non invasivi che permettono di inquadrare meglio il problema controllando esternamente la pressione e l’entità della contrazione muscolare durante la minzione e così via…sempre che sia necessario arrivare a tanto.

Un caro saluto, Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.