Perché non dorme?

Gent.ma dottoressa Daniela,

Le scrissi tempo fa chiedendole se i risvegli continui di mio figlio, 9 mesi ieri, potessero essere dovuti alla fame. Ho fatto prove su prove, dando le poppate notturne a richiesta, eliminandogliele tutte, lasciandogliene una sola; ho cercato di controllare bene le dosi di proteine e di grana come mi aveva suggerito, però non si è arrivati a niente, o meglio, ho concluso che non si sveglia per fame,  perché anche dopo una bella poppata i risvegli si ripetono con la stessa frequenza di quando la stessa poppata non gliela do. Aggiungo anche, visto che avevamo ipotizzato una mia possibile carenza di latte, che ha recuperato peso alla grande: in un mese e 10 gg ha messo 1 kg ed è sempre nutrito esclusivamente al seno.

Ho parlato con la mia pediatra, la quale mi ha liquidata dicendo che secondo lei non sono i denti, visto che due sono già spuntati e gli incisivi superiori sono ancora indietro, ma di provare ugualmente con il Viburcol per 5 notti per vedere se cambia qualcosa (io non ho seguito il consiglio visto che già in passato ho provato ma non ha sortito effetto). Mi ha detto di rassegnarmi visto che, secondo lei, non ci sono apparenti problemi fisici – cosa che dovrei imparare a fare, ma esco da 4 anni di insonnia e questo mi sta logornando veramente.

Durante la prima gravidanza dormivo poco per problemi seri (indipendenti dalla gravidanza stessa) che hanno caratterizzato gli ultimi 5 mesi, poi il primogenito che fino ad un anno non ha MAI dormito, 5 ore nell’arco delle 24, con risvegli notturni ogni mezz’ora (ma c’era una causa: dermatite, intolleranza al latte e reflusso). Tutt’ora, ha tre anni, si risveglia ancora un paio di volte e fatica a prendere sonno la sera, costringendoci a veri e propri toure de force. Poi la secondo gravidanza, passata in bianco per tunnel carpale e problemi circolatori, e ora questo bimbo che non hai mai dormito veramente tutta la notte, ed ha sempre 5/6 risvegli. La cosa strana è che sono concentrati tutti nella stessa fascia oraria. Lui dalla nascita si è sempre addormentato da sveglio nel suo lettino, sempre alla stessa ora (le 21.00) e senza particolari problemi, poi dalle 00.30 alle 06.30 si concentrano questi risvegli che io reputo immotivati, piange molto forte, a volte ad occhi aperti, altre volte ad occhi chiusi, a volte basta cambiargli posizione e si riaddormenta da solo, altre invece è necessario stargli vicino per una mezzoretta o sollevarlo dal lettino, e comunque in entrambi i casi io perdo il sonno, perchè il bimbo è in un’altra stanza e questo alzarmi per andare da lui poi non mi consente di riaddormentarmi (mai avuto problemi di questo tipo se non da quando ho avuto il primo bimbo).

Ora chiedo a lei se, in base a questo quadro (sono stata volutamente lunga per cercare di non trascurare nulla e le chiedo scusa), può capire di cosa si tratta e come posso rimediare. Non vorrei cedere alla tentazione, come mi suggeriscono in molte, di portarlo nel lettone per evitare di dovermi alzare ogni mezz’ora/ora. O pensa che in questa fase transitoria (un po’ lunga a dire il vero) possa essere un buon rimedio? Mi dispiace disturbarla ma per me questo dormire male è veramente diventato un grossissimo problema, e con due è doppiamente dura, se non è uno sveglio è l’altro….

Grazie,

Simona

 

 

 

Cara Simona, hai veramente tutta la mia comprensione e penso anche quella di tutte le neomamme che si trovano o si sono trovate nelle tue condizioni!

Dalla tua lettera traspare fondamentalmente stanchezza ma non preoccupazione per la salute fisica del bimbo. Hai preso in considerazione tutte le ipotesi possibili, anche assieme alla tua pediatra, e in tutte queste settimane non ci hai cavato un ragno dal buco! Da quanto mi dici, si può anche escludere l’intolleranza al latte perché sei ritornata al latte materno alla grande. Non ha neppure dermatite o segni di allergia di altro tipo e non penso neppure che soffra di reflusso gastroesofageo perché in definitiva i suoi problemi sono concentrati solamente dalle 3 alle 6 e mezzo di mattina. Per di più, questa fascia oraria non è indicativa per coliche gassose, almeno non solo in  queste ore piangerebbe.

Mi dici però che anche il tuo primo figlio non è stato generoso in fatto di sonno, e allora, forse, una certa famigliarità nella tendenza a maturare lentamente i normali ritmi sonno-veglia sarebbe da mettere in conto.

Mi piacerebbe però sapere cosa succederebbe al bimbo se, al momento dei primi deboli richiami, ancora assonnato, sentisse la mano di mamma o la sua voce: chissà che non si tranquillizzerebbe più facilmente riuscendo così a scivolare di nuovo nel sonno senza difficoltà. Per fare questo però, bisogna averlo vicino. Non dico di metterlo nel lettone, se non è proprio di questo che ha bisogno. Però potresti provare a farlo addormentare regolarmente nel suo lettino, come già fai, ma a fianco al lettone, così lo sentiresti subito al primo richiamo e eviteresti di farlo svegliare completamente. Succede infatti che i bimbi, tra un ciclo di sonno e l’altro, passino attraverso una fase di sonno leggerissimo, dove è possibile svegliarli con un nonnulla. In caso di immaturità relativa dell’organizzazione di tutte quelle funzioni cerebrali che presiedono e strutturano il sonno (con caratteristiche molto diverse a seconda dell’età), questa fase è labilissima e siccome è strettamente collegata alla fase REM durante la quale si sviluppano i sogni, potrebbe sognare qualcosa che magari gli crea tensione ed esprimerlo con gli stessi strumenti espressivi che utilizza quando è sveglio. E fin quì nulla di strano. Solo che se i movimenti o il pianto che ha durante il sonno persistono, dopo pochi minuti la fase REM finisce e il bimbo scivola nella fase successiva di sonno leggero. In certi bambini questo sonno non è leggero ma leggerissimo, ed ecco che si svegliano, si svegliano da soli a causa dei loro stessi movimenti e del loro stesso pianto. Ma non sempre lo fanno bruscamente: il più delle volte smaniano e si lamentano un po, il tempo necessario per svegliarsi del tutto. Se in questa manciata di secondi (più che di minuti) riescono a svegliarsi del tutto e si trovano al buio da soli, il patatrac è fatto: cominciano ad urlare perché trasportano le tensioni del sogno nella realtà e non trovano immediatamente chi li consola.

Per di più tu sei esaurita (perché penso proprio che tu lo sia) e di conseguenza non riesci a trasmettere tutta la serenità di cui il tuo piccolo ha bisogno. E i bambini questo lo sentono. Al di là di tutto, però, facendo i conti, il tuo bimbo il suo bravo periodo di 6 ore di sonno continuato se lo fa: non è molto, ma è sufficiente per escludere problemi più seri di sonno che giustificherebbero indagini più specifiche come elettroencefalogramma, visita neurologica, ecc., senza i quali, davvero, altre ipotesi di problemi clinici particolari proprio non si possono azzardare. Se poi si sveglia la mattina bello tranquillo e sorridente come se nulla fosse successo, vuol dire che il sonno è stato sufficientemente ristoratore (almeno per lui).

Quindi posso suggerirti questo: primo, non preoccuparti. Secondo, comincia a pensare a te e magari prenditi un periodo di malattia per riposarti senza chiedere oltre al tuo fisico e alla psiche (sempre se lavori). Terzo, impara a chiedere di non essere sempre tu a doverti alzare la notte: dividi questo compito in parti più o meno uguali con tuo marito, preferibilmente prefissate le notti di turno così da poter contare su alcune notti tutte per te senza andare a letto con l’ansia di un’ennesimo risveglio notturno. Se puoi, vai anche tu a letto presto così, quando toccherà a te alzarti, avrai già dormito discretamente. Non ti fissare sul fatto che non ne puoi più. gli esseri umani hanno mille risorse e le mamme in particolare, tremila. Quindi abbi fiducia in te. Ma in questo momento credo tu debba reimparare a volerti bene e a pensare anche a te senza avere sensi di colpa pensando che il tempo che dedichi a te stessa è tempo sottratto ai bambini. I bambini hanno soprattutto bisogno di qualità di tempo più che di quantità. Poi cerca di uscire molto e di stancarti fisicamente stando molte ore alla luce del sole (anche se è nuvolo il sole funziona lo stesso), perché la luce è il miglior antidepressivo e favorisce il ripristino dei ritmi circadiani.

Ascolta te stessa e quello che ti detta il cuore: chi ci riesce ritrova fiducia e sicurezza nelle proprie azioni. Ricordati che nessun comportamento è migliore o peggiore in assoluto, sia perché il peggio non è mai nato, sia perchè la cosa giusta da fare è semplicemente quella che in quel particolare momento della vita e per quella particolare persona o situazione famigliare risulta più congeniale e più conveniente. La verità deve uscire da dentro di noi: chi la rincorre al di fuori di sé si perde. Questo non vuol dire non chiedere consiglio, non informarsi, non parlare: significa semplicemente agire solo dopo che tutto quello che si è assorbito dall’esterno è stato adeguatamente filtrato dalla nostra ragione, dai nostri sentimenti e dalla nostra esperienza. L’umanità sarà sempre in attesa del nuovo libro che la nuova mamma avrà voglia di scrivere a proposito del suo nuovo bambino.

Un caro saluto,

Daniela