Paura della febbre

 

Gentile dottoressa,

io ho un bambino di 32 mesi ed aspetto con ansia che contragga l’influenza per non pensarci più. La mia preoccupazione non è data dal virus in se stesso ma dalla febbre che l’accompagna che, si dice, sia molto alta e non risponda agli antipiretici. Come già successo, ho vegliato mio figlio con questi febbroni, per paura di crisi convulsive, ma oltre alla tachipirina ogni 4-6 ore e tenerlo solo con il body, non riesco a fare nient’altro, tanto meno avvicinarmi con qualcosa di fresco (borse del ghiaccio o spugnature).

Sono perfettamente cosciente che la febbre è anche "salutare" e andrebbe lasciata "agire", ma vivo nel terrore che mio figlio abbia le convulsioni, magari la notte, mentre io dormo.

Può tranquillizzarmi?

Ma se il tuo bimbo, a quasi tre anni di età, in seguito ai vari episodi febbrili che potrà avere avuto in passato come tutti i bambini che si rispettano, non ha mai presentato convulsioni e se non vi è familiarità per questo problema, perché devi esserne ossessionata?

Se fosse predisposto gli sarebbero già venute visto che il periodo più a rischio sono proprio i primi tre anni di vita e in senso stretto i primi due. Pertanto togliti dalla testa queste fissazioni e non temere più un sintomo tra l’altro importantissimo per aiutare l’organismo a reagire alle infezioni.

La tachipirina si somministra solo per alleviare i sintomi fastidiosi che la febbre può portare con sé, ma se questi sintomi non ci sono non è necessario somministrarla solo allo scopo di abbassare la febbre senza un motivo valido. Durante la febbre il bambino deve rimanere semplicemente scoperto, bisogna dargli molto da bere, a piccoli sorsi e molto spesso, bisogna areare la stanza spesso per cambiare l’aria e rinfrescarla, bisogna non alzare i riscaldamenti della casa e, al limite, avvolgerlo in un panno bagnato con acqua tiepida: tiepida e non fredda in quanto lo shock termico procurato da spugnature a temperatura troppo diversa dal corpo, oltre ad infastidire il bambino, provoca tutta una serie di meccanismi finalizzati a fare rialzare la temperatura per reazione, tra i quali anche la vasocostrizione.

Pertanto non si usano più né le spugnature con alcool né, al limite, la borsa del ghiaccio se non in testa, dove i capelli costituiscono uno strato isolante tra il freddo della sacca e il calore della cute. Solo spugnature tiepide ad una temperatura di poco più di un grado inferiore a quella corporea, cioè 37 gradi se il bimbo ha 38,5 o giù di lì. L’uso corretto della tachipirina, anche se viene consigliata ogni 4, 6 ore, sarebbe ogni otto, dodici ore, salvo casi eccezionali e solo se ve ne è effettiva necessità in quanto nessun farmaco, anche il più diffuso, è esente da effetti collaterali possibili che possono anche essere superiori agli effetti collaterali, se ve ne sono, della temperatura alta.

Un caro saluto, Daniela

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