Otite bilaterale e antibiotico


Gent.ma dottoressa,

mio figlio di due anni e mezzo in seguito a un raffreddore ha cominciato ad avere male alle orecchie.
È stato molto male per un’intera giornata e poi grazie al farmaco Lonarid il dolore si è fermato.
Il suo pediatra lo ha visitato e prescritto un antibiotico per otite bilaterale.
Il mio dubbio sulla somministrazione è relativo al miglioramento delle sue condizioni generali:
non presenta febbre, ha appetito, gioca ed è piuttosto vivace.
Il pediatra scrive: MT dx molto estroflessa e iperemica.
MT sin arrossata e estroflessa.
Orofaringe iperemico con scolo catarrale.

Anche se non può visitare il bambino lei crede io debba aspettare sintomi più rilevanti oppure la diagnosi di otite bilaterale richiede di iniziare subito la terapia?

Grazie e tanti cordiali saluti.

Da come ho capito, il bimbo ha già superato la fase iniziale acuta del raffreddore, pertanto l’obiettività riscontrata alle orecchie associata al dolore  – anche se con il lonarid è passato – unita al riscontro di un faringe ancora particolarmente infiammato con presenza di muco farebbe pensare ad una sovrapposizione batterica successiva ad una infiammazione delle prime vie respiratorie di origine virale. Per di più, anche se il bimbo ha già compiuto i due anni, età spartiacque tra la prescrizione di somministrare comunque antibiotico in caso di otite sintomatica – sotto i due anni – e la prescrizione di aspettare almeno uno o due giorni prima di decidere per l’antibiotico – sopra i due anni – , questa età è stata superata da poco. Pertanto la decisione di prescrivere antibiotici è ragionevole, data anche la stagionalità di alcuni batteri come lo pneumococco, anche se, senza una analisi del sangue e senza un tampone auricolare non si saprà mai con certezza se l’otite bilaterale sia stata causata dallo stesso virus che ha provocato la sindrome da raffreddamento oppure da una sovrapposizione batterica, evenienza, quest’ultima, da tenere presente in più della metà dei casi.

Credo pertanto di potere appoggiare la decisione prudente del tuo pediatra.

Un caro saluto, Daniela

 

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