Non vuole assolutamente togliere il pannolino

Carissima dott.ssa,

sono mamma di un bimbo di tre anni e tre mesi a cui ho tentato, senza successo, di togliere il pannolino.

Inutile dire che ho cercato di essere paziente, gli ho promesso di tutto, abbiamo scelto insieme vari vasini, ma lui trattiene la cacca e la pipì anche per quasi 24 ore!

Non si è mai fatto la pipì o la cacca addosso. Dice che la pipì non deve andare a terra.

Sono avvilita, anche perché è un bimbo vivace, parla benissimo, frequenta l’asilo senza problemi. A volte ho la sensazione che abbia timore, non so più che fare.

Per ora ho rinunciato, nella speranza che decida da solo, ma così com’è messo, non credo succederà.

Sarei felice di avere un suo parere.

Lory

 


Hai due vie da seguire: la prima è quella di rimettergli il pannolino e aspettare per toglierlo di nuovo che sia lui a indicarti o che la vuole fare o che la sta per fare o che l’ha fatta, e questo sia che si tratti della pipì che della cacca.

Di solito il primo controllo ad essere acquisito è quello della cacca e in seguito la pipì, ma non è sempre così.

La seconda via è quella di metterlo sul vasino a orario stabilito e lasciarlo un po’ di tempo affinché lui sappia che quello di cui si deve liberare non andrà subito perduto ma potrà continuare ancora a controllarlo, almeno visivamente.

Non essere troppo normativa, però e non fissarti sul raggiungimento di questi obiettivi a tutti i costi. Il bimbo potrebbe sentirsi troppo osservato, giudicato e responsabilizzato: la sua voglia di liberarsi controllando i suoi sfinteri deve venire dal suo interno, non essere imposta da altri; urinare e defecare sono funzioni che devono essere vissute come un atto di libertà in una atmosfera di completa fiducia del bambino nell’ambiente dove vive e con il quale interagisce.

Deve essere lui a voler liberarsi di una parte di se e siccome per lui feci ed urine sono regali importanti, da esse si separerà soltanto se saprà, in un certo senso, che andranno a finire in buone mani, cioè è l’ambiente che deve meritarsi le sue feci e le sue urine non è il bambino che deve meritarsi un complimento se diventa capace di liberarsene.

Non so se ho reso l’idea. Naturalmente una certa regolarità e coerenza nelle modalità di accudimento del bambino, orari e consuetudini fissi, ecc., facilitano il tutto.

Un caro saluto,

Daniela