Nenie nel sonno: parasonnie del bambino

Gentile Pediatra,
ho una bambina di tre anni, che da quando ne aveva due, si sveglia spesso di notte, a carponi sul lettino, e si dondola canticchiando un nenia ritmica [na-na-na-na-….] a volte, ora che sa parlare, la nenia diventa un vero e proprio discorso [esempio: ho-se-te-e-vo-glio-an-da-re-al-pa-rco…..] Non smette sinchè io o la madre non la fermiamo, ma poco dopo riprende.
Spesso ci sembra che lo faccia nel sonno, o comunque nel dormiveglia. Quando va bene, lo fa solo una o due volte per notte (per essere accompagnata a fare la pipì), più raramente lo fa anche più di dieci volte. Il quadro familiare è sereno. Abbiamo un’altra bambina di 18 mesi che non ha questo disturbo, e fortunatamente, non viene svegliata dal rumore della sorella. Vorrei sapere se il problema è noto nella letteratura dei disturbi infantili, e se c’è qualche cosa che possiamo fare. Grazie infinite
 
Paolo

Gentile signor Paolo,
il comportamento della sua bimba rientra senz’altro tra le parasonnie dei bambini.
Le parasonnie sono eventi che stanno ad indicare una attività del sistema nervoso centrale che si sviluppa durante il sonno e si trasmette sia alla muscolatura schelettrica (dando vita a movimenti ripetitivi del capo o di varie parti del corpo) che al sistema nervoso autonomo (terrori notturni, bruxismo, sonniloquio ecc).
La maggior parte delle parasonnie riguarda bambini di età compresa tra i tre e i dieci anni. Le parasonnie si possono manifestare sia all’inizio del sonno (nelle primissime ore dopo l’addormentamento) che alla fine della notte (nelle prime ore del mattino). Quelle presentate dalla sua bambina sono tipiche delle prime ore del sonno o quando la bambina si trova nella fase 1 e 2 non-REM del suo sonno, cioè nella fase durante la quale, nonostante la piccola parli e sembri sognare, non si hanno sogni. La maggior parte degli strani comportamenti notturni che caratterizzano le varie parasonnie è tipica dei bambini in età scolare, però alcune parasonnie sono più caratteristiche dei primissimi anni di vita come, appunto, i comportamenti della sua bimba.
Vi possono essere movimenti ritmici del capo o di un arto, il bambino si può mettere carponi e dondolarsi in avanti e indietro, parlando o cantando o semplicemente bofonchiando nel sonno. L’interpretazione di questi atteggiamenti non è ancora molto chiara: alcuni li assimilano ad atteggiamenti di autoerotismo o di autoconsolazione, altri autori notano la loro comparsa o il loro acuirsi in momenti particolari dello sviluppo psicomotorio del piccolo, per esempio quando inizia a compiere i primi passi, quando toglie il pannolino, quando inizia l’asilo o la scuola per la prima volta o quando entra nella fase edipica e inizia a prendere coscienza della loro sessualità.
Le parasonnie dell’età prescolare, solitamente, si riducono o hanno termine verso la fine del terzo anno, ma anche se dovessero persistere, molto raramente durano fin oltre l’età scolare.
La loro gestione è molto semplice: non bisogna fare proprio nulla e tantomeno svegliare il piccolo qualsiasi atteggiamento assuma a meno che non chiami espressamente un genitore: in tal caso, però, se si constata che sta dormendo e parla nel sonno, non va svegliato ma solo, se necessario, tranquillizzato. Eviti le sbarre del lettino, se le ha ancora, o qualsiasi oggetto o situazione che possa risultare pericolosa nel corso dei movimenti più o meno inconsci della piccola, compresi oggetti o peluche.
L’incidenza di questi fenomeni arriva anche al 15%: la bimba sta quindi in buona compagnia. Alcuni suggeriscono di lasciare una piccola luce accesa anche di notte nella stanza del piccolo o una musichetta di sottofondo affinché questo stimolo non permetta al sonno di diventare troppo profondo (le parasonnie sono tipiche dei bambini con sonno molto profondo), ma io non vedo una grande utilità in tutto ciò. 
Le parasonnie non hanno nessuna relazione con problematiche ambientali o tensioni famigliari che il bambino può recepire sfavorevolmente e rivivere di notte in modo ansiogeno, semmai ci fosse una relazione tra psiche, inconscio e parasonnie, essa sarebbe legata unicamente a problematiche esistenziali fisiologiche procurate dalle tappe evolutive del bambino.
Cordiali saluti,
Daniela Sannicandro