Mononucleosi e streptococco

Gent.ma dott.ssa,


la disturbo perché ho appena ritirato le analisi di mio figlio che confermano abbia contratto la mononucleosi. Il problema è che risulta anche positivo allo streptococco, le metto tutti i dati per inquadrare il caso.

Un mese fa ha avuto un forte mal di gola, senza placche, coi linfonodi del collo completamente ingrossati, il pediatra che l’ha visto ha subito dato Augmentin. Dopo una settimana di antibiotico la situazione era migliorata ma non risolta, però non c’era più febbre e sembrava andare meglio. Dopo un’altra settimana però lo stesso problema l’ho avuto io, e anch’io, nonostante l’antibiotico, non sono migliorata al che la mia dott.ssa mi ha prescritto analisi sia per streptococco che per mononucleosi.
Nel frattempo ho riportato Jacopo dal suo pediatra che però non ha ritenuto opportuno far fare delle analisi al bambino (visto il benessere generale) ma gli ha dato dell’antinfiammatorio per altri tre giorni.
Quando però ho ritirato le mie analisi che risultavano positive solo per mononucleosi (per lo streptococco però io non ho fatto il tampone come lui ma un’analisi del sangue) ho preteso che venissero prescritte anche a lui, visto che nell’insieme questo benessere generale, per me che lo conosco non era "in linea" col suo essere normalmente un bimbo quattrenne.

Più stanco, meno reattivo, con questa voce sempre gutturale, molto lagnoso e persino un po’ triste o comunque tendente al piangere più frequentemente, il che mi ha preoccupato non poco.

Oggi ritiro le analisi e questi i risultati (metto solo quelli sballati e il range poiché non so se i metodi sono tutti uguali)

EMATOCRITO 36.9 (42-52)
PIASTRINE 542 (100-400)
AST 79 (5-50)
ALT 114 (5-50)

INDAGINE BATTEREOLOGICA

STREPTOCOCCUS PYSOGENES (GROUP A)

EPSTEIN-BARR VIRUS, ANTICORPI IgG 123 (POSITIVO =>20)
EPSTEIN-BARR VIRUS, ANTICORPI IgM <10 (NEGATIVO <20>20)

La mia dott.ssa, in attesa dell’esito delle mie analisi mi fece sospendere l’antibiotico (ne avevo già fatto per 6 giorni) sostenendo che non fosse cosa buona prenderlo in caso di positività alla mononucleosi. Oggi ho sentito la sostituta del pediatra (lui è ad un congresso) e già al telefono mi ha detto che mi darà l’antibiotico per Jacopo.
Quali sono effettivamente i pericoli? 
È il caso di fare un’ecografia a fegato e milza? (esame che la mia dott.ssa avrebbe richiesto per me in caso di transaminasi elevata)

Ultimo quesito, io sto allattando Maddalena che ha sei mesi fra 5 giorni, ha iniziato qualche giorno fa con la pappa a pranzo ma la sua alimentazione è prettamente costituita dal mio latte, sussistono problemi per lei (visto per altro che il fratello se la bacia impunemente?)

La ringrazio per l’attenzione e per il lavoro che svolge per il nostro portale, ormai, dopo un anno la saluto così
con affetto

Paola


Cara Paola,
la situazione mi sembra un po’ confusa: dunque, per quanto riguarda la mononucleosi, avere le IgG elevate con IgM basse, come nel caso del tuo bimbo, non permette una diagnosi vera e propria perché le IgG sono anticorpi che si sviluppano molto precocemente in corso di malattia ma poi possono durare nel sangue per mesi e, a volte, anni.
Sicché, trovarle elevate vuol solo dire che il bambino è venuto in contatto con il virus di Epstein Barr ma senza poter dire quando, a meno che il prelievo non sia stato fatto in fase precocissima di malattia, prima che le IgM specifiche avessero avuto modo di aumentare o troppo tardi, ad IgM già esaurite (si esauriscono, comunque, dopo la terza settimana di malattia e anche più tardi).
La diagnosi sicura di mononucleosi, nel tuo caso, oltre che basata sulla obiettività clinica (linfonodi molto ingrossati, faringotonsillite importante in fase acuta, eventualmente ingrossamento di milza e fegato, spossatezza, a volte rash cutaneo), avrebbe dovuto comprendere il monotest e la reazione alla Paul Bunnel, positive nella mononucleosi già dopo pochissimi giorni dall’inizio della malattia e la conta dei monociti che, se non mi riporti nella tua mail come valori alterati, vuol dire o che non sono mai aumentati o che il prelievo è stato eseguito troppo tardi, a malattia praticamente finita.
 

Rimangono le transaminasi elevate, ma la mononucleosi impegna molto il fegato: il virus di E.B. è della famiglia degli herpes virus e da una forma di epatite che può essere anche piuttosto seria, quindi ritrovare le transaminasi elevate durante o subito dopo la mononucleosi non è affatto strano e giustifica, secondo me, la decisione di sottoporre il bambino ad una ecografia epatica.

Per quanto riguarda lo streptococco, può essere stata una coincidenza: il bimbo, cioè, può avere presentato una forte tonsillite tipica della mononucleosi in fase iniziale, il pediatra ha ritenuto opportuno fare il tampone faringeo, si è sviluppato uno streptococco perché, forse, il bambino era portatore sano di streptococco e il sopraggiungere della mononucleosi può avere creato uno stato di depressione immunitaria tale da permettere allo streptococco di moltiplicarsi più agevolmente e questo ha giustificato la terapia antibiotica, giustamente sospesa appena si è affacciato il dubbio della mononucleosi. Adesso, comunque, non resta molto da fare che attendere che il bimbo si ristabilisca. La mononucleosi, se tale è stata, è una malattia relativamente benigna ma lunga e debilitante e non se ne è fuori prima di due o tre settimane dall’inizio dei primi sintomi. Inoltre, lasciando uno stato di relativa immunodepressione, il soggetto colpito è a rischio di ammalarsi di altra malattia infettiva già in fase di convalescenza. Allora che fare?

Riposo e distanza da altri bambini o dalla comunità scolastica per alcune settimane per prudenza, dieta sana e digeribile per non impegnare troppo il fegato ma nello stesso tempo ricca di proteine e vitamine (pesce, frutta fresca) e povera di grassi, supplementazione vitaminica per alcune settimane, eventuale controllo delle transaminasi e dell’emocromo fra qualche settimana e controllo medico una volta alla settimana o ogni 10 gg fino a completa guarigione.

Per la bimba piccola che allatti ancora, certo, il virus di E.B. può passare anche attraverso il latte e non solo attraverso la saliva o altre secrezioni, però attraverso il latte passano anche anticorpi specifici da te prodotti e il latte non è certo l’unico veicolo possibile di contagio della malattia. Alla tua pediatra la valutazione se proteggere o meno la piccola con acyclovir, essendo il virus della mononucleosi della famiglia degli herpes virus, ma di solito non si prescrive. Quindi l’allattamento sarà continuato e la bimba solo controllata periodicamente per alcune settimane fino a scampato pericolo. Dimenticavo: l’ecografia della milza mi sembra oltremodo inutile per lo stesso motivo per cui, secondo me, non serve fare quella epatica, visto che è normale che nella malattia aumentino di volume entrambi gli organi e, superata la seconda settimana di malattia, è difficilissimo che, se non si sono presentate prima, si verifichino le rare e temute complicazioni come emorragia o rottura di milza che possono giustificare un controllo in tal senso.

Un caro saluto,

Daniela