Mia figlia mi tira sempre i capelli


Buongiorno dottoressa,
le scrivo dopo aver appena avuto una discussione con mio marito perché ho picchiato sulla manina di mia figlia di 14 mesi, ma io non ce la faccio proprio più!
Io non capisco perché a me e solo a me (certe volte al papà ma raramente) si aggrappa ai capelli con entrambe le mani e me li tira fino a che non riesco ad aprirle il pugno e liberarmi!
Soffro tantissimo quando mi vengono toccati i capelli, anche solo a pettinarmi, figuriamoci per certe tirate.
Ultimamente poi mi arrabbio veramente e la sgrido a voce alta, magari sbaglio ma non so più che fare. Ma perché fa così? 
Ho notato che lo fa quando ha sonno, a volte mi dà anche delle sberle o graffiatine ma meno rispetto a questo vizio che ha preso di attaccarsi ai miei capelli.
Mi aiuti dottoressa, per me sta diventando un problema, non so come fare a gestire questa cosa.
Grazie
una mamma

I bimbi tendono a ripagare con la stessa moneta! La tua bimba non può sapere che tirandoti i capelli ti procura tanto fastidio, o almeno, le prime volte, non poteva saperlo. Però, avendoti provocato dolore, forse tu l’avrai allontanata da te senza troppi complimenti e lei si sarà sentita ingiustamente rimproverata.
Può essere capitato con i capelli come con qualsiasi altro gesto fatto dalla piccola, magari, per gioco o involontariamente, in modo maldestro. Quando una reazione un po’ brusca viene in conseguenza di un gesto o di un comportamento non di per sè aggressivo o violento ma magari solo maldestro, i bimbi si disorientano e accumulano aggressività: non avendo altri modelli ai quali fare riferimento se non quelli dei genitori, tendono fatalmente a ripetere e scimmiottare gli stessi gesti, esattamente come un bambino molto coccolato e accarezzato assimilerà facilmente, tra i suoi comportamenti, la tendenza a ripetere gesti delicati e dolci e a rifare alla mamma o a chi lo accudisce, le stesse coccole e le stesse carezze.
Quando un bambino non capisce il motivo di una reazione sgradevole a un suo comportamento che sgradevole, almeno inizialmente, non voleva essere, accumula frustrazione, impara un modello di comunicazione aggressivo con le persone che gli stanno più vicine, soprattutto quelle con le quali ha maggior confidenza e, inevitabilmente, non fa altro che ricevere nuovamente rimproveri di rimando e si crea un circolo vizioso snervante e frustrante.
Il bambino diventa sgradevole, di difficile gestione, finisce col sentirsi allontanato, non capito, può perdere la fiducia nell’adulto e vivere in continua altalena tra frustrazione e aggressività. Alla fine non è più sicuro di essere veramente amato e ai problemi precedenti si può sommare insicurezza e timidezza, ma soprattutto il bambino perde fiducia nell’adulto e nella possibilità di instaurare una comunicazione produttiva: non si sente ascoltato, non si sente capito, non ascolta più e non si sforza né di capire né tantomeno di obbedire: non si sforza di piacere all’adulto, anzi, il contrario. Non è gratificato e non gratifica. Finisce per credere di non essere amato abbastanza.
Devi assolutamente recuperare la fiducia nel vostro rapporto madre-figlia e tu per prima devi fare uno sforzo di comprensione nei confronti della bimba cercando di contenere la sua aggressività senza inibirla del tutto e frustrarla.
Quando ha una crisi e ti provoca, cerca, sì, di evitare che ti faccia male, ma con autorevolezza, non alzando la voce in modo aggressivo o con gesti bruschi che allontanano la bimba da te.
Resisti alla sua aggressività e alle sue provocazioni ma non ripagarla con la stessa moneta. Non alzare il tono della voce, non darle schiaffi, anche se solo sulle mani, in un certo senso non punirla se non sei sicura che abbia fatto a posta quello che ha fatto. Ma anche se dovesse avere un atteggiamento provocatorio nei tuoi confronti, l’unica cosa da fare è cercare di capire perché si comporta così.
La bimba è molto piccola, è ancora lontana dai famosi, terribili, due anni, caratterizzati da capricci e provocazioni continue nella ricerca faticosa di una autonomia psicologica e di un ordine mentale fatto di diritti e di doveri, di cose che non si fanno e di cose che si devono fare, oppure sta iniziando solo ora questo percorso. È semplicemente egocentrica come tutti i bambini di questa età. 
Però io credo che con il suo comportamento la bimba sta cercando di dirti qualcosa, di carpire la tua attenzione e le tue premure di cui ha un gran bisogno. Forse sta cercando di dirti che ti vuole bene e che ha bisogno di te e di ricevere da te più di quanto tu, in questo momento, non sei disponibile a dare.
Al di là dell’atteggiamento provocatorio potrebbe esserci la richiesta di conferme affettive in una bambina che non ha ancora sviluppato un modello di attaccamento sicuro almeno con una delle due figure genitoriali. Ma non essendo psicologa, pur avendo espresso il mio pensiero, su questo argomento delicato ti suggerirei di interpellare, appunto, magari anche la psicologa che è disponibile sul sito: saprà darti un orientamento più incisivo del mio.
E per finire, un ultimo consiglio: legati i capelli quando sei vicina alla bimba, la tentazione, lo sai, fa l’uomo ladro… 
Un caro saluto,
Daniela

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Lascia un commento