Litigio davanti ad un neonato

 

Buongiorno Dottoressa,

oggi ho avuto una discussione molto accesa con mio marito sono partiti urli e insulti e purtroppo e me ne vergogno tantissimo avevo in spalla il mio bambino di sei mesi… lui mi guardava stupito con gli occhi spalancati come per dire "mamma cosa fai".

Io sto malissimo adesso mi sento in colpa, quello che le chiedo, può il mio bambino avere sofferto di questa cosa? Se ne ricorderà?

Grazie, Le specifico inoltre che io e mio marito di solito siamo persone molto tranquille e serene, purtroppo lo stress di questi ultimi giorni ci ha portati a "sbottare".

Il bimbo sarà rimasto stupito e anche un po’ sconcertato ma se l’episodio rimarrà isolato, il vostro comportamento pacato e rassicurante nei confronti del piccolo cancellerà ogni traccia di smarrimento. Lo stress, emotivo o fisico che sia, può essere tranquillamente superato e metabolizzato se non sarà continuativo e ripetitivo e questo vale praticamente per qualsiasi forma di stress e a qualsiasi età.

La formazione e la costruzione, giorno dopo giorno, di una base affettiva sicura per il vostro bambino sarà l’obiettivo che voi genitori vi dovrete porre nell’educazione del vostro bambino e gli strumenti di difesa di cui egli potrà disporre nell’arco della sua vita per far fronte alle inevitabili avversità che incontrerà nel suo cammino.

Un litigio violento tra i genitori non è certo una piacevole esperienza a qualsiasi età, ma se rimarrà un episodio isolato, questa esperienza servirà molto anche a voi genitori. Come avrai notato, non ho parlato di una età limite sotto la quale i bambini non percepiscono e non sono in grado di capire le negatività. Sin dal concepimento, infatti, la nuova vita partecipa e si nutre del mondo che la circonda e sensibilità e intelligenza sono solo in parte dipendenti dalla genetica intesa come forza centrifuga di stimolo allo sviluppo, mentre mano a mano che si sviluppano i sensi e le capacità intellettive, l’ambiente esterno diventa il maggior bacino di esperienze sia per un feto che per un neonato o lattante o bambino che sia.

Pertanto nessuna esperienza, bella o brutta, buona o cattiva che sia, cade nel vuoto ma l’importante è, appunto, dotare il bambino di armi psichiche sufficienti per far fronte a tutto quello che lui può percepire come pericolo che minaccia la sua integrità psichica e affettiva. E queste armi vengono date dall’educazione e da una quantità di esperienze formative ed educative positive di gran lunga superiore ai momenti, diciamo, diseducativi o destabilizzanti o stressanti in generale, i quali sono ineliminabili e, credo io, in fondo, in quantità limitata, non è nemmeno bene che manchino.

Un caro saluto, Daniela