Linfonodo cervicale ingrossato

Gentilissima dottoressa,

come avrà capito dal nome non sono una mamma ma un papà, purtroppo un po’ troppo ansioso nei confronti del figlio.

Il mio bimbo, Andrea, ha due anni e mezzo e ormai da più di due mesi ha un linfonodo ingrossato sul collo (linfonodo latero cervicale a sinistra).

Ho letto molti suoi interventi rassicuranti sul sito ma, come le dicevo, sono molto preoccupato della cosa e vorrei avere un suo parere. Il pediatra di Andrea ci ha più volte rassicurato (dopo aver fatto fare tutti gli esami) e ha detto che per lui la cosa era da considerarsi risolta, tuttavia il collo di Andrea (in certe posizioni) risulta ancora ingrossato e spesso non resisto alla tentazione di palpare il linfonodo.

Cerco di essere comunque un po’ più sintetico e le dico le cose che abbiamo fatto: appena scoperto il linfonodo (mia moglie dice che era enorme ma io all’inizio l’ho trascurato) abbiamo chiamato il pediatra (stimatissimo e rispettatissimo professionista) che ha detto che era probabilmente tutto ok e ci ha fatto dare il Babyrinolo (se non ricordo male) per una settimana. Alla fine della settimana il linfonodo c’era ancora e allora siamo andati dal dottore che lo ha palpato e ha detto che bisognava fare un trattamento con antibiotici per un’altra settimana (Augmentin) e poi si sarebbe visto.

Alla fine della seconda settimana il linfonodo c’era ancora, abbiamo fatto allora una eco del collo da cui è risultato un linfonodo probabilemente reattivo di 17 mm e che poteva essere utile fare esami di laboratorio, che abbiamo fatto ed è risultato tutto nella norma (è risultata una mononucleosi che però non era più in corso).

Il panico ci è venuto qualche giorno dopo che riguardando meglio le analisi abbiamo scoperto un sospetto valore di piastrine, ca.90.000. Siamo corsi in ospedale e abbiamo ripetuto l’emocromo da cui sono risultate (per due giorni consecutivi) circa 300.000 piastrine. Abbiamo fatto l’eco all’addome ed era tutto a posto, e la radiografia al torace pure.

Quando abbiamo rifatto l’eco al collo il linfonodo era 18 mm e l’ecografista mi è sembrato un po’ troppo preoccupato, ha voluto vedere la vecchia eco e le sue parole sono state "Sembra a tutti gli effetti una cosa reattiva ma è meglio essere cauti e rivederci fra un mesetto".

Al che ci siamo preoccupati tantissimo e, nonostante le rassicurazioni del primario di pediatria dell’ospedale (di battipaglia (SA)) abbiamo insistito nel far vedere Andrea da uno specialista. Siamo andati allora da un medico di Napoli, il quale dopo aver visto gli esami e aver fatto una visita ambulatoriale ha detto "Potremmo pure salutarci ora ma per scrupolo rivediamoci fra un mese".

Il nostro pediatra ha rivisto Andrea prima di tornare a Napoli (siamo a metà luglio, il tutto è cominciato a fine maggio) e ha detto che in effetti il linfonodo si stava riassorbendo ed era inutile continuare a torturare Andrea con altre analisi (anche perche il medico specialista ci aveva segnato di ripetere un po’ di analisi del sangue che erano un po’ fuori norma, per esempio le difese immunitarie un po’ basse e la fosfatasi alcalina alta).

Al che abbiamo deciso di evitare la tortura di Andrea ma la mia non è finita in quanto sto sempre a guardargli il collo e spesso a toccarglielo! Non riesco a capire, al tatto le dimensioni del linfonodo ma quello che noto è che ci metto un po’ a trovarlo e quando lo trovo mi sembra molto piccolo, insistendo nella palpazione lo sento sempre meglio e sempre più grande (diciamo, forse, dell’ordine di 1 cm per un paio di mm, credo). La cosa che mi tormenta di più è vedere il collo ingrossato!

Mi scuso per la lunghezza della lettera, chiudo solo dicendole che Andrea è alto poco più di un metro, non so bene quanto pesi ma sia altezza che peso è oltre il 97° percentile (nonostante sia abbastanza magrolino).

Ultime due cose:

– Secondo mia moglie e mio padre, il linfonodo all’inizio era enorme rispetto a ora

– Dalla eco in ospedale sono risultati anche altri piccoli linfonodi nella zona del collo (a dx e sx) e il dottore e il pediatra mi hanno detto di aver toccato sotto la mandibola altri linfonodi dell’ordine del cm (secondo loro in tal modo mi sarei dovuto tranquillizzare)

Chiedendole ancora scusa per aver enormemente abusato del suo tempo, la saluto calorosamente.

Antonio


Ma, gentile Sig. Antonio, fino ad un diametro di due centimetri un linfonodo di un bambino sotto i tre, quattro anni è da considerarsi perfettamente nella media!

Potrebbe avere avuto una forma lieve di mononucleosi chissà quando, o di altra patologia virale aspecifica ed ecco che le linfoghiandole (quelle del collo sono le più superficiali, quindi palpabili, soprattutto se il bimbo è magro e ha il collo snello) si saranno ingrossate.

Dopo una infezione virale (ma succede anche nelle infezioni batteriche), i linfonodi che producono linfociti, le truppe d’assalto del sistema immunitario del nostro organismo), si mettono a funzionare alacremente per produrre anticorpi e questa loro funzione li fa aumentare di volume così come si ingrossano i ranghi di un esercito in marcia quando si schiera di fronte al nemico: in qualche modo, se mi passa l’espressione, è come se il soggetto mostrasse i suoi muscoli di fronte al nemico.

Siccome da piccoli i bambini sono costantemente in guerra con virus e batteri, questi muscoli non si sgonfiano mai se non, forse, del tutto transitoriamente, almeno fino all’età scolare in cui, finalmente, dopo anni di dure battaglie, l’organismo può concedersi un po’ di riposo e vivere di rendita, cioè di anticorpi accumulati, ma soprattutto di memoria immunitaria di tutte le infezioni conosciute in precedenza, anche in forma del tutto asintomatica.

La memoria immunitaria permette al sistema immunitario di riconoscere immediatamente il nemico al suo primo avvicinarsi, tanto da poter inviare solo pochi "tiratori scelti" e non più tutto l’esercito in massa come nei primi anni di vita. Questi tiratori scelti sono molto rapidi ed efficaci nelle loro azioni ed è per questo che ne bastano pochi per fare la guardia alla salute e i soldati semplici possono riposarsi nelle loro caserme (i linfonodi) senza bisogno di allenarsi quotidianamente per tenere i muscoli in perfetta efficienza.

Quindi, dopo il sesto, settimo anno, i linfonodi iniziano ad atrofizzarsi pian piano e a essere sempre meno palpabili. Ma fino a quella età, ben vengano i linfonodi belli grossi, soprattutto se di consistenza elastica e non troppo dura come un sasso, di superficie liscia e non bitorzoluta, ben spostabili alla palpazione in tutte le direzioni e palpabili uno alla volta e non fusi tra loro: ben vengano, come li chiamo io, i caschi blu a garanzia del benessere del bambino!

Quindi, la prego, si tolga dalla testa questi benedetti linfonodi e, anzi, ringrazi il cielo della loro esistenza e, ripeto, fino a 2 cm di diametro, è tutto nella norma. Sia felice con la sua famigliola.

Un caro saluto,

Daniela

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