Linfoadenite: controlli da effettuare


 

Buongiorno dottoressa,

intanto scusi se mi intrometto, sono un papà…

Ho già letto le Sue risposte per il mio quesito, ma non ci dormo più la notte quindi Le scrivo lo stesso. Sono un papà di un bambino di 4 anni (1 metro di altezza per 16 kg circa).

Ieri, 26/04/2009, il bambino ha detto di aver male al collo: abbiamo notato un gonfiore sul collo ed impauriti lo abbiamo portato al P.S.. La diagnosi è stata linfoadenite laterocervicale sinistra di diametro massimo di 3 cm con massa definita. Nessun altro linfonodo palpabile e nessun organo palpabile. Gola ed orecchio leggermente rossi…

Il bambino non ha febbre e nessun altro sintomo, è vivace ed appetente. Quando tocchiamo il linfonodo dice che gli duole (ma non riesco a capire se il suo è male vero o piuttosto fastidio). Sono in TILT, paranoia pura…

Oggi dobbiamo andare dal pediatra per il controllo. Temo ecografia ed esami del sangue… E se fosse qualcosa di brutto? Scusate lo sfogo ma è da ieri che non riesco a pensare ad altro. Quello che mi manda in crisi è che non ha nessun altro sintomo, se non la gola leggermente rossa e l’orecchio pure: questi sintomi però praticamente li ha sempre avuti da quando frequenta l’asilo (cioè da settembre 2008 ).

E poi, come ha già scritto anche Lei, siamo ben oltre i 2 cm… Può un’otite cronica o mal curata causare questi gonfiori? Il fatto che il linfonodo sia (a mio avviso) reattivo è cosa buona o cattiva? Insomma che devo pensare? Grazie in anticipo e scusi se l’argomento le parrà ridondante, ma quando si tratta del proprio figlio le persone perdono un po’ la bussola… io, ipocondriaco per natura poi…

Ho già risposto piuttosto sinteticamente a questo quesito direttamente sul sito, però vorrei aggiungere che una otite può ingrossare i linfonodi, certo, però quando un linfonodo si ingrossa in modo così evidente bisogna pensare ad una linfoadenite acuta, sostenuta da batteri come lo streptococco o lo stafilococco, oppure da virus o da altre situazioni patologiche che si possono definire soltanto con alcuni accertamenti come ecografia o biopsia.

Rimane il consiglio di eseguire un emocromo, il dosaggio di anticorpi specifici per il virus di Ebstein Barr della mononucleosi, nonché, magari in un secondo tempo perché meno frequenti, quelli specifici antitoxoplasmosi e citomegalovirus.

Un caro saluto, Daniela

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