Laringospasmo: come affrontare le crisi

Gentilissima dottoressa Daniela,

mio figlio di 20 mesi l’altra notte ha avuto un laringospasmo. È stata la prima volta. Ha iniziato con una tosse abbaiante fortissima e poi difficoltà a respirare. Io gli ho somministrato subito del Bentelan e cosi si è calmato. Come mai è avvenuto questo episodio? Non ha mai presentato sintomi allergici o intolleranze particolari.
Adesso che cura si dovrebbe fare per la tosse che ha in questi giorni? (premetto che prima dello spasmo stava benissimo e non aveva neanche un po’ di raffreddore).
Lui è irrequieto e non è possibile fargli l’aerosol. Grazie per la sua gentilezza.

Cristina

 

Cara Cristina, il laringospasmo o croup non è altro che un abnorme restringimento del lume del laringe e delle prime vie respiratorie che rispondono con sviluppo di notevole edema della mucosa e sottomucosa ad uno stato irritativo e infiammatorio normalmente causato da infezioni virali (virus parainfluenzali di solito) ma anche, più raramente, batteriche (emofilo, stafilococco…).

Nel caso si tratti di infezione virale, essa può essere anche banale, tale da dare, in un bambino magari non predisposto a reagire con laringospasmo, una semplice rinite, un raffreddore o poco più.
In alcuni bambini predisposti -predisposti al laringospasmo, intendo, ma questi stessi bambini, di solito, sono predisposti anche a sviluppare allergie respiratorie o sono bambini atopici – il virus responsabile, quasi immediatamente stimola lo sviluppo di forte edema laringeo tale da impedire anche seriamente il passaggio dell’aria dalle prime vie respiratorie.
Per questo motivo l’esordio della sintomatologia è spesso brusco e immediato.

Di solito la malattia inizia a manifestarsi di notte perché durante il sonno vi è una prevalenza del sistema parasimpatico o vagale che produce già di per sè un fisiologico restringimento delle prime vie aeree ed è per questo che si raccomanda al genitore di cercare di non fare riaddormentare subito il bambino dopo la somministrazione della terapia o dopo la visita medica.
A parità di spasmo laringeo, infatti, più il bambino sta in posizione quantomeno seduta o comunque rialzata e più resta sveglio, meglio respira.

Data la banalità dell’infezione che spesso è all’origine del laringospasmo, la terapia è prevalentemente sintomatica e si basa sulla somministrazione di antinfiammatori cortisonici, possibilmente per uso topico, sia con aereosol che tramite spray predosati in aggiunta o meno ad adrenalina che è un potente e rapidissimo broncodilatatore.

Se il bambino, per carattere o per età, non accetta l’aereosolterapia, si può sostituire il farmaco per aereosol con lo stesso per bocca, ma l’effetto è decisamente più ritardato.
Il farmaco antinfiammatorio è il cortisone, sotto forma di beclometasone o budesonide per uso topico (spray predosato anche senza distanziatore, vari puff consecutivi come dose di attacco, di solito anche quattro o più, per poi seguire con la dose di mantenimento o con l’aereosolterapia); come terapia di attacco si può associare all’adrenalina per aereosol, molto efficace anch’essa e rapidissima.

Purtroppo è altrettanto rapida la scomparsa del suo effetto ed è per questo che non basta somministrarla da sola ma va associata al cortisone che ha un effetto inizialmente più lento ma duraturo e persistente per ore ben oltre l’effetto dell’adrenalina.

Molto utile è fare respirare aria satura di vapore tiepido al bambino sia con l’umidificatore acceso alla massima potenza fino all’appannamento dei vetri della stanza, sia in bagno con tutti i rubinetti dell’acqua calda aperti al massimo e con la porta chiusa, sia in cucina con una grossa pentola di acqua che bolle in continuazione, assolutamente senza sostanza balsamiche che, sulle mucose irritate, possono esse stesse indurre broncospasmo e/o laringospasmo.

Al massimo si possono usare fiori di camomilla, ma il vapore da solo è più che sufficiente.

Alcuni rari casi di laringospasmo acuto sono dovuti a infezioni batteriche quali infezioni da emofilo, stafilococco e altri. Si tratta di forme di solito molto gravi, con stato settico, febbre molto alta e malessere generalizzato. In questi casi è d’obbligo l’ospedalizzazione e, ovviamente, una potente terapia antibiotica. In tutti gli altri casi no.

Un bambino molto piccolo con laringospasmo va comunque sempre portato a controllo in ambiente ospedaliero per impostare una terapia il più possibile rapida ed efficace e per monitorare con precisione tutti i parametri vitali, in particolare la concentrazione di ossigeno nel sangue. Dopo un primo episodio di laringospasmo, essendo quest’ultimo la spia di una particolare tendenza del bimbo a reagire in questo modo anche a banali virus, è buona norma che il genitore sia edotto sul da farsi in caso di ricadute, assai probabili, e tenga a portata di mano aereosol, farmaci spray ed eventualmente adrenalina, oltre al sempre utile umidificatore.

Un caro saluto,
Daniela

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