Laringite e uso dell’antibiotico

Gent.ma dott.ssa,

le spiego la mia situazione, premettendo che già altre volte mi sono rivolta a lei che mi è stata di grande aiuto.

La mia bambina di quasi sei anni soffre dalla nascita di laringiti in seguito a riniti soprattutto in inverno. Due giorni fa, causa eccessivo caldo e spostamenti in auto per raggiungere il mare, la piccola si è ammalata.

Dapprima avvertiva mal di gola (la gola però era rosa al controllo pediatrico e lo è tuttora) e poi il solito decorso: raffreddore e lieve (questa volta) episodio di laringospasmo notturno curato con adrenalina e compressa di Bentelan secondo uno schema terapeutico già collaudato negli anni.

La pediatra ha prescritto areosol con Clenil per qualche giorno, mentre lo specialista pneumologo che la segue da un po’, contattato solo telefonicamente, ha consigliato l’Azitromicina per tre giorni e l’uso del Bisolvon gocce (20 in un cucchiaino al mattino) contemporaneamente alla terapia con l’areosol.

Vorrei un consiglio da lei sull’uso dell’antibiotico. Aggiungo che generalmente in seguito a questi episodi, a causa di una tosse estremamente rumorosa e resistente (non è però questo il caso, ancora…), dopo alcuni giorni ricorro ugualmente a un antibiotico e solo dopo diversi giorni la tosse finalmente diventa grassa e la situazione migliora.

Sarà utile ora l’antibiotico per accorciare e rendere meno intenso il decorso? E il mare? Posso ricominciare a portarla?

Per 3 giorni siamo rimaste a casa per evitare gli sbalzi climatici.

Grazie dottoressa.


Il dilemma se dare o meno l’antibiotico non può che essere risolto dal medico che è in grado di visitare la bimba e anche potendola visitare, a volte il dubbio se si tratti di una infezione virale o batterica rimane.

A favore dell’antibiotico ci sarebbe la stagione: d’estate, infatti, paradossalmente, visto che le infezioni virali della prime vie respiratorie, dato il clima, sono rare, contrariamente all’autunno-inverno, statisticamente prevalgono le infezioni batteriche, le classiche tonsiliti di mezza estate, per intenderci. Quindi l’antibiotico dovrebbe sempre essere tenuto presente come opportunità terapeutica.

D’altro canto, una laringite, oltre alla tosse caratteristica, non da molti altri sintomi evidenti, cioè non arrossa in modo significativo la gola, a meno che non coesista una faringite, che darebbe un arrossamento visibile e allora non si riesce a capire bene il problema perché, in linea di massima, le infezioni batteriche, rispetto a quelle virali, si caratterizzano per un arrossamento maggiore alle prime vie respiratorie, ma non sempre, comunque.

Quello che invece può fare la differenza e orientare verso la terapia antibiotica sono le condizioni generali del bambino: se ha febbre alta, se si presenta particolarmente pallido e sofferente oltre alla tosse e alla eventuale difficoltà respiratoria, molto facilmente si tratta di un batterio più che di un virus. Quindi, se la bimba non ha febbre e non sta particolarmente male, non so quanto sia opportuno dare l’antibiotico e non, magari, aspettare alcuni giorni per valutare il problema.

C’è, però, da dire che, in rari casi, le infezioni acute delle prime vie respiratorie, laringiti e laringotracheiti, quando di origine batterica, possono avere un andamento velocemente ingravescente con sintomi acuti anche preoccupanti: quindi, per scongiurare qualsiasi ipotesi di complicazione, visto che il consulto è stato solo telefonico, forse il tuo pneumologo ha ritenuto opportuno essere eccessivamente prudente e consigliare una copertura antibiotica, anche perché c’era il sintomo mal di gola, che nelle infezioni virali non è frequente mentre lo è in quelle batteriche.

Infine, a favore del consiglio dello pneumologo, c’è la storia della frequente necessità che c’è stata in passato di dare l’antibiotico per favorire la guarigione. Se la bimba non ha febbre puoi portarla al mare, anche sulla spiaggia, stando molto attenta alle ore troppo calde e ai bagni troppo lunghi, ma queste cose, non credo che sia necessario ricordarle.

Un caro saluto,

Daniela