Laringite e tosse

Cara Dottoressa,
mia figlia, tre anni e mezzo, in ottobre ha avuto un episodio di laringite, diagnosticata sulla base della tosse, abbaiante, con inspirazione sibilante, voce rauca, senza febbre.
Il pediatra le aveva prescritto Bentelan per 3 giorni, o comunque fino a scomparsa dei sintomi, più sulfumigi con pentola di acqua bollente.
Ora, a soli due mesi di distanza, ha di nuovo questa tosse abbaiante.
Non è frequente, la febbre non c’è, per il resto sta bene, respira bene.
So già che se contatterò il pediatra, le prescriverà di nuovo il Bentelan, ma mi chiedo se è davvero il caso di darglielo, visto che a parte un po’ di tosse almeno al momento non ha niente altro, e quindi vorrei conoscere il suo parere riguardo alla somministrazione di cortisonici in questi casi.
A dire il vero non so nemmeno se sia il caso di contattare il pediatra, e quindi la mia seconda domanda è:
Quando contattare il pediatra in caso di tosse abbaiante? Subito? Se il respiro diventa difficoltoso? Se compare la febbre?
La laringite può passare da sè o il rischio che peggiori rende consigliabile curarla subito?
Può sembrare un problema banale, ma anche se sarei tentata di aspettare per vedere come evolve, mi pongo la questione perché la prima volta che aveva avuto la laringite, a due anni, per "aspettare" abbiamo rischiato il ricovero (allora aveva avuto febbre alta e difficoltà respiratorie
abbastanza serie).
Le vorrei chiedere anche se è normale che si presenti a così poca distanza dall’episodio precedente, in una bimba che non ha mai dato segni di allergie.
Grazie e cordiali saluti.
Alessandra

Gli episodi di laringospasmo non recidivano soltanto nei bambini con diatesi allergica.
Le laringiti acute, infatti, sono quasi sempre di origine virale e i virus maggiormente responsabili sono quelli influenzali ma soprattutto i parainfluenzali. Questi ultimi sono tantissimi e immunizzarsi da uno di loro dopo una laringite non vuol dire essere immuni da tutti gli altri.
Così, ogni volta è come se fosse la prima volta e le laringiti ritornano, soprattutto nei mesi invernali. Per di più, quando sono dovute a virus, non vi sono cure particolari che, se somministrate precocemente, possano accorciare la malattia e impedire che faccia il suo corso spesso caratterizzato da aggravamento improvviso dell’edema e dello spasmo laringeo con conseguente difficoltà respiratoria che tu hai ben conosciuto.
Considerando poi che, a causa dell’influenza del sistema vagale attivo durante il sonno, il peggioramento e spesso anche l’insorgere dei sintomi è caratteristicamente nelle ore notturne, quando è difficile reperire un medico che visiti a domicilio e pratichi una terapia di emergenza, se necessario, a base di cortisone intramuscolare o, al limite, endovenoso, capisci da te che la prescrizione di cortisone per bocca, che fa effetto dopo più di mezz’ora, è una decisione quantomeno prudente anche se può rivelarsi non necessaria.
Attualmente non vi è più la consuetudine di prescrivere un antispastico per via rettale: era una valida alternativa al cortisone dato per bocca. E’ stato comunque ampiamente dimostrato che l’assunzione precoce di cortisone riduce la durata della malattia, l’insorgere di un laringospasmo più grave, sempre possibile anche se non prevedibile e soprattutto improvviso nel suo aggravarsi ed è efficace anche se dato a dosi medie e per un breve periodo: tutte modalità che non sono considerate pericolose dal punto di vista dei possibili effetti collaterali del cortisone.
Ti consiglio allora di tenerlo sempre a portata di mano qualora dovesse riaffacciarsi una nuova laringite ma, ai primi colpi di tosse abbaiante della bimba, se notturni, tienila sveglia e in posizione eretta davanti ad una bella pentola di acqua che bolle e produce vapore caldo.
Nel frattempo accendi al massimo l’umidificatore e abbassalo solo quando i vetri della stanza dove dorme la bimba si appannano per l’umidità. A quel punto la bimba può fare a meno della pentola che bolle.
Puoi valutare volta per volta se dare o meno il cortisone senza avere un atteggiamento troppo ansioso, però sappi che una o due compressine di Bentelan o simili date per mettersi al riparo da peggioramenti per i primi tre giorni di malattia, soprattutto se a stomaco non del tutto vuoto, non possono avere effetti collaterali tali da dissuaderti dal somministrarlo.
Il rapporto rischi/benefici pende decisamente verso i benefici anche se alcune volte, col senno del poi, capirai di averlo dato, forse, inutilmente.
Il fatto che alcuni bambini abbiano episodi ripetuti di laringospasmo e altri no può dipendere da una tendenza allergica ma non sempre: il bambino, alla prima laringite acuta, specie se contratta molto precocemente, entro i primi due anni di vita, può presentare una certa debolezza dell’organo colpito, sicché, ad una successiva infezione, l’organo stesso tende ad essere colpito per primo o di preferenza.
Capita così anche nelle faringiti, nelle otiti, nelle bronchiti e così via. Ognuno di noi, anche adulti, ha un organo "bersaglio" che tende ad ammalarsi più facilmente di altri. Il cortisone, quindi, non solo lo terrei a portata di mano, ma lo darei almeno per due o tre volte, se non ai primi colpi di tosse abbaiante, ai secondi colpi sì.
Avrai così il tempo di consultarti col pediatra con calma per una visita che non richiederà più una certa urgenza visto che avrai fatto tutto il necessario per scongiurare un peggioramento anche improvviso. La febbre, in questi casi, non è indice di maggiore o minore gravità dell’infezione, almeno non solo: può dipendere dalla carica virale, dal tipo di virus, dalla reattività della bambina in quel momento e via discorrendo: la febbre, come ho già avuto modo di ripetere molte volte, è solo un sintomo oltre che una salutare reazione dell’organismo. E’ segno che qualcosa non va, non segno di patologia più o meno grave.
Se temi il cortisone per via generale, puoi iniziare con il cortisone per aereosol, che ha un assorbimento minimo, ma francamente lo trovo più scomodo e spesso mal accettato dai bambini. Valuta anche la possibilità di attuare una terapia preventiva con antistaminici durante i mesi invernali per prevenire in parte le recidive. Comunque, tranquilla, l’inverno passerà presto e il prossimo arriverà solo fra un anno, quando la tua bimba sarà ormai quasi una signorina e non più tanto soggetta a laringiti acute, tipiche dei bimbi piccoli.
Un caro saluto,
Daniela