L’acquisizione dell’educazione sfinterica

Carissima dottoressa Daniela,

sono una mamma di 30 anni, lavoro quasi tutta la giornata ed ho una bambina che tra qualche giorno compirà 3 anni.

Il nostro problema sono i bisogni, sia cacca che pipì. Premetto che mia figlia quasi tutta la giornata è a casa della nonna, e da un po’ di tempo è diventato molto difficile la mattina portarla, non vuole neanche vestirsi, vuole restare in pigiama pur di stare con me a casa. A parte questo, a 2 anni ho provato a toglierle il pannolino, con grosse difficoltà. A novembre la bambina ha imparato a fare pipì nel water, mi chiamava per farsi accompagnare e per farsi abbassare la mutandina. Per la cacca invece non mi ha mai chiamato, ma poiché è molto stitica, spesso ci accorgevamo noi di cosa stesse per fare e la accompagnavamo al water. Dopo averla fatta le facevamo applausi vari, addirittura lei ci teneva tanto a salutare la sua cacca. Ad un tratto tutto ciò è diventato complicatissimo, non ha più voluto farla né seduta né in piedi, tenta sempre di trattenerla, anche per diversi giorni, anche dopo averle somministrato sciroppi (come portolac e simili) e clisterini, pur avendo più volte lo stimolo, assume delle posizioni tali da far in modo che la sua cacca difficilmente potrà uscire. La vedo molto soffrire, addirittura le ho detto che non fa niente se la fa in piedi, ma non mi ascolta. Non solo, ma questo suo malessere, ci ha fatto tornare indietro anche con la pipì, spesso non vuole sedersi sul water neanche per fare la pipì e quindi trovo la mutandina sempre con delle gocce di pipì, se non che addirittura le è scappata del tutto.

Stranamente la notte non bagna il letto. Per un po’ di notti le ho messo comunque il pannolino per sicurezza ma l’ho trovato sempre asciutto.

Dottoressa, mi aiuti, non so più cosa fare, mi sento molto triste e ho tanti sensi di colpa.

Grazie,

Alessandra


Cara Alessandra,

la bimba, forse, non ha ancora accettato l’idea di stare così a lungo lontana da te. Sin dalla mattina è contrariata dal fatto di dovere passare la giornata dalla nonna (e questo non c’entra niente con il bene che sicuramente entrambe si vogliono) e di dovere aspettare la sera prima di rivederti. Forse per questo è un po’ depressa e tende a farla scontare a chi si occupa di lei opponendosi alle pressanti richieste di fare i bisogni nel water o nel vasino piuttosto che nel pannolino. Puo’ essere una crisi di opposizione in un momento di sua crescita psicologica e di ricerca di una nuova autonomia psicologica dalle figure che la accudiscono oppure un dispetto nei tuoi confronti perché non vuole gratificarti delle sue feci, non vuole farti regali visto che stai tante ore lontana da lei. Inoltre potresti avere agito nei suoi confronti in modo troppo normativo pretendendo "fai la brava, fai la bimba grande, la bimba educata" e via discorrendo, invece di dire "andiamo assieme a provare a fare la cacca, ecc."

Io, in realtà, non so come stai procedendo in questo insegnamento. Pero’ si sa che sia la cacca che la pipì sono degli strumenti di potere e di ricatto, oltre che, come dovrebbero essere, degli strumenti di piacere e allora la bimba, trattenendo e rifiutando il wc potrebbe voler dire: se tu, mamma, non vai al lavoro e stai più vicina a me, io ti regalerò le mie feci e sarò brava, altrimenti te la farò pagare. Altra possibilità è che dalla nonna non si senta totalmente a casa sua e che tu o la nonna, almeno una volta, abbiate detto, dopo l’acquisizione della sua educazione sfinterica: che puzza, che schifo, andiamo subito a pulirci ecc.

Forse bisognerebbe ricominciare da capo, senza clisterini, senza essere pressanti e senza sciroppi lassativi se se ne può fare a meno. Se fosse possibile, la bimba dovrebbe rimanere a casa sua la mattina ancora per qualche tempo e portata, al massimo dopo un’ora dalla fine della prima colazione o dopo un’ora dal pranzo, sul suo vasino, spiegandole, però, che ci puo’ provare ma non è obbligata a farla se non le scappa o se non ne ha voglia e che, nell’attesa, se vuole, puo’ rimanere da sola con un gioco, altrimenti qualcuno le farà compagnia, visto che non c’è nessuna fretta; però non più di 20 minuti, altrimenti diventa ossessivo. Se lei insiste che non la vuole fare, le si dice: pazienza, la farai quando vuoi e con chi vuoi e se ti scappa sarai tu a chiamarci. Il vasino obbliga la bimba ad una posizione più favorevole alla evacuazione e rende la funzione meno ansiogena. Però io credo che fondamentalmente sia questione di avere la mamma vicina, almeno in questi primi momenti e forse la bimba imparerà trattando l’argomento con santa pazienza nei giorni festivi o di riposo dal lavoro. E’ importante che la bimba impari a dichiararlo quando sente lo stimolo, non ad ignorare la sua cacca; è importante che sia aiutata a superare eventuali sensazioni di inadeguatezza e di paura di non farcela oppure un atteggiamento di opposizione nei confronti di una situazione (mi riferisco alla lontananza da te) che lei sente come imposta e forse non ha capito fino in fondo.

Io non conosco abbastanza la situazione psicologica della bimba e per di più non sono psicologa: non posso, quindi, dirti molto altro, ma se saprai recuperare fiducia e comunicazione, vista la quasi normalità di un atteggiamento del genere a tre anni, so per certo che il problema si risolverà al più presto: tanto prima quanto meno ci penserai e quanto più riuscirai ad ascoltare i bisogni della bimba e ad entrare in sintonia con i suoi pensieri, senza pensare sempre alla responsabilità di doverla educare per forza.

Un caro saluto,

Daniela