La sera fatica ad addormentarsi, usiamo il Nopron?

Salve,
mio figlio, di anni tre, la sera fatica ad addormentarsi.
Frequenta la scuola materna dalle ore 07.30 alle ore 16.00.
Durante il primo pomeriggio, fa un riposino di un’ora e mezza circa. Alle 16.00 ritorna a casa.
In casa vede la tv oppure gioca con i genitori, o quando necessario, si esce per fare spese o altro. La sera, alle ore 21.00 circa, tentiamo di portarlo a dormire. Tutte le volte, prima che crolli, arriviamo alle 23.00, 23.30.
La notte poi, dorme tranquillamente. Ad una certa ora si alza e viene nel lettone.
Il mattino, dovendosi svegliare alle 06.45/07.00, fa tantissime storie perché vorrebbe dormire ancora. Con la pediatra abbiamo provato a somministrare una cp. di Armonia Fast.
Ha dormito solo il primo giorno alle 21.30, poi ha ripreso ad addormentarsi tardi, intorno alle 22.30. Adesso la pediatra ci ha consigliato il Nopron. Cosa ci consiglia lei? È sicuro il Nopron?
Per quanto tempo può essere usato? Da assuefazione e/o conporta effetti collaterali anche a distanza di anni? Ci sono rimedi alternativi?
Grazie.
Giuseppe

Gentile Giuseppe,
l’orario serale in cui viene voglia di dormire è influenzato soprattutto dalla costituzione di ognuno di noi, cioè dal proprio bioritmo e solo in minima parte dalla organizzazione della giornata. Se un bimbo non ha mai sonno all’ora giusta per andare a dormire, probabilmente ha ereditato la costituzione d uno o entrambi i genitori, e se anche i genitori tendono o tenderebbero ad andare a letto tardi la sera e a svegliarsi, di conseguenza, tardi la mattina, con molta probabilità dovranno lottare a lungo e costantemente per convincere il proprio bimbo a prendere abitudini diverse.
Se il piccolo, una volta addormentatosi, dorme poi tranquillamente tutta la notte, in realtà non avrebbe bisogno di nessun farmaco e tantomeno del Nopron che è indicato, soprattutto, per i bambini che presentano frequenti e fastidiosi risvegli notturni oppure che hanno un sonno piuttosto continuato ma molto agitato, con incubi o terrori notturni o altre parasonnie simili. Prima di arrivare al Nopron, si potrebbe lavorare sulle abitudini della giornata, o meglio, del pomeriggio. Si potrebbe anticipare un po’ la cena qualora cenasse dopo le otto perché bisognerebbe portare a letto i bambini almeno un’ora dopo la fine della cena.
Bisognerebbe non dare assolutamente bevande o cibi eccitanti dal primo pomeriggio in poi: le bevande eccitanti sono tè e coca-cola, i cibi eccitanti sono quelli a base di cioccolato ma anche tutti i cibi che contengono zuccheri, i quali forniscono energia pronta e immediata e danno la cosiddetta "carica" invece di indurre il sonno.
I bambini vanno poi preparati al sonno un’oretta prima di andare a letto con avvertimenti garbati ogni 15-20 minuti tipo: finiamo questo gioco che fra un po’ bisogna andare a dormire, mettiamo a letto tutti i giochini perché è ora che facciano la nanna anche loro, ecc.
La televisione e i cartoni devono essere spenti un po’ di tempo prima dell’ora della nanna e tutti questi riti devono avvenire in ambiente calmo, silenzioso, senza che la normale attività degli adulti sia pervasiva con troppe luci o troppo rumore, chiacchiere incluse, proprio nel momento che il bimbo deve andare a dormire.
Lo stesso i giochi col papà o con la mamma non devono essere troppo eccitanti o elettrizzanti tipo lotta, solletico o salti sul letto. Se tutto questo avviene già regolarmente e la situazione rimane poco gestibile, il Nopron può essere dato per alcune settimane di seguito, mezz’ora prima di dormire, nella speranza che induca il sonno in modo efficace e che, così facendo, il bambino prenda abitudini di sonno diverse e modifichi il suo bioritmo sonno-veglia.
Il farmaco, solitamente, è ben tollerato, non da quasi mai fenomeni di assuefazione, cioè non è quasi mai necessario aumentare la dose nel tempo per sopraggiunta inefficacia di quella precedente e molto rari sono i casi di allergia al farmaco (solitamente manifestazioni cutanee come tutti i farmaci) o di effetto paradosso (cioè eccitazione invece che sonnolenza).
La dose consigliata in base al peso non lascia sonnolenza al risveglio e, qualora dovesse verificarsi, basta ridurre la dose e somministrarla un po’ prima la sera.
Il Nopron non è un sedativo né un farmaco ipnotico: agisce principalmente su una particolare fase del sonno, quella del sonno profondo, rendendolo, paradossalmente, meno profondo e più simile al sonno dell’adulto. In questo modo vengono limitati notevolmente i fenomeni di risveglio notturno che, solitamente, avvengono proprio nel delicato passaggio da una fase del sonno ad un’altra. Per questo motivo, come ho accennato prima, il solo fatto di non avere mai sonno la sera non dovrebbe costituire motivo sufficiente per decidere di somministrare il Nopron.
Il farmaco, comunque, non porta conseguenze particolari neanche a lungo termine e, in questo senso, si può definire sicuro. Farmaci alternativi al Nopron esistono, ma, a mio parere, sono tutti di dubbia efficacia. Ora che le giornate sono più lunghe e il clima più mite, il bambino dovrebbe potersi stancare all’aria aperta in modo da scaricare tutte le sue energie di pomeriggio: è probabile che le lunghe ore trascorse a scuola, in reparto con altri bambini, lo stanchino psicologicamente, anche se dimostra un buon adattamento: bisognerebbe fare un confronto con i giorni in cui non va a scuola o in un periodo di vacanza.
Un’ultima considerazione la meritano le intolleranze alimentari che possono manifestarsi unicamente con uno stato generale di irritabilità e insonnia, ma a occhio e croce non mi sembra il suo caso, visto che dorme bene tutta la notte, così come la sistemazione della sua cameretta, elettromagnetismo e considerazioni simili (vedi, per curiosità, l’articolo sul feng shui che si trova sul sito).
Quindi, Nopron sì, come tentativo, nell’ottica di modificare un bioritmo del bambino non troppo consono allo stile di vita quotidiano che è obbligato a seguire, con un mesetto di somministrazione consecutiva, ammesso che si addormenti prima quando lo prende. Ma se non dovesse riscontrare effetti particolarmente soddisfacenti, sospenda pure e lavori su altri fronti, inclusa la pazienza.
Cordialmente,
Daniela Sannicandro