La nonna potrebbe essere portatrice di virus, lavorando a stretto contatto con il pubblico?

 

Gentile dottoressa,

mio figlio soffre di reflusso gastro-esofageo (anche se in forma non "patologica").

A sette mesi ho cominciato a inserirlo al nido, perché – volendo o no – sono dovuta rientrare al lavoro.

Purtroppo, anche se si è inserito subito bene (è un bambino molto socievole), si è ammalato continuamente. Ogni volta che si ammala il suo problema si acuisce e tutti i giorni vomita. Dalla metà di ottobre sono stata costretta a tenerlo a casa (le nonne hanno fatto i salti mortali per accudirlo mentre ero al lavoro).

Il pediatra mi ha detto che i bimbi con questi problemi sono più deboli dal punto di vista respiratorio e rischiano di ammalarsi continuamente. Per questo mi ha vivamente sconsigliato l’asilo, almeno fino al mese di gennaio (per superare il periodo critico delle influenze di novembre-dicembre).

Ammesso che le nonne riescano ad accudire il bimbo fino a gennaio (al momento sto pagando anche il mantenimento del posto all’asilo), sono preoccupata perché mia suocera lavora in treno e, soprattutto in vista della "nuova influenza", ho paura che il piccolo sia fortemente esposto al contagio in sua compagnia (forse addirittura più che in asilo).

Il mio timore (riguardo alla probabilità del rischio di contagio a contatto con la nonna) è motivato? So che non possiamo vivere in un mondo sterile, ma vorrei optare per "il male minore".

È vero che i bambini con reflusso sono più esposti di altri sotto questo punto di vista? Mi consiglia una baby-sitter (ammesso che ne trovi una affidabile e che io possa economicamente permettermela)?

La nonna del bimbo avrà sicuramente una età tale da supporre che sia nel 1964 o 67 e nel 1977 sia già venuta in contatto con il virus h1n1 in quanto responsabile, in quegli anni, di una semplice influenza stagionale e quando un soggetto presenta anticorpi, essi sono attivi da subito impedendo l’attecchimento del virus sin dal suo primo ingresso. Quindi non penso che la nonna sia un soggetto a rischio, se sana, o che possa trasformarsi in portatrice.

Naturalmente devono sempre essere osservate le norme igieniche tanto reclamizzate. Il reflusso potrebbe essere responsabile di una irritazione cronica delle primissime vie respiratorie che favorisce l’attecchimento di germi e batteri ma anche i bambini senza reflusso si ammalano in continuazione al nido, quindi non considero il reflusso una aggravante particolare delle condizioni di un bimbo che frequenta ilo nido. Certo, quest’anno, con la doppia possibilità di ammalarsi di influenza, stagionale e pandemica, chi può tenere i bambini a casa sarebbe meglio che lo facesse, almeno fino a primavera visto che ci possono essere più ondate influenzali durante i mesi freddi, ma quando questo non è possibile non bisogna vivere nel terrore giornalmente.

Optando per una baby sitter e potendo sceglierla, però, io ne cercherei una non giovanissima, proprio per il motivo che se ha più di 40 anni con molta probabilità ha già avuto modo di venire in contatto con questo virus da giovane e non dovrebbe ammalarsi, mentre molto a rischio di malattia sono i giovani, anche maggiorenni, tra 18 e 30 anni. Questo proprio a voler essere pignoli.

Un caro saluto, Daniela