La mia bambina morde: perché?

Gentilissima Dott.ssa Daniela,
Le scrivo per porLe un quesito relativo a mia figlia, una bimba di 15 mesi.
Mia figlia non ha problemi di alcun genere, mangia qualsiasi cosa senza fare capricci, dorme, cammina e gioca. Ha solo un fastidioso dolore ai denti che più volte nella giornata la porta a voler mordere.
Principalmente ci morde le mani, le dita, a volte il naso o le braccia!
Io penso che morda perché ha fastidio ai denti (ha già quattro dentini sopra e quattro sotto ed i quattro premolari che stanno uscendo tutti insieme).
A volte però anche noi giochiamo con lei e facciamo finta di morderle i piedini o sotto le ascelle per farle il solletico.
La mia domanda, anche se forse molto stupida, è se questa voglia di mordere è causata dai denti, se sia un gioco o magari una mancanza da parte nostra.
La ringrazio molto del tempo che mi dedicherà nel rispondere ad un quesito così strano.
Roberta

Cara Roberta,
a quindici mesi un bambino, ovviamente, non morde per aggressività, tantomeno per rabbia o per incapacità di esprimere in altro modo delle tensioni interne o delle frustrazioni, ma morde sia per imparare a scoprire le nuove sensazioni che gli procurano i dentini che prima non aveva, sia per sperimentare il mondo che lo circonda.
Morde, infatti, tutto, a cominciare dagli oggetti che può avere in mano fino alle persone con le quali interagisce. Quando poi, compiuto il primo anno, capisce che quando morde qualcuno attira su di se l’attenzione e procura contemporaneramente una sensazione, o quantomeno una reazione da parte della persona morsa, questo atteggiamento diventa per lui una forma di comunicazione, oltre che di gioco e di sfida per capire sin dove può osare e a che conseguenza va incontro quando si comporta in un certo modo.
Il morso è quindi esplorazione, scoperta, comunicazione, gioco e sfida.
Solo in seguito, dopo il secondo, terzo anno, mordere può significare rabbia o frustrazione per incapacità di esprimere uno stato d’animo in altro modo.
Prendendo, quindi, il mordere solo per quello che rappresenta a 15 mesi, non penso, però, che sia opportuno insistere troppo sul rafforzamento di questa manifestazione, di questo gioco, rispondendo al morso della piccola con un altro morso, anche se, ovviamente, in modo giocoso: nella bimba potrebbe, col tempo, rafforzarsi l’idea che mordere sia una modalità di gioco perfettamente accettata e gradita e potrebbe avere problemi qualora decidesse di riproporla con i coetanei o all’asilo.
Sarebbe bene, quindi, evitare ogni rafforzamento psicologico fatto di risate e di morsetti restituiti per stare al gioco, dando, magari, alla bimba che cerca di mordere un oggetto idoneo sostitutivo di una parte del proprio corpo e facendole capire con delicatezza che è più opportuno cambiare modalità di gioco, invitandola, magari, a fare capriole o corse o qualsiasi altro gioco non pericoloso che sia sempre basato sulla fisicità e la lotta giocosa ma non più sui morsi.
Un caro saluto,
Daniela