La fase orale infinita

Gemma ha 13 mesi e mezzo ,gattona ancora dato che ha cominciato a farlo a 10 mesi e mezzo e quindi questo non mi preoccupa.
Mangia tutto e anche di gusto, il problema è che mangia anche quello che non deve mangiare e non so come fare, se la porto fuori mangia TUTTO,sassi,stecchi,cicche(lo fa anche in casa, ma per lo piu sono briciole di pane) tutto quello che vede ,lo mette in bocca,sempre…e io non so come fare(consideri che è la seconda figlia,ma la prima non aveva queste fisse),ho provato a darle il ciuccio,ma lo sputa per assaggiare cose nuove,ho provato a brontolarla,ma lo vede come un gioco piu forte di lei.. il problema è che la cosa è pericolosa,va guardata a vista e per guardare lei lascio la grande un po sola…

passa? come faccio a fargliela passare?anche se cammina se tenuta per le mani,come vede qualcosa per terra,zac e vuole prenderlo…




L’esplorazione dell’ambiente per ricavarne esperienze e iniziare a conoscere il mondo è uno dei primi segni di intelligenza che può mostrare un bambino. Essa inizia appena i suoi sensi glie lo pernettono: diciamo prima con il tatto, carezze che riceve e che da, pizzicotti, ecc. segue la manipolazione degli oggetti che riesce ad afferrare e tenere in mano, l’esplorazione dello spazio sia con gli occhi quando matura la visione anche da lontano che con la conquista dello spazio quando inizia a gattonare. Le terminazioni nervose sensitive sono molto precocemente ed abbondantemente rappresentate sia nella zona periorale che nelle mucose del cavo orale. Pertanto la bocca è, per un bambino, una fonte preziosa di informazioni sugli oggetti che vi può introdurre ancor prima della completa maturazione del suo apparato visivo. Mettendo in bocca gli oggetti, infatti, ne percepisce meglio la consistenza, la temperatura, l’eventuale sapore, la forma ed è proprio attraverso la conoscenza approfondita di tutti gli oggetti che compongono il vasto mondo nel quale deve imparare ad orientarsi che il bambino riesce nel suo intento che è quello di appropriarsi della realtà che lo circonda. Dal punto di vista psicanalitico, poi, la fase orale caratteristica dei primi mesi di vita, che si estende fino all’inizio della cosìdetta fase anale, durante la quale il bambino impara a controllare gli sfinteri e a rendere volontarie evacuazione e minzione, corrisponde ad un periodo ben preciso della sua vita psichica durante il quale , più che a dare, cioè a privarsi di qualcosa, tende a prendere, ad appropriarsi di qualcosa. Si tratta di una fase molto egocentrica che è spesso difficile da capire fino in fondo e crea problemi di varia natura ma che non va contrastata, nei limiti del possibile, perché ad una buona gratificazione di questa fase orale seguiranno autostima, sicurezza e ottimismo, mentre un bambino che, in questa fase, viene troppo spesso frustrato nella sua aspirazione di “afferrare” il mondo, per una eccessiva paura di natura igienica o per altre ansie materne, potrà diventare pessimista e tenderà ad essere depresso o a sentirsi inadeguato, come impossibilitato a vivere pienamente le esperienze della vita. L’argomento sarebbe molto lungo e complesso e non può essere trattato in forma di risposta ad una domanda. Posso solo invitarti alla pazienza e, nei limiti della ragionevolezza, a lasciarlo fare evitando solo i principali pericoli che potrebbe trovare in casa con le prese di corrente, i pezzi di giochi troppo piccoli o appuntiti, le foglie di piante velenose che potrebbe strappare, i detersivi o i medicinali incautamente riposti in cassetti troppo bassi o lasciati sul comodino e via discorrendo. Il tutto durerà fino alla successiva fase cosìdetta anale, cioè dello spannolinamento, attorno ai tre anni, durante la quale sarà più impegnato ad imparare a “lasciare andare” piuttosto che a prendere a tutti i costi.