Integrare l’alimentazione priva di latte vaccino e derivati

Gent. Dott.ssa,

mio figlio ha 15 mesi e da quando ne ha 3 non assume latte e derivati per presunta intolleranza.

Ora, dopo aver eseguito prist erast, hanno riscontrato che è diventato intollerante alla soia.

Anche se l’esame è negativo per latte e derivati il pediatra mi ha sconsigliato di introdurre il latte vaccino in luogo di quello di soia, dicendomi di somministrargli latte di riso.

Ma di latte di riso per bambini o tipi di latte speciali per le intolleranze (ne ho provati ben 4) lui non ne vuole sapere: gli fanno  venire da vomitare e si rifiuta di mangiare.

Premetto che mio figlio ancora mangia le pappine a pranzo e a cena perché solo da poco ha cominciato ad accettare pezzettini di cibo non perfettamente tritati e solo a piccole dosi (qualche biscottino, pezzetto di pane o simili).

Ora non so cosa dargli a colazione e a merenda! Accetta, pur non con grande entusiasmo, il latte di riso per adulti, ma è privo di vitamine, calcio e ferro. Il pediatra mi ha detto che è pur sempre meglio di niente ma, in questo caso, devointegrare la sua alimentazione con un polivitaminico e portando la dose di carne a 120 g di omogeneizzato al giorno (in luogo di 80 g).

In commercio si trova, seppur con difficoltà di reperimento al supermercato, qualche latte di riso con calcio e vit. D per adulti: può essere dato ad un bambino di 15 mesi? Un giorno l’ho dato, ma mi sembra l’abbia digerito male.

Inalternativa, posso continuare a dare latte di riso per adulti?

È sufficiente l’uso del polivitaminico per integrare la sua alimentazione? E come posso fornirgli, invece, il calcio di cui ha bisogno? Grazie.

Puoi dare al bimbo il latte di riso arricchito con calcio e anche lo yogurt al riso. Per quanto riguarda i latti vegetalinon vi è distinzione tra latti per adulti e latti per bambini in quanto non vi è il problema di modificare la percentuale di proteine in essi contenute, semmai sarebbe bene cercare un latte di produzione biologica e non è poi cosìdifficile trovarne uno arricchito con calcio e anche con vitamina D2.

Tutti i latti vegetali sono relativamente poveri di vitamine e proteine e ricchi di zuccheri, pertanto di questo si devi tenere conto nella preparazione delle due pappe principali aumentando un po’ la quota proteica, cioè carne o pesce, ma non più di tanto.

A mio parere potresti aggiungere un po’ di parmigiano nelle pappe e sarebbe sufficiente oltre che un ottimo alimento. Dopo tanti mesi di mancata introduzione di proteine di derivazione vaccina e con analisi, ovviamente, negative, a mio avviso sarebbe ora di iniziare con i primitentativi di introduzione di questo tipo di proteine proprio per avereuna idea di come reagisce il bimbo: anche se fosse ancora allergico ad esse, una minima quantità di parmigiano non scatenerebbe nessuna grave reazione ebasterebbe comunque sospenderlo qualora si verificassero inconvenientiper fare tornare tutto normale.

Per quanto riguarda l’omogeneizzato di carne: un vasetto da 120 gr conterrà, credo, non più di una settantina, ottantina di grammi effettivi di carne, ma è impossibile saperlo con precisione. Pertanto sarebbe la dose giusta considerando la scarsità di proteine assunte con colazione e merenda se il bimbo non assume latte vaccino, però 120 gr di omogeneizzato contengono anche molti amidi che vanno a sommarsi con gli zuccheri in più del latte vegetale.

Pertanto potresti optare per l’omogeneizzatore casalingo o per il frullatore e iniziare una volta per tutte la carne fresca in ragione di 60, massimo 70 gr a porzione se non aggiungi altre proteine alle pappe sotto forma di parmigiano oppure di 50, 60 gr se aggiungi un cucchiaino raso di parmigiano. Se il parmigiano – prima mezzo cucchiaino al giorno, poi, dopo alcuni giorni, un cucchiaino, poi dopoaltri giorni un cucchiaino e mezzo e così via fino ad arrivare a 4 cucchiaini – sarà ben tollerato, sempre con la stessa gradualità potrai aggiungere nel latte di riso della mattina o nello yogurt al riso un cucchiaino di latte vaccino bollito, poi due poi tre e via discorrendo…

Ma questo è solo un suggerimento ed è comunque bene che tu segua i consigli del pediatra che conosce bene il tuo bimbo piuttosto che i miei, visto che non ho elementi per valutarelo stato di allergia del tuo piccolo.

Un caro saluto, Daniela