Il dito a scatto

Buongiorno,
purtroppo solo ieri ci siamo accorti che il nostro bimbo (6 mesi) non riesce a stendere completamente il pollice sinistro, che resta sempre piegato e, se si prova a distenderlo, risulta bloccato.
Sono un po’ preoccupata perché leggendo su internet mi sembra che corriponda alla descrizione del "dito a scatto", il quale richiede, sembra, un’operazione in anestesia totale.
Può darmi qualche informazione, e un suo parere?

Si, è probabile che si tratti di dito a scatto, in questo caso, di pollice a scatto. 
È una patologia non rarissima anche tra i bambini che obbliga una o più dita della mano ad assumere una posizione spontanea in flessione a causa del cattivo funzionamento del tendine flessorio corrispondente.
Più precisamente, si tratterebbe di una difficoltà di scorrimento del tendine all’interno della sua guaina fibrosa, che non si presenta più liscia come dovrebbe essere e obbliga il tendine, durante la sua funzione di flettere il dito, ad un attrito patologico tra la guaina e la superficie ossea sulla quale scorre durante i movimenti di flessione ed estensione del dito.
Questo attrito sulla guaina infiamma il tendine che tende a gonfiarsi e a scorrere con sempre maggior difficoltà fino, a volte, all’impossibilità completa a muoversi.
Il dito o le dita interessate tendono così a rimanere sempre in flessione, potendosi muovere solo passivamente, se il movimento viene prodotto dall’altra mano oppure, in caso di bambino molto piccolo, dalla mano di un genitore e in tal caso, a volte, con dolore e con una sensazione di scatto.
Quando il problema è congenito e non conseguenza di traumatismi ripetuti dell’articolazione del dito o eccessivo sfruttamento dell’articolazione dovuto a certi lavori manuali particolari, può evidenziarsi solo dopo il sesto mese perché prima il bambino tende a tenere le mani chiuse a pugno, con il pollice spesso flesso posizionato internamente alle altre quattro dita, e solo quando diventa capace di afferrare gli oggetti e rilasciarli, le sue dita si allungano e la mano si distende evidenziando la differenza con il dito che non può fare questo movimento.
Essendo la limitazione motoria dovuta anche al dolore provocato dall’estensione del dito, vengono spesso prescritti antinfiammatori non steroidei per ridurre il gonfiore e il dolore tendineo, ma in un bambino di sei mesi non sono farmaci indicati se non in casi del tutto particolari.
Per contro, è possibile che il problema risolva spontaneamente dopo alcuni mesi o anni, durante i quali si consiglia di praticare solo qualche movimento passivo del dito per evitare anchilosi o atteggiamenti viziati dovuti al manteniumento della stessa posizione in flessione per lungo tempo.
Se questo non succede non resta che intervenire chirurgicamente per liberare il tendine dalla sua guaina ristretta e anelastica.
L’intervento sarebbe ben poco invasivo e l’anestesia totale è richiesta solo perché si tratta di un bambino che difficilmente si convincerebbe a stare fermo anche per quei pochi minuti necessari all’operatore. Comunque, solitamente viene praticato verso i quattro, cinque anni.
Detto ciò, un parere di un ortopedico è, ovviamente, necessario.
Un caro saluto,
Daniela