Ha sedici mesi e vuole mangiare come noi “grandi”

 

Gentilissima dottoressa,

le scrivo per chiederle qualche consiglio in merito all’alimentazione più corretta per la mia bimba di 16 mesi.

Camilla mangia davvero di tutto, anche alimenti che mai avrei pensato potessero piacerle (come ad esempio le cipolle, i porri, il cavolfiore). Se fino all’anno non era un problema individuare la dieta più corretta (ovvero quella indicatami dal suo pediatra), adesso mi trovo a volte in difficoltà nella scelta degli alimenti che può o meno mangiare.

Lei vorrebbe mangiare quello che mangiamo noi adulti, ma spesso mi trovo in difficoltà quando si tratta di capire se un alimento è già adatto a lei o no. Quali criteri posso usare? Per citarle qualche esempio: fragole, kiwi, albume, fritti, verdura cruda, creme, panne, risotti, sono alimenti che posso già iniziare a farle assaggiare?

Le ho citato questi perché sono quelli che attirano maggiormente l’attenzione di Camilla.

Grazie, come sempre, e saluti, Federica

Compiuto l’anno di età, i bimbi, di solito, mangiano un po’ di tutto e il problema non sono più i cibi ma il modo come li si cucina.

Di verdure e frutta possono essere introdotte quasi tutte le varietà salvo, forse, le melanzane e i peperoni, di difficile digestione. I nuovi tipi di frutta, come uva, kiwi, fragole, melone, cocomero e via discorrendo, vanno introdotti con prudenza, uno alla volta in piccola quantità osservando le eventuali reazioni della bimba, ma anche se non si verificassero problemi è sempre meglio permetterli con parsimonia.

L’albume dell’uovo può essere introdotto purché sempre ben cotto, alla cocque o a frittata. Salumi insaccati è meglio evitarli, cioè salame, salsicce, ecc. perché contengono additivi e spesso conservanti e coloranti, mentre le carni soltanto stagionate come prosciutto e bresaola vanno benissimo perché molto digeribili e nutrienti.

I fritti è meglio non darli, però, se fritti in casa, con olio di oliva o di mais utilizzato una sola volta, una patatina fritta ogni tanto o un pezzetto di frittella di mela non si nega.

La panna è sempre molto difficile da digerire e sarebbe meglio evitarla, ma quando è presente su un dolce, una leccatina non sarà certo velenosa! La crema, essendo a base di tuorli d’uovo, zucchero latte e farina, in teoria può essere data, sempre ogni tanto, però bisogna avere l’accortezza di pastorizzare le uova per evitare possibili contaminazioni con la salmonella e non sempre la temperatura fatta assumere dal latte nel quale le uova vengono messe ad addensarsi raggiunge la temperatura di sicurezza. Pertanto si consiglia di sbattere le uova con sciroppo di zucchero caldo prima di unirle al latte, cioè si fa sciogliere lo zucchero sul fuoco e solo quando è liquido si unisce alle uova affinché il suo calore pastorizzi in un certo senso il tuorlo.

I risotti si possono dare purché non troppo mantecati con panna o molto burro. Dopo l’anno, comunque, 10 gr di burro, cioè un cucchiaino da caffè di burro, purché non soffritto ma a crudo, può anche essere dato ai bambini anche se non tutti i giorni.

Insomma, compiuto il primo anno di vita, i bambini possono gradatamente imparare a mangiare le stesse cose degli adulti: sono gli adulti che devono imparare a cucinare i cibi in modo sano, sia per il bene dei loro figli che anche per il loro bene. Quindi conviene a tutta la famiglia non fare più menù separati.

Un caro saluto, Daniela