Ghiandole, linfonodi, pensieri

Buongiorno dottoressa Sannicandro,
sono la mamma di Stefano, di tre anni e mezzo.
Stefano è nato il 19 marzo 2004 con parto cesareo, gravidanza portata a termine splendidamente, nato di 3250 gr e lungo 51 cm.
L’ho allattato al seno in modo esclusivo per circa 8 mesi -a lui le pappe e la frutta non piacevano!-, ha cominciato a gattonare a 8 mesi circa e a camminare a 15 mesi.
Ha iniziato l’asilo nido a 18 mesi, in maniera abbastanza serena e tranquilla: ciò ha portato ad un balzo in avanti nel linguaggio e nell’interazione con il mondo esterno.
A due anni e 4 mesi (giugno 2006) ha contratto la varicella, che a parte numerose vescicole, non ha portato a febbre e malesseri vari.
Nell’inverno 2006, oltre ai vari raffreddori, ha avuto una bronchite abbastanza forte che abbiamo curato con lo zimox.
Da allora, abbiamo notato che la ghiandola destra sotto la mascella si era gonfiata e non accennava a sgonfiarsi. Non abbiamo dato molto peso a questa cosa perchè Stefano comunque cresceva bene, non ha più avuto febbri -a parte che non ne ha mai avute di alte-, era sereno e non dolorante.
Dopo qualche mese però abbiamo cominciato a chiederci se era normale questa grossa ghiandola, e abbiamo effettuato esami talvolta difficoltosi per la poca collaborazione di Stefano: ecografie localizzate ed esami del sangue per lui erano una costrizione ed una violenza, e da allora non vede di buon occhio i "camici bianchi". Da queste indagini mediche, effettuate presso l’ospedale pediatrico "Regina Margherita" di Torino, risultarono esami del sangue in ordine, ma comunque diversi dottori ci consigliarono di procedere ad una biopsia mirata per accertare la natura di questa ghiandola.
Spaventati da questa proposta medica, temporeggiammo qualche giorno, e ci rivolgemmo ad un dottore ormai in pensione, considerato uno dei luminari della pediatria di Torino: portammo Stefano in studio da lui, lo visitò -sempre con scarsa collaborazione, ma il professore era risoluto 🙂 -, e ci consigliò di non far assolutamente toccare il bambino. Ci disse di lasciare passare l’estate, che di solito rimette a posto molte cose, e di evitare per quanto possibile grosse infimmazioni alla gola di Stefano.
Stefano quest’estate ha passato un mese e mezzo in Sardegna coi miei suoceri: l’aria di mare lo ha ripulito dal catarro accumulato nell’anno, e ha risanato le vie respiratorie…ma la ghiandola è rimasta lì, ferma e grossa come una nocciola.
L’inizio della scuola materna ha innescato la spirale di raffreddori e tossi più o meno grasse, e ora anche la ghiandola sinistra sta cominciando a gonfiarsi.
E io ricomincio a domandarmi se tutto ciò è normale, se la mia "inerzia" può in qualche modo danneggiare la salute di Stefano.
Lui continua a crescere come un funghetto, è un bambino affettuoso sensibile e fantasioso, ma quando tira su la testa e vedo quelle due protuberanze mi sorgono i dubbi.
Secondo lei, cara Dottoressa, dovrei nuovamente far visitare Stefano? O effettivamente le sue ghiandole sono "carta assorbente" per tutti i virus, e con la crescita tutto questo si ridimensionerà?
La ringrazio per l’immensa pazienza ed attenzione che mi ha dedicato, e mi scuso se mi son dilungata, ma volevo rendere più chiara l’anamnesi di mio figlio.
Le allego due foto del collo e della gola, se le possono in qualche modo chiarire ulteriormente il tutto.
Grazie mille,
Annalisa

Effettivamente, cara Annalisa, dalle foto che mi hai mandato, i due linfonodi del tuo bimbo sono veramente molto ingrossati. Dopo tanti consulti medici saprai perfettamente la funzione di produzione di anticorpi e antinfettiva che hanno le linfoghiandole, quindi non mi dilungherò su questo punto. Per di più, la ghiandola maggiormente ingrossata si trova proprio in corrispondenza della tonsilla più grossa, quella destra. Anche le tonsille sono enormi, quindi penso proprio che il tuo bambino abbia una ipertrofia generalizzata di tutto il sistema linfatico, un suo modo di reagire a tutti gli agenti infettivi che incontra quotidianamente. Molti bambini reagiscono come il tuo e risolvono questo loro, chiamiamolo, problema, dopo i quattro anni. Una volta venivano chiamati "linfatici", termine attualmente considerato troppo generico, ma comunque espressivo.
Allora, cerchiamo di ordinare i pensieri: prima di tutto mi dici che ha avuto la varicella e questa è una malattia che lascia notoriamente un ingrossamento dei linfonodi per molto tempo. Non mi dici quali analisi del sangue ha praticato ma con un’evidenza clinica del genere avrà sicuramente controllato emocromo, VES, TAS,PCR, anticorpi specifici VCA per il sospetto di mononucleosi, anticorpi anticitomegalovirus e antitoxoplasma, che sono le tre malattie che notoriamente ingrossano notevolmente le linfoghiandole; avrà studiato genericamente le tonsille per escludere una infezione batterica o la presenza di streptococchi (tampone faringeo).
In seguito alla eventuale negatività di tutte queste analisi, se il bambino sta bene e non ha febbre o febbricola, non è pallido, non si sente debole, non si lamenta di dolori alle ossa, non presenta eruzioni cutanee più o meno fugaci, cresce bene e non ha periodi di inappetenza e dimagrimento, si possono ragionevolmente escludere malattie sistemiche preoccupanti. Resta comunque, però, la possibilità, se non l’opportunità, di studiare meglio la struttura, e di conseguenza la natura, del linfonodo, almeno del più grosso, con un’ecografia fatta bene e soprattutto con una biopsia.
Quest’ultimo accertamento taglierebbe la testa al toro e darebbe la risposta risolutiva a tutti i dubbi. Però, altrettanto ragionevole mi sembra supporre che il linfonodo, semplicemente si sia ingrossato per una delle tante infezioni più o meno sintomatiche contratte dal bambino e, come la grossa tonsilla destra di cui è satellite, da allora è rimasto ipertrofico.
Come medico scrupoloso, quindi, non posso che consigliarti la biopsia.
Come medico pietoso, se le analisi del sangue sono tutte negative o hanno chiarito il dubbio risultando positive, per esempio, per mononucleosi o toxoplasmosi, ti consiglio di aspettare qualche mese e controllare nel frattempo l’evoluzione anche del secondo linfonodo che si sta ingrossando a sinistra: sempre però che il bambino non abbia nessun altro sintomo tra quelli elencati sopra.
Un caro saluto,
Daniela