Ghiandola ingrossata sotto il mento

Mia figlia di quasi 6 anni, ha la ghiandola sotto il mento leggermente ingrossata, si sente come una piccola pallina.

Me ne sono accorta qualche mese fa durante un raffreddore, sono andata dalla pediatra che mi ha rassicurata dicendomi che quando ci sono delle infezioni in corso è normale tant’è che aveva leggermente gonfie anche quelle al collo. Rassicurata dalla pediatra e passato il raffreddore, ingenuamente, non ho più controllato la ghiandola che ora ho sentito nuovamente sempre in concomitanza di raffreddore. Sono tornata dalla pediatra ma c’era la sostituta che mi ha dato la cura per una leggerissima bronchite e consigliato di fare una ecografia se la ghiandola persiste dicendomi comunque che secondo lei non è nulla di preoccupante.

Vorrei sapere se è una cosa normale questa ghiandola ingrossata e se l’ecografia, secondo lei, è necessaria. Grazie

Linfonodi gonfi sotto il mento: quando preoccuparsi?

In regione sottomentoniera vi sono certamente linfonodi superficiali facilmente palpabili quando aumentano di dimensioni in seguito ad una infezione della ghiandola stessa o infiammazione reattiva in seguito ad infezione in altri distretti, ma vi sono anche le ghiandole salivari sottomandibolari che, a volte, possono gonfiarsi se il dotto salivare relativo viene ostruito, per esempio, da un calcolo o da una particolare densità delle secrezioni salivari. Una ghiandola linfatica in questa sede può senz’altro ingrossarsi in seguito ad infezioni banali delle prime vie respiratorie ma anche a causa di una carie dentale.

Ghiandola sotto il mento gonfia, da cosa dipende?

Solitamente, gli ingrossamenti delle ghiandole linfatiche, quando dipendono da una infezione acuta, sono transitori anche se possono persistere per settimane dopo la guarigione, mentre l’ingrossamento dovuto ad una carie, se questa non è dolente o è poco visibile perché, magari, interstiziale tra due denti, può durare molto di più.

Quali esami fare per controllare i linfonodi gonfi sotto il mento?

Di solito la palpazione e la visita generale possono dirimere molti dubbi prima di dover approfondire le indagini: dimensioni inferiori o uguali a 2 cm di diametro, superficie liscia alla palpazione, mobilità della ghiandola sui piani sottostanti, mancato aumento progressivo di volume nel tempo, mancanza di dolore sia spontaneo che provocato dalla pressione, assenza di dolore riferito durante la masticazione del cibo o in seguito a qualsiasi stimolo che fa aumentare la salivazione fanno propendere per un semplice controllo nel tempo senza ulteriori indagini.

È necessaria l’ecografia per controllare le ghiandole ingrossate?

Ma volendo capire meglio di cosa si tratta, una ecografia può essere molto utile assieme ad analisi del sangue come emocromo con formula, ricerca degli anticorpi per tutte quelle malattie infettive note per ingrossare in modo evidente i linfonodi come mononucleosi, toxoplasmosi, citomegalovirus, ecc., prove di funzionalità epatica, controllo funzionalità tiroidea, controlli per escludere la fibrosi cistica, visita odontoiatrica accurata per escludere carie, gengivite, glossite, ecc.

Anche il periodo che precede l’eruzione di un nuovo dente crea uno stato infiammatorio nella relativa arcata mascellare e può ingrossare i linfonodi relativi a quella zona. Non potendo visitare la bimba, quindi, non posso che elencarti le cause di ghiandole ingrossate in una determinata sede: dovrà essere il medico curante a valutare la necessità di approfondire le indagini e da quale indagine iniziare.

Ghiandola ingrossata sotto il mento
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