Forame ovale pervio

Gentilissima dottoressa,
ho una bimba di tre anni.
Alla nascita, in ospedale hanno diagnosticato un soffio sistolico 2/6 (forame ovale pervio).
Successivamente, il pediatra di base non ha ritenuto necessario rifare controlli in quanto secondo lui il rumore era lievissimo.
Oggi, dopo una lunga influenza l’ho portata da un pediatra a pagamento (dicono molto bravo) e mi ha allarmata dicendo che il soffio è ancora presente di 2/6 mesocardio pigolante.
Mi ha consigliato di rifare subito eco-cardio.
Quali sono i rischi? Mi spieghi bene per cortesia.
Inoltre la bimba è sottopeso per la sua età, pesa 12,300 kg ed è alta 90 cm; mi ha consigliato una serie di accertamenti compreso l’esame per la celiachia.
Lei che ne pensa? La ringrazio vivamente e la saluto,
Fausta

Cara Fausta,
per me la piccola non è affatto sotto peso per la sua altezza, semmai è la sua altezza ad essere un po’ sotto la norma, anche se sempre nella fascia di normalità. Ma su questo punto non posso dire nulla perché non conosco l’altezza di entrambe i genitori.
Per quanto riguarda il forame ovale pervio, si tratta di una malformazione congenita, spesso famigliare, piuttosto frequente soprattutto nelle femmine con sintomatologia normalmente modesta o assente. Non è raro, però, che questa malformazione sia associata ad altre piccole anomalie vascolari, come, per esempio, un ritorno venoso anomalo polmonare o altre anomalie minori.
Il forame ovale è una comunicazione che è presente durante tutta la vita fetale e che è destinata a chiudersi quando si instaura la circolazione di tipo adulto, al momento della nascita o poco dopo.
Quando rimane pervio, esso continua a mettere in comunicazione, in modo più o meno ridotto in proporzione alla sua ampiezza, l’atrio destro con l’atrio sinistro.
Alla nascita, essendo il polmone del neonato ancora immaturo e le resistenze polmonari (pressione nei vasi sanguigni polmonari) ancora alte, il passaggio di sangue da sinistra a destra è relativamente ostacolato dalle alte resistenze destre, ma queste gradatamente si riducono e col tempo, se il forame è piuttosto ampio, può capitare che sempre più sangue dall’atrio sinistro (sangue ossigenato), invece di scendere verso il ventricolo sinistro per distribuirsi poi a tutto il corpo, sfugga verso l’atrio destro che oppone sempre minor resistenza e vada a riempirlo per poi defluire una seconda volta verso i polmoni dai quali era appena uscito ben ossigenato.
Questa cardiopatia non comporta quindi cianosi o relativa carenza di ossigeno, anzi, parte del sangue, circolando il doppio delle volte nei polmoni, si ossigena ancor di più, però, se il flusso di sangue da sinistra a destra fosse di entità rilevante, col passare del tempo, l’atrio destro e poi tutta la parte destra del cuore, potrebbero sovraccaricarsi e sfiancarsi, creando un quadro di insufficienza destra e un sovraccarico polmonare.
Non è certo evenienza frequente, anzi, di solito con la pervietà del forame ovale ci si convive molto bene ma, contrariamente a quanto accade per le analoghe pervietà tra i ventricoli, che col tempo e con la fisiologica crescita delle fibre muscolari dalle quali è composto il setto interventricolare, tendono a chiudersi e scomparire, il forame ovale, non essendo un difetto di una parete muscolare che, crescendo ed espandendosi, può chiuderlo, rimane pervio a vita, quindi non tende a guarire.
Pur potendoci convivere più che bene, quindi, è comunque opportuno controllare la situazione periodicamente, sia dal punto di vista ecografico che, se serve, dal punto di vista emodinamico, e questo almeno fino alla pubertà e alla fine del periodo di accrescimento della bimba.
Il fatto che il soffio abbia la caratteristica di essere pigolante fa pensare che sia piccolo, però io una ecocardiografia, anzi un’ecocardiocolordoppler ed un elettrocardiogramma lo farei, tanto più se l’ultimo controllo risale all’epoca neonatale.
Comunque inizialmente una visita cardiologica: sarà poi il cardiologo a valutare l’opportunità di questi accertamenti. Per quanto riguarda l’opportunità di studiare la piccola da punto di vista della celiachia, non vedendola e non potendola visitare, non sapendo la sua curva di crescita dalla nascita ad ora, proprio non posso pronunciarmi, è una decisione che spetta al pediatra che la conosce e la cura. A me sembra, però, che il fatto che sia cresciuta bene in peso, vista la sua altezza, possa fare escludere un malassorbimento, però è solo una opinione.
Un caro saluto,
Daniela