Forame ovale pervio e la sua chiusura

Buongiorno,
mi chiamo Fausta, ho una bambina di 45 giorni. Ho effettuato una visita cardiologica per lei oggi e le è stato diagnosticato un forame ovale pervio. La cardiologa mi ha rassicurata dicendomi che il 70% dei neonati ne è affetto e che entro i 6 mesi dovrebbe chiudersi. Ho letto invece che potrebbe non succedere e sono preoccupata. Può rassicurarmi e indicarmi anche il suo parere cortesemente?
La ringrazio in anticipo per la risposta che vorrà darmi.
Fausta

Cara Fausta,
il forame ovale è un’apertura fisiologicamente presente nel cuore del feto e, come ha detto la tua cardiologa, anche nel 70% di quello del neonato e del lattante. Non è una malformazione cardiaca ma solo una ritardata o mancata chiusura in epoca post-natale di questa comunicazione che permette al sangue contenuto nell’atrio sinistro del cuore del bambino di passare nell’atrio destro direttamente e senza attraversare tutta la circolazione sanguigna. Si stima che un 25-30% degli adulti abbia ancora il forame ovale pervio senza accusare nessun sintomo, anzi, senza nemmeno sapere di avere questa anomalia (quando non si manifesta con un soffio cardiaco).
Durante la vita fetale i polmoni del feto non funzionano (anche se qualche movimento respiratorio la gabbia toracica del feto già all’inizio del secondo trimestre di gravidanza inizia a farlo): il sangue che arriva al feto attraverso le due arterie ombelicali proveniente dalla placenta si dirige subito verso la parte alta del corpo ed entra nella cavità cardiaca (atrio destro) attraverso la vena cava; da lì, senza passare prima attraverso i polmoni, come succederà dopo la nascita, si dirige subito verso l’atrio sinistro perché con esso comunica per via del forame ovale, che è una apertura munita di un lembo valvolare situato nell’atrio sinistro.
Siccome nel feto e spesso anche nel neonato di pochi giorni, la pressione sanguigna della parte destra del cuore è maggiore di quella sinistra, il sangue ossigenato proveniente dalla placenta fluisce regolarmente dalla parte destra alla parte sinistra del cuore per poi fuoriuscire nuovamente a sinistra e andare a nutrire e ossigenare tutto il resto del corpo, compreso il cervello. Al momento dell’inizio della respirazione attraverso i polmoni, cioè al momento della nascita, si crea una riduzione della pressione sanguigna nella parte destra del corpo e la pressione maggiore si va a situare nella parte sinistra.
In tal modo, il sangue della parte sinistra del cuore va a premere contro il lembo valvolare che durante la vita fetale era rimasto aperto e tende a chiuderlo, come una porta che sbatte spinta da una corrente d’aria. Il processo si attua con gradualità, in alcune ore o alcuni giorni; ma a volte non si attua in modo completo per vari motivi, come la mancanza o la incompletezza del lembo valvolare, una persistente maggiore pressione a destra rispetto a sinistra e via discorrendo..
Ecco come si può generare la persistenza della pervietà del forame ovale.
Visto che, fisiologicamente, alla nascita, tale persistenza caratterizza il 70% dei lattanti mentre nel’età adulta, senza intervenire in nessun modo, solo il 20-30% dei soggetti, si puo’ prevedere con ragionevole ottimismo la chiusura spontanea del forame ovale entro il primo anno di vita.
Se questo non dovesse succedere non si farà altro che controllare il problema nel tempo, prima ogni 6 o 12 mesi, poi molto più di rado, valutando soltanto che non si crei, col tempo, un sovraccarico eccessivo di sangue nell’atrio destro, che continuerà a contenere il suo flusso regolare di sangue non ossigenato proveniente dalla parte bassa del corpo più quella parte di sangue ossigenato proveniente dall’atrio sinistro che, invece di passare nel ventricolo sinistro e fuoriuscire poi dalle cavità cardiache per ossigenare il resto del corpo, ritorna indietro nell’atrio destro per rifare nuovamente lo stesso tragitto attraverso i polmoni.
La pervietà del forame ovale, quindi, non porta a cianosi o a ipossigenazione del sangue, ma semmai al contrario, quindi non dà nessun problema a medio e breve termine.
Però, se la quantità di sangue che ritorna all’atrio destro fosse eccessiva, con gli anni o anche prima, a cominciare dall’atrio destro per passare, nei casi più seri, anche al ventricolo destro, tutta la parte destra del cuore potrebbe soffrire di sovraccarico e anche i polmoni potrebbero subirne le conseguenze, visto che ricevono il sangue direttamente dalla parte destra del cuore. In questo caso è indicato l’intervento di chiusura del forame ovale che si pratica attualmente in modo molto poco invasivo anche tramite cateterizzazione. Ma non è frequente arrivare a questa necessità. Alcune possibili altre complicazioni conseguenza della pervietà del forame ovale sono, nei giovani già adulti, a volte, cefalee persistenti e, se praticano sub, maggior rischio di embolia polmonare: ma si tratta di casi specifici.
Io non so che ampiezza abbia il forame ovale della tua bimba, però penso proprio di poterti rassicurare in merito alla sua prognosi.
Un caro saluto,
Daniela