Feci molle e gialle a quattro mesi e mezzo

 

Gentile dottoressa,

mio figlio Lorenzo, che ha quattro mesi e mezzo e pesa kg 6,880 Kg, è alimentato con latte artificiale antireflusso più l’aggiunta di crema di riso o mais e tapioca (due cucchiaini). Fa quattro poppate al giorno da 210 o 240 gr, dipende.

A causa del reflusso ha spesso avuto problemi di stitichezza, ma da circa un mesetto le cose sono cambiate.

Ha iniziato a fare le feci molli e giallastre (a volte grumose, a volte no, altre invece con presenza di muco), anche di notte, questo per due settimane, fino a quando poi gli è venuta l’influenza intestinale e dunque ha avuto dissenteria e vomito.

In quei giorni ha mangiato solo brodo vegetale con liofilizzato e le feci sono tornate (dopo una settimana di cura) ad essere normali (io le definisco tipo "pongo"). Ho così reintrodotto gradualmente il latte, lasciando il brodo solo ad un pasto per qualche giorno per poi toglierglielo definitivamente e lasciare solo il latte come alimentazione.

Il problema è che è tornato dopo qualche giorno a fare la cacca gialla e molle, a volte anche grumosa. Il fatto è che la fa anche di notte e ho paura per gli arrossamenti al sederino. In media la fa quattro volte, ma capita anche solo tre.

Lorenzo comunque sta crescendo bene e dorme anche abbastanza tranquillo.

Io ho paura che gli stia tornando l’influenza intestinale perché oggi c’era del muco nelle feci.

Il pediatra dice (senza averlo visitato e senza aver visto la popò) che potrebbe essere diventato intollerante al latte e mi consiglia di reintrodurre il brodo e di comprare un latte per intolleranti.

Io sinceramente da ieri gli sto dando solo i fermenti lattici perché ho ancora molto latte AR che non costa poco e cambiare latte (tra l’altro caro) perché la pediatra ha la sensazione che sia diventato intollerante non mi va.

Lei cosa ne pensa? Sono normali secondo lei le feci o mi devo preoccupare? Ci sono degli esami che si possono fare per capire se è intollerante davvero? Io, purtroppo, mi fido molto poco del mio pediatra.

Grazie in anticipo e distinti saluti

Riduci il latte artificiale a tre poppate; introduci una pappa con brodo vegetale (150 gr), farina di cereali (tre cucchiai rasi), olio di oliva o di mais (1 cucchiaino) e, fra due settimane o giù di lì, mezzo liofilizzato di carne bianca, cioè coniglio e agnello, che diventerà uno dopo poco più di una settimana.

Gli altri pasti saranno a base di latte numero 1 fino a circa otto mesi (come dettato dalle linee guida europee) e se lo desideri antirigurgito, scegline uno che abbia come addensante l’amido di mais e non la farina di carrubo.

Nei tre biberon metterai un cucchiaino raso di farina di cereali (mais o tapioca o riso) che potrai alternare con un cucchiaino raso di biscotto primi mesi (un cucchiaino di farine o di biscotto nel biberon sarà sufficiente se a pranzo prenderà la pappa con tre cucchiai di cereali).

La quantità delle poppate sarà 220 gr, quella della pappa a cucchiaio, completa di farine, ecc., sarà di 200 gr circa.

Se vuoi accertarti in modo sommario della possibile intolleranza al latte artificiale del bimbo, prima della introduzione della pappa, ad alimentazione esclusivamente lattea, puoi prelevare un campione di feci e far ricercare la presenza di sangue occulto: una colite indotta dall’allergia alle proteine del latte provoca infiammazione alla mucosa dell’intestino con possibilità di microemorragie intestinali e perdita microscopica di sangue con le feci.

Qualora l’analisi risultasse positiva, la sostituzione del latte sarebbe necessaria, altrimenti no. Considera, però, che il bimbo deve avere completamente superato una eventuale gastroenterite virale, altrimenti l’infiammazione intestinale potrebbe dipendere dal virus e non dal latte. Il problema, poi, andrà rivalutato settimana per settimana. Ricorda, comunque, che le feci di un lattante allattato esclusivamente con latte artificiale, possono variare e i grumi sono normali, contrariamente alle feci del lattante allattato al seno che, di solito, emette feci più cremose ed omogenee.

Un caro saluto, Daniela