Ernia e testicolo

 

Gentile dottoressa,

giorni fa il mio bambino di sei anni ha avvertito dolori all’inguine e abbiamo notato un’ernia.

Portato dal chirurgo per una visita, oltre all’ernia, ci ha diagnosticato un testicolo in addome e ci ha detto che bisogna intervenire chirurgicamente in quanto avendo il bambino sei anni siamo già in ritardo.

Vorrei sapere se l’intervento è rischioso per il bambino e le conseguenze che potrebbero derivare dal ritardo con cui siamo intervenuti.

Grazie

Per quanto riguarda l’ernia: le ernie inguinali, una volta che si presentano, non guariscono e non scompaiono da sole, al massimo si possono ridurre transitoriamente e spontaneamente, ma poi, quasi inevitabilmente, si ripresentano. Meglio, quindi, intervenire ora in condizioni normali piuttosto che andare incontro ad un possibile intervento di urgenza a causa, magari, di un loro strozzamento.

Per quanto riguarda il testicolo: dipende se è sempre stato ritenuto, cioè mai sceso in cavità scrotale, oppure se si tratta di un testicolo retrattile "in ascensore", cioè che va su e giù lungo il canale inguinale scrotale utilizzando, per queste sue passeggiate lo stesso percorso che ha fatto l’ernia e, in questo caso, quanto tempo trascorre dentro la cavità addominale, cioè ai piani alti e quanto tempo, invece, trascorre nello scroto, cioè nei piani bassi, dove la temperatura è più bassa e più compatibile con le condizioni di benessere del testicolo.

Dubito, comunque, che un testicolo totalmente ritenuto in addome non abbia mai impensierito il pediatra che tiene in cura il bambino perché è prassi normalissima fin dall’età neonatale controllare la corretta discesa e fissazione dei testicoli nelle cavità scrotali, ben sapendo che una loro mancata discesa in tempi ragionevolmente brevi potrebbe arrecare loro dei danni funzionali futuri.

I danni che possono insorgere in un testicolo ritenuto in addome sin dalla nascita (ripeto, non parlo di testicolo che solo occasionalmente tende a risalire in addome abbandonando la sua sede scrotale) possono essere assenza o deficit di spermatogenesi con conseguente ipofertilità da adulto del soggetto e, più raramente, degenerazione tumorale del tessuto testicolare.

Quando il problema si evidenzia sin dalla nascita, il momento considerato generalmente migliore per intervenire è tra i sei mesi di vita e i 18 mesi, due anni, ma anche fino ai quattro anni si potrebbe attendere. Oltre i quattro anni, il rischio di conseguenze negative per la funzionalità testicolare aumenta, però, sempre che il testicolo in questione sia costantemente ubicato in una zona dove la temperatura è eccessiva, cioè all’interno dell’addome.

Un caro saluto, Daniela