Encopresi

 

Buongiorno dottoressa,

 

vorrei un consiglio e alcune informazioni su quello che ritengo un disturbo del mio bambino. Mio figlio ha compiuto da qualche giorno 7 anni, è un bimbo sano senza grandi problemi di salute e apparentemente sereno.

 

Il problema è che da gennaio saltuariamente, in seguito ad una influenza intestinale e in coincidenza con il rientro a scuola, segnato da un cambio di insegnante, il bambino ha cominciato a perdere piccole quantità di feci nelle mutandine. Lì per lì pensavo che fosse ancora un problema legato al virus intestinale e quindi gli ho somministrato dei fermenti lattici.

 

Però la cosa si è ripetuta più volte, diciamo circa una volta a settimana. Ho consultato il suo pediatra che mi ha consigliato di non dare troppo peso alla cosa e di cercare di capire se il bambino stesse passando un periodo di stress.

 

Preciso che il suo inserimento in prima elementare non è stato facilissimo anche perché ha incontrato una maestra molto severa e alcune volte molto sgarbata nei confronti dei bambini.

 

A livello didattico non presenta grandi problemi anche se circa un anno fa ha terminato una terapia logopedica durata qualche mese per un lieve ritardo del linguaggio (cosa che ha influito molto sul giudizio che questa maestra dava sul bambino).

 

Il bambino è molto emotivo e a detta delle insegnanti un po’ insicuro. È riuscito a stabilire un rapporto buono con l’altra insegnante che è molto più affettuosa e coccolona. La supplente che ha sostituito la maestra ha stabilito subito un buon rapporto coi bambini e non so se è una coincidenza, in questo clima scolastico più sereno il bambino per qualche mese non ha avuto più problemi.

 

Al rientro circa un mese fa della prima insegnante ha ricominciato a presentare questo problema. Mi chiedo se sto sbagliando qualcosa nell’educazione e come posso aumentare la sicurezza nel mio bambino.

 

Volevo anche precisare che il bambino va di corpo abbastanza regolarmente e senza particolari problemi e che se gli chiedo come mai non riesce a contenersi non riesce a darmi una risposta ed è molto evasivo.

 

Qual’è il giusto atteggiamento che devo avere? La ringrazio tantissimo.

 

 

 

 

Le funzioni intestinali risentono enormemente dell’emotività, dell’ansia e delle tensioni nervose, quindi niente di più facile che l’ansia che viene al tuo bimbo al cospetto della nuova maestra gli dia uno stimolo ad andare di corpo molto urgente che lui, ovviamente, trattiene perché si vergogna di dire alla maestra che deve andare in bagno.

 

Ma la spinta sotto stimolo emotivo è più forte della sua volontà e il bambino si sporca perché non riesce a trattenere quella piccola quantità di feci che avrebbe urgenza di eliminare. Penso che dovresti parlare molto francamente con la maestra del problema del tuo bimbo in modo da sensibilizzarla di più visto che da sola non sembra essere capace di capire il problema.

 

Contemporaneamente dovresti spiegare al bambino che quando ha necessità è normale chiedere alla maestra di andare in bagno e che non c’è nulla di cui vergognarsi visto che si tratta di bisogni più che fisiologici e che nella scuola i bagni servono a posta per questo. Ancora, dovresti sincerarti che il bimbo, prima di andare a scuola, abbia svuotato l’intestino e se va di fretta e ha bisogno di più tempo per questa funzione, che uno stato particolarmente ansioso può accelerare ed esacerbare, dovresti svegliarlo prima affinché possa avere il tempo di fare colazione lentamente come si conviene e non di corsa.

 

Nello stesso tempo dovresti capire se, per caso, soffra di colite, magari dopo avere bevuto il latte e se il problema, magari, pur essendo prettamente di origine nervosa, non si presenta quando al posto del latte beve te o orzo o altro come latte senza lattosio oppure latte vegetale. Indipendentemente da tutto, infine, bisogna lavorare su emotività ed insicurezza e questo lo si può fare con l’aiuto di uno psicologo se ne senti la necessità, oppure facendo fare dello sport al bambino, del teatro, cimentandolo nella musica e nell’apprendimento in modo ludico e non severo o troppo normativo di uno strumento musicale, inserendolo in un coro e così via.

 

Insomma, cercando di lavorare sulle sue qualità migliori, sulle sue eccellenze, sulle sue predisposizioni piuttosto che puntare il dito sulle sue fragilità.

 

Un caro saluto, Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.