Effetto stimolante del mare sui bimbi

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Gent.ma dott.ssa,

io e mio marito abbiamo trascorso 3 settimane consecutive al mare (due sulla riviera romagnola, una in sicilia) col nostro bimbo di 25 mesi, e man mano che i giorni passavano abbiamo notato una progressiva riduzione delle sue ore di sonno, tanto di pomeriggio che durante la notte. Il nostro bambino è abituato ad addormentarsi da solo nella sua stanza e abbiamo mantenuto una simile situazione anche in vacanza (letto e stanze separate); inoltre da quando ha iniziato a dormire tutta la notte, e cioè da più di un anno a questa parte, non si è mai svegliato, mentre in vacanza è capitato (al suono di "mamma, coccole!", detto col tono di chi chiede un bicchier d’acqua, cioè senza pianti).

Ora che da qualche giorno siamo rientrati, il piccolo Davide sta faticando non poco a riprendere le sue abitudini, si oppone strenuamente al sonnellino pomeridiano che pure in vacanza accettava normalmente e cerca di prolungare il più possibile il momento di andare a letto la sera (che noi non abbiamo modificato se non di pochissimo neppure in vacanza, e cioè tra le 21.30 e le 21.45). Inoltre durante il giorno appare spesso abbattuto, stanco, si lamenta in continuazione e la frase "mamma, coccole!" (ma pronunciata piagnucolando) viene ripetuta a volte anche ogni due minuti.

Davide non va al nido e le coccole non gli sono certo lesinate perché piacciono anche a me, inoltre io, essendo insegnante, non ho ancora ripreso a lavorare a pieno ritmo, mentre mio marito sì, il che credo possa spiegare in parte il suo umore un po’ depresso (del resto, anche per gli adulti il rientro dalle vacanze non è certo un momento esaltante e si fatica sempre un po’ a ingranare nuovamente): è passato da situazioni stimolanti e sempre nuove, da tante occasioni di divertimento con entrambi i genitori presenti, alla routine di sempre, in cui pure ci sforziamo in ogni modo di coinvolgerlo in esperienze allegre (uscite ai giardinetti, contatti con altri bimbi ecc.)
Quello che vorrei sapere da Lei è se è effettivamente vero, come si credeva un tempo, che il mare abbia un effetto sin troppo stimolante per i bambini, che possa renderli più nervosi e, appunto, arrivare a ripercuotersi anche sulle ore di sonno, nonché se è frequente che i bambini fatichino ad accettare il ritorno alla normalità una volta rientrati.

Come dovremmo comportarci, ora e in futuro, secondo lei?

Grazie anticipatamente per la Sua risposta, che sono certa mi aiuterà come è già accaduto in passato.

Molti saluti,
Valentina Giannini

Il mare, è risaputo, stimolando la funzionalità tiroidea a causa dello iodio presente nell’aria che vi si respira, può, in determinati soggetti o circostanze, provocare eccitabilità, insonnia e via discorrendo… ma l’effetto è comunque soggettivo e i bambini in particolare, di solito, ne traggono più benefici che inconvenienti a causa del miglioramento dell’umore dovuto alle molte ore trascorse alla luce del sole non protetti dai vestiti come in montagna, al piacere di sguazzare nell’acqua fresca, di giocare a lungo con coetanei e genitori, all’attività motoria incrementata, ecc., ecc.

Pertanto è più facile pensare che sia il cambiamento di ambiente e di stile di vita ad avere alterato un po’ l’umore e la tranquillità del piccolo dovuta anche alla routine acquisita nei mesi che hanno preceduto le vacanze. Per un bimbo piccolo tre settimane di vacanze sono poche: meglio di niente, certo, ma non sufficienti per acquisire nuove abitudini e sentirsi "a casa propria" anche in ambiente diverso. Perché ciò avvenga sarebbe necessaria la lunga villeggiatura, magari a casa dei nonni, mare, campagna o montagna che sia, della durata di tutta una estate, non di poche settimane!

Ma purtroppo gli attuali ritmi di vita e i problemi lavorativi dei genitori rendono queste esperienze ormai quasi impossibili per la stragrande maggioranza dei bambini di tutte le età, sicché la sindrome da stress da vacanza e da rientro, osservabile anche in tenera età. Il bimbo, chiedendo in modo pressante coccole e attenzione, esprime il bisogno di essere rassicurato e, aiutato dalla presenza e dalla vicinanza della mamma, il bisogno di elaborare positivamente tutte le emozioni vissute durante la vacanza. Per aiutarlo ad attraversare questo momento delicato la tua presenza accanto a lui sarà preziosa. Con le parole e i tempi giusti lo aiuterai, da un lato a rivivere alcuni momenti belli dei giorni trascorsi al mare e dall’altro a immergersi gradualmente nella nuova realtà autunnale e casalinga facendogli riscoprire alcune piccole abitudini o luoghi familiari, rendendogli piacevole la sua cameretta, giocando molto assieme a lui proprio in questo ambiente e facendogli riprendere gradualmente le buone abitudini con una vita molto regolare e organizzata.

Naturalmente, affinché le buone abitudini non siano completamente modificate in autunno, dovrà continuare a stare molto tempo fuori casa e all’aria aperta, almeno finché la stagione lo permetterà e dovrai cercare di non fargli mai mancare l’attività fisica anche se le giornate si accorceranno velocemente. Detto tutto ciò, ricorda sempre che il bimbo si trova nei famosi, difficili, due anni, con tutto il bagaglio di ansie, capricci e contraddizioni che  questa fase di crescita psicologica comporta e di questo, con santa pazienza, dovrai tenere conto per almeno un annetto se non di più!

Un caro saluto, Daniela

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