Educazione dei figli e frutta a merenda

Salve,

ho una curiosità/esigenza di sapere come e quando si inizia a dare regole e limiti ai figli e quando si inizia ad educarli. Vorrei potergli infondere autostima e stimolarlo, ma allo stesso fargli capire che esistono i no. Mio figlio ha 6 mesi e mi rendo conto che è presto.

Inoltre vorrei chiederle se faccio bene a dargli fino a 130 gr di frutta frullata alla merenda del mattino e dopo prende il latte al seno perché non è sazio. A pranzo si mangia poi la pappa (brodo vegetale 200 ml, 4 cucchiai di crema di mais e tapioca, 1/2 liofilizzato e olio). Per il resto latte materno che è abbondante. Posso aumentare la frutta, se non si può perché fa male darne troppa? Troppe fibre?

La ringrazio molto ancora una volta

Mariangela


La nascita di un bimbo non coincide con la fine di una gestazione ma solo con la fine della prima parte della gestazione, chiamata anche endogestazione. Da quel momento inizia la seconda fase, quella dell’esogestazione, che dura più o meno lo stesso periodo, quantomeno finché il bimbo non inizia a camminare e a volersi piano piano staccare dalla mamma.

Nell’esogestazione, le braccia di mamma sostituiscono le pareti uterine, il capezzolo sostituisce il cordone ombelicale, il latte che dal capezzolo fluisce copioso sostituisce il sangue che nutriva il feto in utero, ma per il resto, le carezze di mamma sono le stesse che il bimbo avrà senz’altro conosciuto quando ti accarezzavi il pancione immaginandoti di accarezzare il bimbo, la voce è la stessa che gli aveva tenuto compagnia nei mesi precedenti e se qualcosa di nuovo c’è sono gli occhi e la magia dei lunghissimi sguardi tra madre e figlio nei quali i piccoli, solitamente, si perdono come in un oceano di dolcezza senza accusare il minimo imbarazzo.

È attraverso tutti questi veicoli d’amore che il bimbo impara ad avere fiducia nel mondo; è attraverso l’esperienza di essere accolto, ascoltato e capito nei suoi bisogni più intimi che egli capisce che il mondo dove è stato catapultato gli ha fatto spazio e lo ama; è attraverso questa esperienza di accoglienza e di amore che crescerà la fiducia in se stesso.

Ma un bel giorno sarà necessario che anche questo periodo magico abbia fine: succederà piano piano, quando il bimbo inizierà a capire che è una cosa a sé e non più parte integrante e indistinguibile di quelle braccia che lo hanno protetto e contenuto, così come anche la mamma diventerà qualcosa di diverso da lui.

In quel momento e non prima, la mamma e i genitori dovranno aiutarlo a "costruirsi", a capire chi è, a tirare fuori da lui le migliori potenzialità, dovranno iniziare una nuova fase educativa che permetta alla crisalide di diventare farfalla in un mondo fatto anche di regole, di consuetudini, di bene e di male, di bello e di brutto. Ma nel tuo caso c’è ancora tempo e sarà proprio il bimbo a farti capire quando dovrai cominciare questo cambiamento di atteggiamento.

Naturalmente il tutto non avverrà da un momento all’altro e già ora potrebbero verificarsi piccole impuntature, piccoli capricci a richiesta delle prime regole, ma saranno tanto meno e tanto più gestibili quanto più avrai saputo da subito organizzargli la vita in modo regolare ed avrai saputo creargli delle abitudini.

Il bagnetto alla stessa ora o la passeggiata sempre della stessa durata e anche lei alla stessa ora permettono, infatti, una più facile creazione della memoria dei fatti e con la memoria anche l’abitudine e con l’abitudine anche la capacità del bimbo di aspettarsi quel determinato avvenimento a quella determinata ora della giornata: in questa aspettativa risiede la capacità di rappresentazione mentale dell’avvenimento e questo non è altro che apprendimento.

Apprendimento con i "sì", cioè facendo succedere quello che il bimbo ha imparato ad aspettarsi e a desiderare, cioè apprendimento con le gratificazioni, che è altra cosa dall’apprendimento con i "no", che arriverà in un secondo momento.

Per quanto riguarda la frutta: mi sembra sufficiente la quantità che stai dando e nessun problema se dopo vuole anche il tuo latte. Aumentarla non vedo molto il motivo: non fornisce così tanti nutrienti indispensabili da rischiare un po’ di mal di pancia, ma se proprio gli piace, con buon senso, aumentala un pochino: ti accorgerai tu stessa quale è la quantità massima sopportata.

Comunque, finché il bimbo viene allattato al seno, è normale che lo cerchi anche dopo avere mangiato a sazietà, soprattutto frutta e non è sempre per fame ma per desiderio di tetta, quindi è molto probabile che si comporterebbe così anche con una razione doppia di frutta.

Un caro saluto,

Daniela