Disturbi del sonno

 

Gentile dottoressa,

mi rendo conto che l’argomento è trito e ritrito, ma purtroppo non so più a chi chiedere consiglio. Sono la mamma di un bimbo di diciotto mesi estremamente vivace e curioso, insensibile alle regole (certamente per colpa nostra) che mostra di capire tutto ma che ancora non dice altro se non mamma e papà e vocali varie per indicare se stesso, gli zii ed i nonni.

Abbiamo inserito nostro figlio all’asilo da settembre per scelta, ma l’inserimento è stato molto difficoltoso perché lui ha smesso di piangere soltanto poco prima di Natale, quando aveva iniziato anche a mangiare lì.

Ora sono circa due settimane che al distacco piange, poi però si calma subito, ma non è più così socievole con gli altri bimbi. Vuole stare sempre con la insegnante, che è anche la sua baby sitter per tre pomeriggi a settimana e non mangia niente se lo si lascia a mensa.

Lui sta davvero poco con me perché io dopo il suo sonnellino pomeridiano (si sveglia intorno alle quattro) esco per andare al lavoro e torno a casa verso le sette. Considerato che lui alle nove e mezza è a nanna il tempo che passiamo insieme è proprio poco.

Purtroppo da circa un mese lui dorme tranquillo nel suo lettino (ma si addormenta nel lettone) solo per un paio d’ore, poi inizia a lamentarsi e va avanti così per tutta la notte. Non si sveglia o quanto meno raramente apre gli occhi, ma per tutta la notte si lamenta, è evidentemente agitato visto che si rotola da un parte all’altra; a volte lancia degli urletti, prende il ciuccio e lo sputa di continuo.

Tutto questo avviene nel lettone perché dopo un po’ che tento di rassicurarlo lo porto da noi, ma non cambia niente. Addirittura stanotte si è messo in ginocchio e sembrava volesse alzarsi in piedi e poi è crollato di nuovo.

Tempo fa ha avuto un problema di reflusso e per questo il pediatra, dietro mia sollecitazione in effetti, ha consigliato di ricominciare la cura con il Ranidil, ma seppure sono solo due giorni di cura, dopo stanotte io sono molto in confusione e credo che il vero problema sia un suo disagio probabilmente dovuto alla lontananza da me. Può immaginare quanto questo mi faccia sentire in colpa e inadeguata.

Dimenticavo di dirle che durante la giornata è certamente molto più nervoso e insofferente e che questo è un cambiamento visto che lui è sempre stato molto sorridente e socievole. Tra l’altro ha ricominciato a darmi botte quando non ottiene quello che vuole o è molto frustrato. Che devo fare?

La prego, mi aiuti.

Non è mai facile dare consigli ai genitori ed è ancora più difficile quando si tratta di inquadrare il o i motivi di alcuni comportamenti di un bambino di questa età. Questo argomento potrebbe essere trattato in modo più esauriente da uno psicologo piuttosto che da un pediatra. È chiaro, e lo hai capito tu stessa, che il fatto di stare così poco tempo assieme al tuo bimbo in una età delicata come il secondo anno di vita non agevola né la comprensione del o dei problemi che può manifestare il piccolo né la comunicazione che ci dovrebbe essere tra mamma e figlio, però io penso che il bimbo abbia bisogno di regole e di alcuni punti fermi che possano conferirgli sicurezza.

Il primo punto fermo è quello di avere una mamma serena e sicura di sé, anche se disponibile solo per un lasso di tempo molto breve. La serenità dovrebbe derivarti dal fatto di evitare di sentirsi in colpa per le sue assenze se sono giustificate e inevitabili e dalla certezza di amare profondamente il tuo bambino. La sicurezza in te stessa dovrebbe derivarti dalla capacità di fare una scala di valori precisa e di saper dare delle priorità in ogni momento della vita in base al problema che di volta in volta si presenta.

Infine, dovresti avere maggior fiducia anche nelle potenzialità del bimbo, nella sua intelligenza e cioè nella sua capacità di far fronte alla realtà e di adattarsi, anche lui, alle circostanze.

L’educatrice, che è anche la sua baby sitter, dal canto suo, dovrebbe lavorare molto sulla integrazione del bimbo nel gruppo degli altri bambini (anche se prima del secondo anno non è semplice visto che il linguaggio non è ancora sviluppato) ed evitare, dato che il suo è, in un certo senso, un rapporto privilegiato con il bimbo, di essere troppo comprensiva e troppo "chioccia" semmai lo fosse.

Tu potresti, forse, modificare un po’ le abitudini del bimbo facendo in modo che il sonnellino pomeridiano sia più breve, oppure cominci prima, in modo da avere il tempo di stare un po’ di più con il bimbo di pomeriggio e il sabato e la domenica, ovviamente, recuperare il tempo non dedicato al bimbo durante la settimana stando molto con lui, giocando con lui e coccolandolo pur senza viziarlo.

Per quanto riguarda il sonno agitato del bimbo: se non si sveglia quando si lamenta, non tormentarti troppo, non prenderlo nel lettone e lascialo nel suo lettino. Abitualo ad un oggetto transizionale che può essere per lui consolatorio e che potrà portare con sé all’asilo. Cura molto il momento dell’addormentamento e anche del risveglio, così come quello della pappa serale che, da come ho capito, sono i pochi momenti durante i quali puoi stare un po’ più a lungo con lui. Nell’economia della giornata, fai in modo che quei pochi momenti che puoi trascorrere con lui siano interamente dedicati a lui, trovando il modo, magari, di preparare la cena e di occuparti della casa in altri orari e cerca di giocare molto con lui incoraggiandolo e lodandolo ogni volta che noti un suo progresso.

Non fare troppo caso se mangia poco all’asilo: recupererà negli altri pasti della giornata e col tempo imparerà a cavarsela da solo senza avere sempre bisogno di chi lo imbocca. Il bimbo va incoraggiato a sentirsi più sicuro di sé e dell’affetto della sua mamma.

Coinvolgi e responsabilizza anche il papà a sostituirti ogni tanto durante le tue assenze e, se puoi, cerca di individuare un bimbo nel reparto frequentato dal tuo che possa andare d’accordo col tuo e anche tu con la sua mamma per organizzare ogni tanto un incontro anche fuori dall’asilo in modo da poter iniziare una amicizia un po’ più privilegiata rispetto alla massa di tutti gli altri bambini dell’asilo.

Lavora, quindi, sulla qualità della relazione che si sta creando tra te e il bimbo e sulla comunicazione e socializzazione del piccolo. Non lo viziare per tacitare i tuoi sensi di colpa ma piuttosto cerca di superarli con una buona autoanalisi.

Un caro saluto, Daniela