Difficoltà nello spannolinamento: consigli?

Gentilissima dottoressa Daniela,
dopo essere ricorsa varie volte al suo parere, lo faccio nuovamente perché lo ritengo prezioso.
Ho letto nelle sue risposte alcune che si avvicinano al nostro problema, ma con sfumature diverse.
Mia figlia Teresa, di due anni e mezzo, circa due mesi fa ha smesso l’uso del pannolino in maniera tranquilla, volontaria, autonoma e velocissima. Nel giro di una settimana ha perfettamente  compreso il "meccanismo pipì", tant’è che non vuole più il pannolino nemmeno per la nanna del pomeriggio.
Altro discorso per la cacca: ha un blocco, credo psicologico, totale. Non è ancora riuscita a farla una volta nel wc o vasino. Come sente lo stimolo, chiede di andare in bagno, ma poi si irrigidisce, inizia a piangere e non c’è verso di sederla sul wc. Con il risultato che tre minuti dopo le scappa nelle mutandine (e scatta altro pianto inconsolabile).
Abbiamo veramente fatto innumerevoli tentativi: con me, col papà, con la nonna, con il fratellino, da sola, con un libro, un gioco, lusingandola, promettendo, rassicurando, a volte provando ad essere più rigidi….ma soprattutto assecondandola in tutto: solo ieri ho contato in un’ora e mezza 14 chiamate  e corse in bagno, oltre a non so quanti cambi.
Mi dispiace davvero tanto vederla così spaventata, e non so come fare ad aiutarla.
Oltretutto, se al tempo da impegnare in casa non bado, la cosa sta diventando un po’ "invalidante" fuori casa, perché non sempre ho la possibilità di un luogo dove lavarla e cambiarla per non lasciarle l’orribile sensazione di sporco.
Infine, ho già anche provato a fare un passo indietro, e cioè riproporle il pannolino, almeno per fare la cacca (suo fratello ha fatto per parecchio tempo così), ma non ne vuole sapere, urla alla sola vista.
Confido davvero in un suo consiglio, perché mi pare che più passa il tempo più Teresa sia spaventata da questa cosa.
Grazie, la saluto calorosamente,
Marika

Cara Marika,
il sentimento di ambivalenza che provano i bimbi nel periodo dell’acquisizione del controllo sfinterico è complesso e a volte lungo da superare, ma è pur sempre un passaggio che rientra nella normalità e come tale va vissuto dagli adulti e fatto vivere ai bambini. Quindi lascia che la bimba si metta d’accordo con se stessa da sola e non la pressare facendole capire che ti aspetti grandi cose da lei e che hai fretta che queste cose avvengano.
In fondo ha solo due anni e mezzo e alla sua età ha già ottenuto un ottimo controllo delle urine: questo ti dovrebbe bastare per ora.
Comunque prova a metterla sul vasino all’ora in cui sai che di solito sente il bisogno di andare di corpo. Evita il wc che ingoia la cacca inesorabilmente senza che la bimba possa avere la sensazione di poter continuare a controllare le sue feci anche dopo averle emesse.
Nel vasino resteranno lì dove le avrà fatte e sarà ancora padrona di guardarle, farle buttare, spostare il vasino, aiutare la mamma a buttarle via ecc. ecc.
Per di più, il fatto di metterla sul vasino prima che abbia lo stimolo impellente, permette alla bimba di concentrarsi sulla funzione sfinterica sin dall’inizio imparando a controllarla sia nel senso di trattenerla sia nel senso di espellerla e magari, nonostante non sia neanche bello dirlo o scriverlo, di guardarla mentre la sta facendo.
Per di più, la posizione assunta dalla bimba seduta sul vasino, accovacciata e con le ginocchia più alte rispetto al bacino, favorisce lo svuotamento dell’ampolla rettale tanto che è consigliata nei soggetti che soffrono di stitichezza. È importante anche che la pianta dei piedi trovi appoggio sul suolo, cosa che non succede quando i bambini siedono sul water. È un po’ la differenza che c’è tra partorire accovacciati o in posizione tradizionale con le gambe sollevate. Divertiti, magari, quando puoi, a fargliela fare accovacciata dietro ad un cespuglio.
Se la metterai sul vasino anche senza che lei esprima lo stimolo, almeno inizialmente, se la bimba lo accetta, lasciala pure un po’ di tempo da sola con qualche giochino e non starle davanti ad aspettare, non pressarla, non concentrare la sua e la tua attenzione su questo problema. Molte ambivalenze fisiologiche e tipiche di un periodo di crescita e maturazione psicologica e affettiva si somatizzano nella funzione sfinterica che, quando disturbata, può evidenziare anche conflitti nel rapporto con la madre, quindi, più attenzione metterai sul problema, qualsiasi sia il tuo atteggiamento autentico o recitato davanti alla bimba, più evidenzierai le ambivalenze senza risolverle. Non insistere sull’opportunità di non sporcarsi più, sul senso di sporco che le feci esprimono, sul cattivo odore, ecc.: i bimbi piccoli non hanno ancora il senso di disgusto o ribrezzo davanti alle feci e non devono essere gli adulti a suscitarlo, altrimenti la vergogna indotta contribuirà ad alimentare le ambivalenze e i bambini privilegeranno la funzione di trattenere rispetto a quella di lasciare andare. Delega al tempo e alla natura un po’ di quello che tu ritieni essere un tuo specifico ruolo influente sul problema e, se avessi una particolare tendenza al perfezionismo e a tenere tutto sotto controllo, cerca di imparare a mollare, ogni tanto, la presa. Vedrai che alla fine dell’estate il problema si risolverà.
Un caro saluto,
Daniela