Difficile abituarlo al cucchiaino, come fare?

Buongiorno dott.ssa,

Le scrivo ancora per Federico che compirà 6 mesi il 26 dicembre (pesa 8 kg). È ormai allattato artificialmente da più di un mese e, secondo le prescrizioni del pediatra all’ultimo controllo, avrei dovuto iniziare la pappa a pranzo più di 15 giorni fa. Dico avrei dovuto perché proprio non ci riesco: Federico non ne vuole sapere della pappa, anzi del cucchiaino.

Ho provato col brodo e creme, ma niente. Con la frutta la bocca si trasforma in cemento; e con le pappe lattee altrettanto. Sentito il pediatra, mi ha consigliato di lasciar perdere per un po’, e cosi ho fatto, ma ad oggi, ancora niente. Nel biberon del pranzo gli aggiungo un paio di cucchiaini di farina di riso o mais e la beve, ma della pappa e cucchiaino niente (al cucchiaino con le goccine di adisterolo e fermenti lattici però spalanca la bocca!)

Io davvero non so più cosa fare.. Lui già non è un mangione: di 5 poppate (8.30; 12.30; 16.30; 20.30; 23.00) da 180 che preparo, quella di prima mattina è una lotta e ne beve 150, le altre più o meno le finisce, mentre quella delle 23 la fa dormendo e non va oltre 150 ml.

A questo punto Le chiedo: esistono modi o trucchi per fare in modo che la sua bocca si apra alla pappa come si apre alle gocce?

Altro problema, l’orario delle poppate: la mattina prima delle 8.30 proprio non riesco a farlo bere, anzi già a quell’ora è una lotta impari tra me e lui (impari perché poi vince sempre lui…) e quindi mangiando ogni 4 ore, finisce che l’ultima la fa alle 23.30 dormendo. Non so a questo punto se sconvolgergli ancora gli orari o lasciare tutto così.

Come ogni volta che Le scrivo mi sono dilungata, ma non riesco a fare diversamente per cercare di essere chiara.

La ringrazio infinitamente della pazienza.

La saluto caramente

Giulia



 

Prova a togliere il concetto di lotta al momento di alimentare il bimbo e cerca di ricominciare da capo: mattina latte più due biscottini o, meglio ancora, un cucchiaino di biscotto primi mesi e uno di mais o tapioca o di crema di riso; iniziando la poppata attorno alle 8,30, suppongo che la finisca verso le otto e tre quarti, nove, quindi, fino alle 12, 12,30 non darei nulla; alle 12,30 proverei con la pappa, magari una prima metà nel biberon con tettarella a buchi allargati e, al limite, con un pizzico di zucchero; verso le 15,30-16 darei soltanto della frutta omogeneizzata provando, questa volta, con il cucchiaino, dopo avere messo il bimbo nel suo seggiolone assieme ai suoi giochi, le sue marionette e via discorrendo.

Ma tu devi presentarti con il sorriso, non con l’aria di sfida né tantomeno prevenuta e la punta del cucchiaino deve sfiorare le labbra del bimbo, non crecare di aprirle per forza. Il bimbo deve e ha il diritto di poter assaggiare quanto gli viene proposto prima di decidere se accettare o meno e ha il diritto di decidere se accettare o meno le novità che gli vengono proposte.

Se anche dovesse accettare soltanto due cucchiaini e poi stancarsi, non insistere: il resto può essere tranquillamente dato con il biberon diluito con un po’ di acqua (la frutta intendo), oppure bevuto direttamente da un bicchiere. Assecondalo il più possibile fino alla fine di tutte le festività, cioè fino a sei mesi e mezzo circa e considera un progresso importante ogni minimo cucchiaino in più invece di scoraggiarti se non si comporta come vorresti o come ti aspetteresti.

Dopo la merenda, a cena darai nuovamente latte e un po’ di cereali e se l’ultima poppata diventa difficoltosa causa sonno, eliminala e aumenta un po’ il latte degli altri biberon, compreso il pomeriggio. Se il bimbo si accontenterà di 4 pasti anziché 5, iniziando, magari, un po’ prima la mattina e dandoli ad intervalli di 4 ore, sarà tutto di guadagnato per tutti.

Non fissarti sui rifiuti del bimbo, che deve maturare piano piano una nuova coordinazione motoria imparando ad aprire la bocca per accettare un qualcosa di duro come il cucchiaio, a non succhiare più, ad abbassare la lingua invece di premerla verso l’alto per comprimere la tettarella e a deglutire del cibo che non è più completamente liquido come prima e non gli arriva più direttamente in gola come succedeva con il latte.

A tutti questi cambiamenti aggiungi i nuovi sapori della minestrina e capirai che, magari, per il bimbo che non ha ancora compiuto sei mesi, sono un po’ troppi tutti questi cambiamenti messi assieme.

Un’altra piccola furbizia potrebbe essere quella di abituarlo al cucchiaino proponendogli una farina lattea dolce anziché la pappa con verdure: non dovrebbe diventare una abitudine ma potrebbe rivelarsi utile. Comunque, fondamentalmente, non perdere la tua serenità e dai il tempo al bimbo di maturare un po’ di più, non tanto rimandando la pappa a tempo indefinito, ma provando ogni giorno con piccoli tentativi rispettosi.

Se il bimbo fosse prevenuto nei tuoi confronti quando vede avvicinarsi il cucchiaio, prova a farti sostituire da qualcun altro di cui il bimbo si fida. Ma fondamentalmente pensa a goderti questo Natale in santa pace senza crearti problemi quando non esistono. Dopo i sei mesi e mezzo diventerai un po’ più insistente se nel frattempo non avrai notato progressi, perché il periodo migliore per fare accettare un nuovo sapore ad un bimbo è proprio tra i sei e i sette mesi: rimandare ulteriormente rischierebbe di aumentare l’ostinazione del bimbo ai rifiuti.

Un caro saluto,

Daniela