Da allattamento misto ad allattamento esclusivamente materno

Ho un bambino di 2 mesi.

Ho iniziato l’allattamento misto a circa 1 mese, ma il bimbo prende in prevalenza il mio latte (alla mattina posso arrivare anche a 130 ml). Ultimamente però il bambino piange e a volte rifiuta di attaccarsi. Inoltre la durata delle poppate è diminuita da 15 a 10 minuti (a volte anche 5). Sono fortemente motivata ad allattare al seno. Attualmente faccio la doppia pesata per individuare il fabbisogno di latte artificiale per ogni poppata.  Sarei tentata di togliere il latte artificiale, ma temo che il bambino cresca poco e diventi molto irrequieto come è successo nel primo mese prima di introdurre il latte artificiale.

Ho notato che più le poppate sono distanziate più latte ho. Temo tuttavia che alternando una poppata al biberon con una con esclusivamente il mio latte, questo diminuisca.
È vero che se bevo molto il latte aumenta? Come faccio praticamente a fare a meno della doppia pesata alla bilancia e a determinare la quantità di latte sufficiente?

Le chiedo gentilmente di darmi qualche consiglio mi sento molto giù perché ci tengo ad allattare.

Purtroppo la pratica dell’allattamento misto, a volte indispensabile quando il latte materno è realmente insufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali del bambino, porta inevitabilmente ad una graduale ulteriore riduzione della produzione di latte materno e soprattutto anche ad un graduale disinteresse del bambino nei confronti del seno da dove attinge latte con più sforzo e più fatica rispetto alla tettarella. Detto ciò, si può dire che l’aggiunta di latte artificiale diventa urgente e indispensabile solo quando la produzione di latte materno non raggiunge o raggiunge appena il 50% del fabbisogno del bambino.

Se supera questa quantità, un tentativo di eliminare il latte artificiale raddoppiando o comunque aumentando il numero delle poppate al seno può essere tentato senza preoccuparsi troppo della scarsa nutrizione del bambino, il cui accrescimento ponderale andrà poi valutato più frequentemente, cioè settimanalmente anziché mensilmente come di solito avviene dal secondo mese di vita in poi.

Il mio consiglio, quindi, è il seguente: in base al peso attuale del bimbo, calcola grossolanamente il suo fabbisogno giornaliero di latte in questo modo: mettiamo che il bimbo pesi 4,500 kg, calcola il 10% di questo peso, cioè 450 gr e aggiungi 250, la somma, cioè 700 gr sarà la quantità di latte approssimativamente necessaria al bimbo nelle 24 ore, poco più, poco meno. A questo punto, visto che pratichi la doppia pesata, sai quanto latte succhia dal tuo seno il piccolo e puoi valutare se la quantità raggiunge o supera la metà del fabbisogno calcolato, cioè, nel caso dell’esempio, 350 o più grammi di latte al giorno. Se così fosse, potresti tentare di offrire al piccolo solo il tuo seno, magari anche ogni due ore, in questo caso senza fare la doppia pesata che a lungo andare fa venire l’esaurimento nervoso. Alla fine di ogni poppata, se il bimbo si mostra soddisfatto e si addormenta senza difficoltà, qualsiasi quantità di latte abbia preso – quantità che non potrai sapere visto che non lo pesi –  non darai aggiunte ma resterai a sua disposizione per allattarlo nuovamente quando si risveglierà. Se il risveglio avverrà dopo due ore o più, potrai tranquillamente ipotizzare che alla poppata precedente abbia assunto almeno la metà del latte previsto per saziarlo convenientemente se non di più, quindi potrà bastare solo l’aumento del numero delle poppate, mentre se si risveglierà regolarmente prima delle due ore o, peggio ancora, se non riuscirà ad addormentarsi dopo la poppata e cercherà, piangendo, altro latte, continuando sempre a non pesarlo, potrai dedurre che la poppata sarà stata inferiore anche alla metà della quantità per lui necessaria e l’aggiunta sarà inevitabile.

Senza pesata, la quantità di latte artificiale da dare come aggiunta non può che essere calcolata ad occhio fidandosi della capacità del bambino di autoregolarsi quando si sente sazio e sarà una quantità standard corrispondente in media a poco più della metà di una poppata standard per un bambino di due mesi, cioè 60, 70 gr. Ma anche questo avrai imparato a capirlo dal momento che pratichi già l’allattamento misto.

Come fare a produrre più latte?

Alimentazione equilibrata ricca di proteine, vitamine e sali minerali ma non necessariamente molto più abbondante rispetto a quanto eri abituata a mangiare prima della gravidanza: diciamo che i consigli dietetici che ti sono stati forniti dal ginecologo nell’ultimo trimenstre di gravidanza sono applicabili anche al primo trimestre di allattamento visto che in questi ultimi 5 mesi feto e neonato crescono mensilmente nello stesso modo e alla stessa velocità e hanno quindi bisogno dello stesso nutrimento, sia che derivi dalla placenta che dal latte. Per quanto riguarda i liquidi in più da assumere giornalmente: essi devono corrispondere a quelli persi con l’allattamento più una quantità fissa di circa 200 gr. Pertanto, almeno un litro in più o poco meno al giorno, oltre ai liquidi che beve normalmente un giovane adulto della tua età, compresi quelli inclusi in minestre, frutta e verdura, deve essere assunto e per ricordarsene basta bere un bicchiere di acqua o altri liquidi prima o dopo ogni poppata, anche se non si ha sete.

Il latte è un ottimo alimento, apportatore di proteine nobili, calcio, sali minerali, zuccheri e liquidi, ma non è necessario eccedere: il latte di per sé non porta latte in quanto tale ma in quanto buon alimento e per di più, se assunto in eccesso, può rendere il latte materno troppo grasso e ricco di sostanze che a lungo andare possono creare intolleranza. Pertanto bastano una buona tazza la mattina e una porzione di formaggio in uno dei due pasti principali. Nella alimentazione di una nutrice, poi, non devono mai mancare i cereali. Inoltre puoi assumere le tisane galattagoghe, i semi di finocchio e i finocchi in quantità. Devi poi praticare una leggera attività fisica tutti i giorni – basta passeggiare –  per regolarizzare la circolazione corporea e la pressione sanguigna che non deve mai essere bassa ma sempre nei limiti della norma, devi dormire bene anche se fatalmente meno di prima a causa delle poppate ma devi assolutamente ritagliarti anche durante le ore diurne dei momenti di relax durante i quali "staccare la spina" e rilassarti in posizione sdraiata. Sonno e posizione sdraiata, infatti, stimolano la funzione ipofisaria e la produzione di prolattina.

Le poppate al seno, inoltre, devono essere a frequenza regolare, con intervalli non più lunghi di tre ore, tre ore e mezzo. Consigliandoti anche con il tuo medico, inoltre, potresti provare ad assumere il peridon due volte al giorno. Si tratta di un farmaco procinetico che favorisce lo svuotamento gastrico ma che, però, ha un effetto di stimolo sulla secrezione di prolattina e non è dannoso per il bambino tanto è vero che si utilizza anche nei bambini in caso di reflusso gastro esofageo. A mio avviso, tutto quello che puoi fare per recuperare un allattamento al seno è questo, a costo anche di accontentarsi di una crescita mensile più scarsa del bimbo rispetto alle famigerate tabelle di accrescimento e ai percentili. Ma puoi accettare anche una crescita ponderale inferiore a condizione di avere un bimbo sostanzialmente tranquillo e soddisfatto e non affamato cronico, altrimenti l’aggiunta sarà necessaria se non inevitabile.

Ricorda che nella valutazione della crescita corretta di un lattante il peso è importante tanto quanto il suo accrescimento in lunghezza e che, più che i grammi acquistati mensilmente, è bene valutare lo stato generale di nutrizione del bambino, che può essere buono anche quando l’accrescimento mensile è inferiore alle aspettative e alla tabelle.

Un caro saluto, Daniela