Cura data telefonicamente e consiglio vaccinazione

 

Buonasera dottoressa Daniela,

avrei bisogno del suo consiglio perché il mio bambino di quattro anni e mezzo da quando è ricominciata la frequenza all’asilo si e ammalato continuamente in pratica sta una settimana a casa con febbre a 38 e tosse e raffreddore con forte congestione nasale e come guarisce e rientra all’asilo resista tre massimo quattro giorni e poi si riammala di nuovo, nell’episodio precedente a questo ultimo il pediatra aveva visto durante la visita che aveva lo streptococco a alla gola senza fare il tampone perché ha detto che era evidente dalla lingua a fragola e ci ha dato augumentin sciroppo antibiotico per 10 giorni oltre alla solita tachipirina e argento proteinato.

Il bimbo e guarito dovevamo fare il tampone di controllo ma nel frattempo il bimbo e rientrato all’asilo e si è ammalato di nuovo ad oggi sono quattro giorni che è a casa la febbre è scesa a 37,2 37.5 il bambino è un po’ provato perché non respira bene il pediatra ci ha dato il RINOCLENIL spray 2 spruzzi per narice 2 volte al giorno.

Vorrei sapere se visto che non lo abbiamo mai usato prima se per evitare problemi è opportuno usare questo visto che il dottore ce lo ha dato telefonicamente oppure se possiamo usare l’avamys se è indicato, che abbiamo già usato l’altro anno consigliato da Lei e dal pediatra privato perché il bimbo sempre a causa di raffreddori ricorrenti aveva sviluppato un ingrossamento alla adenoidi che poi con l’uso dell’avamys e l’arrivo della buona stagione si è risolto.

Vorrei sapere anche se il tampone va fatto lo stesso visto che dovremmo farlo domani e se posso fare un ‘altra domanda se considerando che il bimbo ha un div piccolissimo non significativo emodinamicamente tanto che al controllo annuale ci hanno detto di prendere appuntamento fra due anni se secondo il suo parere devo vaccinarlo contro l’influenza A e quella stagionale.

Vorrei tanto la sua opinione sia come competente medico che anche come persona saggia ed equilibrata io voglio proteggere al meglio il mio bambino ma sinceramente non so come comportarmi, anche perché non so se è normale che si ammali dopo solo tre quattro giorni di frequenza o magari ha il sistema immunitario un po’ depresso e andrebbe aiutato con qualche rinforzante magari naturale.

MI rendo conto di aver posto tanti quesiti , ma la prego sia cosi cortese da rispondere avrei proprio bisogno del suo competente consiglio.

In attesa della sua risposta la saluto con affetto e la ringrazio tanto per il suo prezioso aiuto,

Regina.

L’Avamys è sempre, comunque, un cortisonico che si può somministrare per spray nasale ma viene riservato a soggetti francamente asmatici o sofferenti di forti riniti allergiche: non credo che il tuo bimbo rientri in questa categoria. Però, se lo hai già in casa, potrà andare ugualmente bene al posto del rinoclenil.

Probabilmente il bimbo ha una carenza transitoria di immunoglobuline A unita alla inevitabilità di frequenti e ricorrenti episodi infettivi o catarrali in età prescolare. Se puoi, tienilo a casa per un periodo un po’ prolungato, diciamo tre settimane, tanto per farlo riprendere un po e dargli modo di rinforzare in modo naturale le sue difese immunitarie sicuramente indebolite da ricadute così frequenti e, quando si dovesse nuovamente ammalare, cerca di tenerlo a casa un po più a lungo anche dopo la completa guarigione.

Un secondo tampone faringeo dopo la terapia antibiotica, a mio parere, sarebbe superfluo se la terapia stessa è stata adeguata sia come scelta dell’antibiotico sia come durata e questo perché se anche si dovesse sviluppare nuovamente lo streptococco, in assenza di sintomi quali febbre, tonsillite, mal di gola, ecc., non sarebbe indicato un nuovo ciclo di antibiotico, farmaco che si consiglia solo in fase di malattia acuta conclamata e non nei bambini semplicemente portatori di streptococco in gola salvo che questi ultimi non siano predisposti alla malattia reumatica per familiarità.

La presenza di div non comporta nessun maggiore rischio in caso di influenza pandemica o stagionale in quanto la lieve malformazione cardiaca non classifica il bambino tra i soggetti gravemente cardiopatici. Per quanto riguarda i vaccini antinfluenzali, pandemico e stagionale: io li consiglio anche se non sono allarmata su questa pandemia e tanto meno sono allarmata sugli effetti collaterali dei vaccini. Entrambe le malattie non sono gravi anche se i bambini hanno un rischio percentuale di ammalarsi decine di volte superiore rispetto agli adulti.

Non consiglio i vaccini solo per evitare che i bambini si ammalino, tanto più che la risposta immunitaria in seguito alla vaccinazione antinfluenzale nei bambini non è ottimale e si stima che, almeno per quanto riguarda la stagionale, nella fascia di età prescolare solo poco più del trenta per cento dei bambini formi anticorpi in seguito alla vaccinazione (per la pandemica la percentuale è maggiore perché il vaccino contiene adiuvanti che stimolano la produzione anticorpale del soggetto vaccinato).

Io consiglio la vaccinazione anche per una responsabilità sociale: meno soggetti si ammaleranno, meno diffusione di pandemica e di stagionale ci sarà, meno soggetti a rischio rischieranno di ammalarsi e meno decessi in seguito alle due malattie ci saranno. In più, se è vero che la pandemica non è pericolosa e decorre in modo più lieve rispetto alla stagionale, è anche vero che colpisce percentualmente di più l’apparato respiratorio nei bambini rispetto a quanto succede negli adulti, quindi, più soggetti malati ci saranno, maggiore sarà, comunque, il rischio che in una percentuale anche piccola di loro si sviluppino preoccupanti complicanze polmonari. Altra considerazione da fare è che più passaggi questo nuovo virus pandemico farà da persona a persona, cioè più si diffonderà tra la popolazione, maggiore sarà il rischio, fin’ora solo ipotetico, che subisca delle mutazioni che potrebbero trasformarlo, da virus relativamente innocuo di ora a virus più pericoloso. Si tratta per ora solo di una ipotesi ma questo è quanto basta per legittimare la vaccinazione, non solo ai soggetti a rischio, ma anche a tutti, almeno per quanto riguarda i bambini.

Pertanto, in linea di massima, vaccinazione si ai bambini quando e se il vaccino sarà reperibile, ma senza nessun allarmismo e in serenità, per proteggere se stessi o quantomeno il proprio bambino e nello stesso tempo per proteggere la società nel suo insieme: in un certo senso una forma di rispetto e di responsabilità nei confronti dei soggetti a rischio. La relativa innocuità della malattia, però, non permette di rendere obbligatoria la vaccinazione, che rimane pertanto solo su base volontaria. Rimanendo, quindi, su base volontaria, la decisione se vaccinare o meno il proprio figlio non può che essere sostenuta in comune da medico curante e genitori, con il medico curante che è tenuto ad informare nel modo più completo ed esaustivo possibile il genitore senza per questo fare più pressioni del dovuto in un senso o nell’altro e con il genitore che, ascoltato attentamente il medico curante, farà la sua valutazione personale e deciderà secondo coscienza, personalità, orientamento e stato d’animo. Non si può chiedere di più né al medico né al genitore.

Un caro saluto, Daniela