Costituzione minuta, esigenze nutrizionali adeguate

Buongiorno dottoressa,
da quando è nata mia figlia, abbiamo problemi con il peso e con il cibo. Dico abbiamo perché a volte sospetto di essere la causa del disinteresse di mia figlia per il cibo.
Secondo la pediatra nei primissimi tempi la crescita (120 gr ca) settimanale era insufficiente, avrei dovuto integrare con l.a., cosa che non ho mai fatto.
Lo svezzamento, iniziato a 7 mesi, è stata una tragedia, ha accettato qualcosa a 8 mesi e mezzo dopo pianti e teatrini.
Ora ha un anno e rifiuta la pappa, ma non è neppure molto brava a masticare. Ora siamo a 15 gg di semidigiuno, beve circa mezzo litro di latte di capra tra la sera e la colazione, tetta pre nanna (ormai nulla), una fetta biscottata a pranzo e una a cena, stamattina, miracolosamente, mezza mela cotta a pezzi. Nulla più.
Dallo svezzamento ha sempre alternato periodi accettabili a periodi di semidigiuno, però prendendo sempre il minimo sindacale di latte e, comunque mai più lunghi di una settimana.
È vivace e attiva, gattona e la pediatra non ha grandi consigli… tranne il solito esame delle urine, perennemente negativo.
Pesa circa 8,4 kg e è alta 70 cm (è la fotocopia del papà, che è 1,58 ca).
Forse il problema è più mio che di Melissa: sono partita male, sentendomi messa in discussione sull’allattamento e, ancora oggi, ogni volta che lei non mangia entro in crisi.
Non so quale strada seguire e mi sento una banderuola al vento, in balia della sua testa perennemente girata e della sua bocca sigillata.
Butto quintali di roba nel tentativo di proporle qualcosa di gradito… sapendo che è inutile, perché quando vuole mangiare mangia, quando non vuole non mangia.
Non ha piatti "graditi" … nei periodi sì non ha mai rifiutato nulla, nei periodi no non prende niente, a parte il latte, per fortuna.
Ringrazio anticipatamente
Maria Teresa

Cara Maria Teresa,
la bimba è molto minuta di costituzione e di conseguenza anche le sue esigenze nutrizionali non possono essere uguali a quelle di un bambino più robusto che a un anno pesa, magari, più di dieci chili ed è alto più di 75 cm.
Questo lo puoi capire anche da sola, ovviamente. A questo punto devi rassegnarti e considerare normali per lei delle porzioni di cibo di poco più della metà – diciamo due terzi – di quelle standard: per esempio, se normalmente si considera normale ad un anno una porzione di carne da 50 gr, per la tua piccola saranno sufficienti 30-40 gr; idem per la pasta e per tutto il resto. Allora, quando le prepari un biberon di latte da 200-250 gr è come se un bambino di peso diverso avesse preso più di 300 gr, anche 350 gr di latte, ed è evidente che non può avere fame dopo tre ore.
Quindi mettiti l’animo in pace una volta per tutte e impara a valutare qual è la normalità per la tua piccola senza fare inutili paragoni con altre mamme ed altri bambini coetanei.
Comincia a ridurre il latte a tutte le poppate a 150 gr o giù di lì, fai fare alla bimba solo 4 pasti al giorno, non dare fuori pasto per nessun motivo nemmeno se sostitutivi di un pasto rifiutato, riduci in proporzione la quantità di tutti i componenti delle due minestrine e cerca di capire se l’atteggiamento di opposizione e di rifiuto del cibo si modifica.
In qualche modo, cioè, rispetta le sue esigenze e dai fiducia alla bimba. Un secondo passo sarebbe l’inserimento della piccola in comunità dove, per emulazione e trovandosi in un ambiente affettivamente neutro, prima o poi la maggioranza dei rifiuti alimentari dei bambini migliorano.
Il terzo passo verso la consapevolezza è quello di capire che la tua piccola ha i suoi tempi maturativi e ha voglia di crescere piano piano e non, magari, velocemente come fanno altri bambini: quindi piano piano avrebbe voluto essere svezzata, piano piano vorrebbe mangiare le sue pappe o bere i suoi biberon senza nessuno che le faccia fretta o che le imponga di finire per forza una quantità che non è stata lei a stabilire e via discorrendo.
L’ultimo passo verso la solita consapevolezza, che non è altro che la semplice comprensione dei reali bisogni della bimba – che a volte non hanno nulla a che vedere con le aspettative della mamma e con gli schemi alimentari del pediatra – è quello di accettarla così com’è: un processo non facile, soprattutto se nella mamma si è generata ansia e non è del tutto sparita una fisiologica inconfessata insicurezza di non essere sempre all’altezza della situazione.
Allora, tutte le energie che attualmente consumi nello sforzo di convincere la piccola a fare quello che vuoi tu, cerca di convogliarle nello sforzo di accettarla così come si sta dimostrando mese dopo mese.
Se tu continuerai a darle sempre molto latte per ovviare alla sua presunta o reale inappetenza, non risolverai mai la situazione e il circolo vizioso non si aprirà mai: a lungo andare il suo rapporto col cibo non sarà dei migliori e potrebbe anche tradursi in conflitti caratteriali nei tuoi confronti.
Se la piccola assomiglia al papà, chiedi com’era e soprattutto come cresceva il papà alla stessa età della bimba, fai le dovute proporzioni essendo lei femmina e lui maschio e molto probabilmente ti accorgerai che la genetica non è acqua e contro di essa, purtroppo, nulla si può.
Concentrati solo sui bilanci periodici di salute della bimba e non sui suoi comportamenti quotidiani, ora che inizia a camminare falla stare molto all’aria aperta e al sole e smettila di preoccuparti: se la piccola è in salute, goditi questi momenti magici della sua crescita senza inquinarli con ansie superflue e sorridi alla vita assieme a lei che è forse l’unica cosa che attualmente può far piacere alla bimba.
Un caro saluto,
Daniela