Convulsioni febbrili

Buongiorno Dott.ssa Daniela Sannicandro,
il mio terzo figlio è nato prematuro di 35 settimane. A 17 mesi durante la febbre ha avuto la sua prima convulsione febbrile: PANICO, abbiamo chiamato il 118 l’operatore molto gentile mi ha detto di bagnargli i piedi e la fronte con acqua, nel giro di un minuto circa la convulsione è regredita spontaneamente lasciando il bambino in stato di sonno, visitato all’ospedale diagnosi convulsione febbrile semplice. Dopo 1 anno esatto, (febbraio 2013) è arrivata la 2°, stessa modalità, (durante l’anno diversi episodi febbrili senza convulsioni) abbiamo somministrato il valium senza aspettare, come dettoci all’ospedale e la convulsione è regredita subito. Il mio bimbo si ammala moooolto spesso e da quel febbraio del 2013 ne ha avuto altre 2 per queste non ho usato il valium, la sua neonatologa mi aveva insegnato di stare calma e iniziare a contare (aspettare 3 minuti prima di somministrare il valium) da quando iniziava e bagnarlo con l’acqua…così ho fatto e le convulsioni regredivano “subito”, circa 40 – 50 secondi. Credevo di aver superato la cosa, ma ieri, dopo 9 mesi dall’ultima (e 8 episodi febbrili nel frattempo) ecco che ci risiamo e il mondo mi crolla ancora addosso… La febbre era alta e la convulsione è arrivata, bagnato con acqua passata nel solito tempo. Il suo pediatra mi rassicura che il bimbo non ha nessun problema, è il suo modo di affrontare la febbre…le convulsioni durano veramente poco, non sarebbero neanche da definire tali. E’ stato in cura per tutto l’inverno con broncomunal+immunomix per aiutarlo a rinforzarsi, all’inizio ottobre-dicembre sembrava bene, mai ammalato ma da gennaio ad oggi è stata una dietro l’altra…sono davvero giù queste convulsioni sembrano non voler finire…vorrei un suo gentile consiglio, posso veramente restare tranquilla, viste le diverse convulsioni avute, e quante altre potrà farne prima dei 6 anni (spero sia il limite). La cura fatta durante l’inverno lo può realmente aiutare?
Grazie in anticipo

 

Non mi precisi l’età del tuo bimbo, però, dato che la sua prima convulsione febbrile si è manifestata dopo il compimento del suo primo anno di vita e non prima, si può considerare meno a rischio di comparsa di ulteriori episodi convulsivi febbrili di altri bambini che hanno presentato la loro prima convulsione  prima del compimento del primo anno di vita e tantomeno di crisi epilettiche quando sarà più grande, specie se non vi è familiarità per questo problema. L’età maggiormente a rischio, nei bambini predisposti, sono i primi tre anni di vita, estesi ai primi 5 anni anche se dopo i tre anni gli episodi si fanno sempre più sporadici. Lo scatenamento della crisi è senz’altro in relazione con la febbre ma non tanto con il fatto che sia elevata quanto piuttosto con la velocità con la quale tende a salire. Infatti, se avrai notato, il bambino con convulsione in atto, di solito, ha mani e piedi ancora freddi e non presenta ancora il tipico colorito rubizzo dei bambini che anno la febbre già molto alta ma dopo pochi minuti, cioè al momento della scomparsa della convulsione o dopo la convulsione, quando sono assopiti e sonnolenti, mani e piedi diventano caldi e il colorito ritorna roseo. Pertanto questo spiega perché le convulsioni non compaiono in occasione di tutti gli episodi febbrili ma solo ogni tanto, spesso in seguito a febbri virali che, rispetto alle febbri di origine batterica, si caratterizzano più facilmente da un aumento brusco e repentino della temperatura corporea che può passare da 36°C a 39° C in pochi minuti e non in alcune ore come avviene solitamente. Questo spiega anche la difficoltà che si ha a prevenire sia la febbre che le convulsioni nei bambini piccoli a meno che non si sia così attenti e fortunati da cogliere quei minimi sintomi di malessere come pallore, inappetenza, espressione sonnolenta che possono comparire prima dell’inizio della febbre. Però, nel caso del tuo bimbo, da come mi dici, tutti gli episodi convulsivi si sono manifestati in forma semplice e mai complicata e sono sempre stati brtevissimi: questo fa pensare molto ragionevolmente che, qualora ne comparissero altri, vi sarebbero pochissime probabilità di una durata maggiore o di complicanze qualsiasi. L’unica prevenzione possibile, quindi, resta quella di cercare di non fare ammalare il piccolo in modo che gli episodi febbrili siano meno frequenti. L’efficacia dei vaccini anticatarrali e immunostimolanti è soltanto parziale: non resta, quindi, che attendere che le varie malattie, inevitabili nei bambini che frequentano una comunità, creino una immunità specifica naturale, ben più efficace di quella indotta da vaccini o altri farmaci e che il sistema nervoso del bimbo, con gli anni, maturi la sua funzionalità e divenga meno sensibile allo stimolo irritativo indotto dagli sbalzi della temeratura corporea. Anche gli antipiretici come la tachipirina non hanno un vero e proprio effetto preventivo proprio perché, come ho detto, quasi sempre la convulsione inizia in un momento in cui i meccanismi che l’organismo mette in atto in caso di aumento della temperatura corporea sono tali da non permettere una reale valutazione della consistenza della febbre in quanto la vasocostrizione periferica rende fredda al tatto la pelle, cioè le zone periferiche del corpo per convolgiare inizialmente tutto il sangue verso gli organi interni vitali e solo in un secondo tempo vi è una vasodilatazione funzionale che rende la pelle calda. Pertanto non resta che avere pazienza, almeno fino ai 5 anni di età, continuando a limitarsi a trattare l’episodio convulsivo semplice solo al momento della sua eventuale comparsa così come ti è stato spiegato dai vari pediatri che hai consultato. Questa estate cerca, se puoi, di portare a lungo il bimbo al mare in modo che il sole, così come l’aria di mare e l’aria pura rinforzino in modo naturale le difese immunitarie del piccolo, magari evitando di fargli frequentare altre comunità come colonie estive e così via che continuerebbero ad essere fonti di contagio per il piccolo.