Continui pianti: dolore o altro?

Gent.ma dottoressa,

la mia piccola soffre di rge fin dalla nascita ed è in cura con Ranidil, Motilium e Maalox (quest’ultimo solo all’occorrenza); su suo consiglio, da un paio di giorni ho eliminato dalla mia dieta i latticini e sto limitando dolci e grassi (perché quando ho provato a dare delle aggiunte di latte AR la piccola ha cominciato a soffrire di coliche oltre che di reflusso e quindi lei ha giustamente ipotizzato un’intolleranza alle proteine del latte vaccino). Non ho dato quindi alla bimba alcun biberon né ho integrato il LM con addensanti, ma ho frazionato le poppate e do solo latte materno.

Dottoressa, so che è presto, ma nonostante questi accorgimenti, mia figlia non passa un solo minuto da sveglia senza piangere! Sono disperata. La bimba è stanchissima ma non dorme mai! Sembra avere male, ma non capisco dove e cosa sia. Pensavo al reflusso, ma essendo già in terapia col Ranidil da un paio di settimane, un’eventuale esofagite dovrebbe essere sotto controllo, o sbaglio?

Non so se sono coliche perché non fa aria… In più, è diventata pure stitica, riesco a farla evacuare solo con i microclismi (inserisco poche goccine nell’ano) e le feci sono scure (arancio misto a verde) e praticamente liquide. Il pianto della bimba non mi dà fastidio, ma sto male per lei, vorrei aiutarla ma non so come fare, la bimba non si calma se non mentre mangia (e ha cominciato a lamentarsi anche mentre poppa).

Stasera, diperata, sono arrivata a pensare che il mio latte non fosse sufficiente o che non fosse abbastanza nutriente, perché dopo le poppate è più agitata di prima, ho pensato fosse affamata e le ho dato un’aggiunta di un latte è sia HA sia AR (miltina ipo 1), ma non è servito a nulla e la bimba ha continuato a piangere e strillare anche dopo questa poppata. Ho capito che non strilla così per fame, dev’essere dolore, ma cos’è?

Andando per tentativi, le ho somministrato 1 ml di maalox per vedere se era bruciore, ma non si è calmata. Piange e si lamenta anche se presa in braccio è cullata, non c’è posizione che tenga.

Sta buona solo nel marsupio quando siamo all’aria aperta, ma appena entro al chiuso lei si sveglia e ricomincia il pianto disperato (anche se saltello e cammino, niente da fare, la bimba non si calma).

Insomma, si sveglia la mattina che piange e va a dormire la sera che piange ancora. Non ha un attimo di pace la poveretta e mi sento estremamente impotente, e ci terrei moltissimo ad avere un suo parere.

Scusi per il tempo che le sto rubando

Eleonora


La difficoltà ad evacuare e l’emissione, sotto stimolo, di feci verde scuro e liquide è un sintomo da valutare. Feci di colore verde scuro emesse in piccole quantità, non formate, a volte sono indice di fame e di alimentazione troppo scarsa: le così dette feci da fame; il problema si chiarisce subito pesando la bimba.

È ovvio che, se cresce regolarmente ogni settimana di almeno 120, 150 gr se non di più, non possono essere considerate feci da fame e bisogna pensare ad altre cose.

Un dismicrobismo intestinale può alterare il colore delle feci rendendole verdi, così come avviene quando le feci vengono emesse ogni due o tre giorni e nel frattempo in esse si sono verificati fenomeni ossidativi da parte della flora batterica intestinale: non sarebbe un problema se le feci fossero di consistenza normale o dura e non liquide.

Feci liquide e verdi, in un bambino allattato al seno, possono anche dipendere dall’alimentazione della nutrice (molte verdure di colore verde scuro, per esempio, come gli spinaci), ma in tal caso non sempre si associano a coliche e il colore si modifica immediatamente appena tali verdure vengono eliminate dalla dieta. Ricordo, comunque, che cibi troppo grassi e brodi di carne, specie se di gallina, possono procurare forti colicheai bambini allattati al seno.

Si dovrebbe, poi, pensare a una intolleranza alle proteine del latte vaccino, sia assunto dalla nutrice, sia introdotto con l’allattamento misto (anche i latti HA sono di derivazione vaccina, benché una buona percentuale delle proteine sia stata predigerita e scissa in molecole poco allergizzanti); però, in caso di intolleranza importante alle proteine vaccine, i latti ipoallergenici non bastano e bisogna passare agli idrolisati proteici come il Pregomin.

Resta, infine, da prendere i considerazione una infezione da germi patogeni, sia soltanto intestinale, sia – e non va mai esclusa – anche alle vie urinarie. In un bambino con reflusso, inoltre, non bisogna dimenticare la possibilità che abbia una infezione da helicobacter, germe che colonizza prima l’esofago e lo stomaco, attecchendo sulla mucosa della loro parete, per poi passare nell’intestino.

Allora io direi di pesare la bimba per valutarne l’accrescimento e se questo è corretto, escludere l’allattamento misto e l’ipotesi delle feci da fame.

In questo caso si passerebbe all’esame delle feci che può comprendere sia la ricerca del sangue occulto (positivo in caso di colite da allergia alle proteine del latte vaccino) che la ricerca batteriologica, anche questa sia per i più comuni germi patogeni intestinali, inclusa, volendo, la salmonella, sia per helicobacter, visto che mi pare che i sintomi da reflusso gastroesofageo siano preponderanti.

Un esame delle urine con urinocultura completerebbero le indagini. Quando un bambino presenta importante sintomatologia dolorosa intestinale, o con supposta origine intestinale e non solo gastroesofagea, infine, escluse tutte le ipotesi diagnostiche precedenti, bisognerebbe poter escludere anche problemi di tipo più prettamente chirurgico come invaginazioni o torsioni di alcune anse intestinali, anche non permanenti ma che si formano durante la normale peristalsi intestinale dando dolori ricorrenti a "poussées", anomalie del diverticolo di Meckel o altro.

Solo alla fine di tutto questo iter diagnostico si può pensare al provvedimento più giusto da prendere per questi dolori addominali o gastroesofagei. Quindi ti consiglio di parlare con il tuo pediatra se il comportamento della bimba ti preoccupa, perché una riflessione va fatta a tutto campo e il problema merita di essere risolto quanto prima.

Non posso evitare di dirti che lo stato d’animo materno, il suo stress e il suo nervosismo influiscono non poco sul comportamento di un lattante e anche sotto questo punto di vista bisognerebbe prendere provvedimenti adeguati.

Un caro saluto,

Daniela