Continua ad ammalarsi al nido: che fare?

 

Salve Gentilissima Dottoressa,

le ho già scritto del mio bambino ed i suoi consigli sono sempre stati utilissimi! Ora ha un anno, cammina da quando ha 11 mesi, non è un mangione ma sta bene (9.200 gr per 76,5 cm). Il problema è che da fine ottobre scorso, dopo che ha preso la sesta malattia, è un continuo ammalarsi e non resiste per più di 4/5 giorni di seguito al nido.

Però si ammala anche se sta in casa per via del fratellino di 4 anni che va alla materna e che gli porta di sicuro altri virus. Per ogni malanno ha passato in casa anche 3 o 4 settimane, ma, puntuale, al primo rientro al nido non resiste per più di una settimana e qualche giorno, se va bene!

Il pediatra mi ha detto di non ritirarlo dal nido perché altrimenti l’anno prossimo sarebbe la stessa cosa, per cui io aspetto che guarisca e lo riporto, ma mi chiedo dopo quanto tempo dalla guarigione è meglio riportarlo al nido? Dopo quanto tempo le difese immunitarie si ristabiliscono? Il bambino soffre soprattutto di faringiti che gli danno febbre alta. Secondo lei è meglio non insistere col nido fino a maggio/giugno, cioè un periodo migliore?

Altra domanda: i due bambini vanno in due scuole diverse ma avevo intenzione di mandare il piccolo nella scuola del grande appena possibile; in questo modo i virus sarebbero forse gli stessi e magari si ammalerebbe meno? Sono molto preoccupata perché non so quale decisione prendere per il suo bene: farlo stare definitivamente a casa o continuare così?

La ringrazio in anticipo per la sua cortese risposta e per questo servizio che dà a noi mamme.

Un saluto affettuoso.

È‘ vero: i bambini al nido si ammalano spesso ma in compenso creano difese immunitarie specifiche che serviranno loro per il futuro, ma a tutto c’è un limite, quindi se il bimbo si sta ammalando troppo spesso, per i motivi da te giustamente evidenziati, se ne hai la possibilità, io lo farei stare a casa per alcuni mesi, almeno fino all’arrivo della buona stagione.

Avrà sempre il probabile contagio dovuto al fratello maggiore ma sarà sempre un po’ meno rispetto al contagio di tutti i bimbi che frequentano il suo reparto, poi non dovrà uscire la mattina presto con il freddo e sarà meno stressato.

È difficile dire quanto può durare il periodo di relativa depressione immunitaria che di solito segue una infezione virale perché non tutti i virus e non tutti i batteri lasciano questo tipo di complicazione e se anche la lasciano, essa può essere di differente entità da virus a virus e da bambino a bambino.

A volte i bimbi che tendono ad ammalarsi spesso in tenera età, non è che abbiano scarse difese immunitarie in assoluto (benché ad un anno, essendo esauriti gli anticorpi trasmessi passivamente attraverso il latte materno e non avendo ancora il bimbo avuto modo di crearsi un suo bagaglio personale di difese immunitarie specifiche, gli anticorpi sono comunque piuttosto scarsi) hanno semplicemente una scarsa quantità di alcuni anticorpi specifici, cioè le immunoglobuline A che costituiscono le prime difese che ha un organismo di fronte alle aggressioni infettive.

I bambini lenti maturatori di immunoglobuline A tendono ad ammalarsi spesso fino a 3 o 4 anni di età, poi si comportano esattamente come tutti gli altri bambini. Si potrebbero anche dosare queste immunoglobuline nel bimbo, però, anche se si confermassero basse, non ci sarebbe nessun tipo di terapia possibile, quindi è un esame che non si richiede quasi mai.

Per quanto riguarda le scuole uguali o diverse: nessuna scuola può essere considerata un pianeta a se stante e virus e batteri circolano liberamente nel’aria, così come tutte le sostanze inquinanti dell’atmosfera senza certo curarsi di chiedere permesso, suonare campanelli o tornare indietro se trovano una porta chiusa!

Quindi iscrivi pure il bimbo più piccolo assieme al fratello per comodità senza porti inutili problemi da questo punto di vista ma, a mio parere, se puoi, togli il bimbo dal nido, come hai detto tu, almeno fino a giugno; con il fratello maggiore accanto, avrà comunque modo di continuare a formare i suoi anticorpi e non sarà certo sotto una cappa di vetro!

Un caro saluto, Daniela