Conseguenze della scarlattina?

 

Gentile Dottoressa,

 

mi permetto di chiederle alcune cose vista la precisione delle sue risposte. la mia bimba di sette anni e mezzo ha avuto la scarlattina non confermata da tampone ma a vista dal pediatra l’ 8 di febbraio.

 

Ha fatto 10 giorni di augmentin e poco dopo avere finito la cura ha cominciato ad avere male alle ginocchia e le si sono gonfiati i due indici delle manine. Il tutto senza accusare dolore. Le gambe le fanno male la mattina ma poi durante il giorno tutto passa, abbiamo fatto gli esami del sangue e gli unici esami alterati sono pcr 5.5 / ves 78 / piastrine 550 e tas 485 e tampone negativo presente solo il viridante.

 

Le gambe sono migliorate, le dita no, sono gonfie la mattina per poi sgonfiarsi nel corso della giornata. Abbiamo fatto lastre alle mani e ginocchia ma il risultato è stato negativo. Mi hanno prospettato qualche patologia reumatica, ma un altro pediatra l’ ha esclusa per la cura antibiotica fatta e rifatta anche dopo gli esami avuti il 26 marzo. Non vede i presupposti perché gli esami sono sì alterati, ma non così tanto.

 

Altra ipotesi, una artrite reumatoide giovanile, ma anche questa sarà da verificare con altri esami che rifaremo a fine mese. Da quello che ho letto, però, potrebbe essere solo uno strascico della scarlattina, senza necessariamente sfociare in una patologia più grave. Che sia tutto riconducibile alla scarlattina?

 

Ringrazio in anticipo e spero in una risposta.

 

Si sa che la scarlattina, in quanto infezione streptococcica, può causare alcune complicazioni come glomerulonefrite e malatta reumatica, ma queste complicazioni sono rarissime se la malattia è stata adeguatamente curata con antibiotici idonei e si manifestano più o meno alcune settimane dopo l’esordio.

 

Inoltre, la malattia reumatica, solitamente, colpisce le medie articolazioni, cioè le ginocchia, le caviglie, ma non le piccole articolazioni delle mani. L’interessamento delle piccole articolazioni delle falangi delle dita è tipico dell’artrite reumatoide giovanile. Però si sa che alcune forme diciamo benigne di artrite reumatoide giovanile possono manifestarsi in conseguenza di una malattia infettiva.

 

Quest’ultima, infatti, in soggetti predisposti, può fare temporaneamente impazzire il sistema immunitario del soggetto e fargli produrre anticorpi non solo diretti verso l’agente patogeno che ha causato la malattia ma anche verso alcuni componenti dell’organismo: i così detti autoanticorpi.

 

L’artrite reumatoide giovanile post infettiva non deve considerarsi una malattia cronica perché la sua durata non è prolungata, ma all’inizio della sintomatologia suggestiva di artrite reumatoide non è subito facile avere un quadro chiaro della situazione e formulare, di conseguenza, una prognosi.

 

Le risposte delle analisi che mi hai riportato sono assolutamente compatibili con la diagnosi di artrite reumatoide giovanile ma non sono complete per averne la certezza assoluta. È, quindi, necessario procedere ad ulteriori analisi più specifiche come il fattore reumatoide, gli anticorpi antinucleo, e, anche dopo le risposte di queste analisi, credo sia opportuno un periodo di osservazione di alcuni mesi per la valutazione chiara del problema in quanto solo dopo almeno sei mesi di osservazione si potrà capire, qualora si confermi la diagnosi di artrite reumatoide, se si tratta di una forma idiopatica pauci o poli articolare oppure di una forma transitoria post infettiva, quindi sicuramente benigna e non tendente a cronicizzare.

 

Il dolore alle gambe e alle grosse o medie articolazioni, invece, può essere inizialmente inquadrato sia nel reumatismo che nelle forme di artrite reumatoide, ma, ripeto, la tempestiva e idonea terapia antibiotica praticata al momento della diagnosi di scarlattina farebbe escludere una complicazione diretta della malattia, a meno che l’antibiotico somministrato, benché generalmente idoneo a debellare lo streptococco, non sia stato inefficace per un problema di resistenza batterica, ma tenderei ad escluderlo.

 

Quindi, in definitiva, a mio parere prima di esprimersi bisogna approfondire le indagini con analisi più specifiche di quelle praticate fin’ora che possono risultare alterate sia a causa di un reumatismo che a causa di una artrite reumatoide e non illuminano a sufficienza il problema, ma anche se le ulteriori analisi risultassero positive per artrite reumatoide, potrebbe tranquillamente trattarsi di una forma transitoria benigna post infettiva e non di una forma idiopatica giovanile con tendenza alla cronicizzazione. Ti consiglio, quindi, un moderato ottimismo nonostante sia presto per trarre conclusioni.

 

Un caro saluto, Daniela