Come prepararsi all’arrivo della sorellina

Buongiorno dottoressa,

sono la mamma di un bimbo di 28 mesi e tra due mesi nascerà la seconda figlia.

Le scrivo per chiederle consiglio su come gestire il distacco con mio figlio nei giorni del parto e cosa dirgli. Mio figlio, infatti, ha un attaccamento morboso a me e in questi ultimi mesi è divenuto ancora più morboso: pensa anche lei che ciò possa dipendere dal fatto che si accorga di qualche cambiamento?

Per un periodo è andato al nido senza storie: ora, come lo lascio, piange e ripetutamente grida "io mamma!!"; così pure quando lo lascio momentaneamente dai nonni che lui stesso ama e da cui vuole andare sempre. Ma ci devo essere io e se mi vede uscire piange, ciò che non faceva prima.

Ora si addormenta solo se lo cullo, mentre prima si addormentava da solo.

Lo dovrei preparare, secondo lei, al fatto che starò fuori per 3 giorni? Cosa dovrei dirgli?

Così pure mio marito e i nonni: quando non ci sarò e lui piangendo chiederà di me, cosa dovranno dirgli? Temo che se gli diranno che sta nascendo la sorellina lui da subito prenderà lei come la causa del mio allontanamento.

Per ultimo, quando mi vede rientrare non mi lascia un attimo: è opportuno che mi venga a trovare in  ospedale?

Se vedendomi non sopportasse poi di dovermi lasciare di nuovo?

Cosa consiglia lei?
Mi sento tanto angosciata per questi motivi.

Francesca

Non ti porre eccessivi problemi. E’ evidente che il bimbo percepisce qualcosa: non solo perché gli hai parlato e gli stai sicuramente parlando di questo nuovo arrivo e perché vede il corpo della mamma trasformarsi e sente la sorellina muoversi in pancia, ma anche perché inconsciamente si accorge che i tuoi pensieri e le tue fantasie non sono più totalmente rivolte a lui. Il bimbo è ancora piccolo, a mio avviso, non è necessario che tu gli parli molto della sorellina: quando sarà arrivato il momento di andare in ospedale, se lui ti chiederà qualcosa gli dirai che vai a prenderla e che tornerete prestissimo da lui. Preparagli anche un regalino o anche più di uno da dare al tuo ritorno, in vista dei tanti, che riceverà la sorella nei giorni prossimi, ma non prepararlo più di tanto perché a mio avviso è ancora piccolo e non servirebbe se non a fargli aumentare l’ansia per questo avvenimento di cui non è in grado di prevedere la portata emotiva e l’impatto reale che potrà avere su di lui.

Per quanto riguarda il fatto di farlo venire in ospedale: decidi tu. Come regola i bambini non devono mai essere tenuto all’oscuro di quanto avviene in famiglia e più partecipano alle gioie comuni meglio è, ma bisogna sapere come sarà accolto dalla struttura, se ci sarà ingresso libero anche per i bambini oppure se, venendo a trovarti, non correrà il rischio di subire la solita crudele vessazione di essere tenuto in disparte, custodito da qualche famigliare con la scusa che i bambini non possono entrare nei reparti ospedalieri, in quanto facilmente portatori di malatie infettive. Se questo non è il caso del luogo dove hai scelto di partorire, più il piccolo potrà partecipare, anche se a modo suo e con il suo modo di vivere l’avvenimento, meglio sarà per lui, perché avrà un maggior numero di esperienze come bagaglio utile per elaborare la cosa.

Ma adesso vivi questo periodo serenamente, riposati più che puoi e pensa prevalentemente alla nascitura, al rilassamento in vista del travaglio e custodisci e coltiva la tua serenità con le unghie e con i denti. Ricordati che stai dando un regalo immenso al tuo piccolo, non un intralcio alla sua vita e ai suoi spazi.

Evita inutili sensi di colpa e nostalgie sterili del tempo in cui potevi dedicarti solo a lui: le mamme, come dico sempre, sanno moltiplicarsi per il numero di figli che fanno, pertanto non si dividono in due o in tre, riducendo spazi, affetto e tempo da dedicare ad ognuno. Quando si ama si fanno miracoli e uno di questi, oltre alla creazione di un nuovo essere vivente, è proprio la moltiplicazione dell’amore materno, con tutta l’espansione vitale che esso comporta.

Un caro saluto, Daniela